NotizieMacroWells Fargo ritiene che la Fed potrebbe mantenere i tassi invariati fino a tutto il 2026, con tagli improbabili prima del 2027

Wells Fargo ritiene che la Fed potrebbe mantenere i tassi invariati fino a tutto il 2026, con tagli improbabili prima del 2027

Autore: Blockonomi·

Punti chiave

  • Wells Fargo prevede ora che la Federal Reserve mantenga il tasso di riferimento tra il 3,50% e il 3,75% fino alla fine del 2026.
  • La banca ha cambiato rotta rispetto alle previsioni precedenti, che anticipavano tagli graduali dei tassi.
  • Secondo Wells Fargo, i costi energetici più elevati, i dazi e le interruzioni delle catene di approvvigionamento sono i principali motori del rialzo delle previsioni di inflazione.
  • La banca ha inoltre indicato che l'espansione legata all'intelligenza artificiale alimenta l'inflazione aumentando la domanda di manodopera, materie prime e infrastrutture.
  • Wells Fargo non prevede interventi significativi di politica monetaria prima del 2027 e ha dichiarato che costi energetici più bassi potrebbero offrire quell'anno solo un sollievo limitato.
Wells Fargo ritiene che la Fed potrebbe mantenere i tassi invariati fino a tutto il 2026, con tagli improbabili prima del 2027

Wells Fargo ha rivisto il proprio quadro economico, alzando le aspettative su inflazione e costi di finanziamento per il 2026 e il 2027, poiché ritiene che le pressioni sui prezzi dureranno più a lungo di quanto precedentemente previsto.

La banca prevede ora che la Federal Reserve mantenga il tasso di riferimento dei fondi federali nell'intervallo tra il 3,50% e il 3,75% fino alla fine del 2026. Si tratta di un cambiamento rispetto alle previsioni precedenti, che ipotizzavano tagli moderati dei tassi, un'ipotesi che Wells Fargo ha abbandonato dopo che i dati sull'inflazione hanno ripetutamente superato le aspettative.

Questo scenario è rilevante perché il tasso dei fondi federali funge da punto di riferimento per molti costi di finanziamento nell'economia, inclusi i prestiti alle imprese, le carte di credito e altri finanziamenti legati ai tassi a breve termine. Se la politica monetaria rimanesse invariata più a lungo, imprese e famiglie continuerebbero a operare in un ambiente di tassi più elevati, mentre i mercati attendono segnali più chiari di un rallentamento dell'inflazione.

I fattori alla base delle previsioni sull'inflazione

Wells Fargo ha indicato che la previsione aggiornata è determinata principalmente da tre fattori legati all'offerta: i costi energetici più elevati, le nuove politiche tariffarie e le persistenti interruzioni delle catene di approvvigionamento.

Secondo la banca, queste pressioni aumentano i costi interrompendo produzione e offerta, anziché riflettendo una domanda eccessiva da parte dei consumatori. Tom Porcelli, chief economist di Wells Fargo, ha ripetutamente sostenuto che questo tipo di inflazione non può essere risolto solo attraverso tassi di interesse più elevati.

Porcelli ha ribadito questa posizione all'inizio di agosto, affermando che le misure tariffarie e le oscillazioni dei prezzi del petrolio riflettono problemi strutturali che una politica monetaria più restrittiva non può risolvere.

La banca ha inoltre evidenziato che la domanda legata all'espansione dell'intelligenza artificiale sta alimentando le pressioni inflazionistiche, in particolare attraverso una maggiore domanda di manodopera, materie prime e infrastrutture. Secondo Wells Fargo, questa dinamica contribuisce a mantenere elevata la crescita dei prezzi nel settore dei servizi.

Aspettative sulla politica della Fed

Wells Fargo prevede che il tasso dei fondi federali rimanga nell'attuale intervallo obiettivo tra il 3,50% e il 3,75% fino alla fine del 2026. La banca ha sottolineato che ciò rappresenta una netta discontinuità rispetto al precedente scenario di allentamento graduale.

Ha inoltre rilevato che anche altre istituzioni finanziarie hanno ridotto le aspettative di tagli dei tassi, dato che l'inflazione è rimasta più alta delle previsioni.

Secondo la banca, Kevin Warsh, neopresidente della Federal Reserve, dovrebbe adottare un approccio cauto e attento alla politica monetaria. Wells Fargo ha descritto la sua posizione come ponderata e osservativa, senza segnali chiari di un orientamento verso un irrigidimento o un allentamento.

Un numero limitato di osservatori di mercato ha suggerito che i tassi potrebbero salire nella parte finale del 2026, ma Wells Fargo ha precisato che questa ipotesi rimane uno scenario marginale anziché il proprio caso base.

Le recenti riunioni della Federal Reserve hanno rafforzato le aspettative di una politica invariata per il momento, e anche i prezzi di mercato indicano una scarsa probabilità di un cambiamento immediato. Wells Fargo non prevede alcun intervento significativo prima del 2027.

Per investitori e imprese, l'implicazione più ampia non è una previsione di crescita più rapida o più lenta, ma un periodo più lungo di stabilità politica su uno sfondo di inflazione elevata. Ciò rende i dati in arrivo su prezzi, costi energetici, dazi e condizioni di offerta particolarmente importanti per capire se la visione della banca continuerà a reggere.

Se questo scenario si dovesse confermare, i costi di finanziamento rimarrebbero elevati per le imprese che dipendono da credito più economico per espandersi. Al tempo stesso, un ambiente di tassi stabili potrebbe offrire maggiore certezza agli investitori obbligazionari, poiché gli strumenti possono essere valutati rispetto a un contesto politico più stabile.

Wells Fargo ha affermato che costi energetici più bassi potrebbero comunque offrire un certo sollievo nel 2027, ma ha definito limitato tale beneficio. Nel complesso, la banca ha dichiarato che la tendenza alla disinfazione post-pandemia si è conclusa e che un'inflazione persistente rappresenta oggi la realtà economica prevalente.