Le borse statunitensi chiudono in ribasso: il discorso di Jackson Hole orienta la Fed verso un rialzo dei tassi a settembre
Punti chiave
- •Le dichiarazioni di Warsh a Jackson Hole hanno spostato le aspettative di politica monetaria verso un rialzo dei tassi a settembre, con un altro possibile entro fine anno.
- •Il Russell 2000 è sceso dell'1,39% a 2.972,37, guidando il ribasso giornaliero, poiché le small cap sono più sensibili ai tassi più alti.
- •Marvell Technology ha perso il 10,28%, restando però sopra la media mobile a 200 ore a 214,50 dollari e la media mobile a 100 giorni a 211,28 dollari.
- •Nvidia è scesa del 4,57% a 217,55 dollari, cedendo parte del rialzo dell'8,74% registrato dopo gli earnings migliori delle attese del giorno precedente.
- •Su base settimanale, Dow, S&P 500, Nasdaq Composite e Nasdaq 100 sono saliti tra lo 0,43% e lo 0,85%, mentre il Russell 2000 ha perso l'1,50%.

Il discorso del presidente della Federal Reserve Warsh a Jackson Hole ha spostato l'orientamento restrittivo della Fed a favore di un rialzo dei tassi a settembre, aprendo la porta alla possibilità di un altro aumento entro la fine dell'anno. Il simposio annuale di Jackson Hole è da tempo il palco in cui i presidenti della Fed anticipano cambi di politica monetaria, e i mercati seguono attentamente questi interventi per orientarsi sul percorso dei tassi. Le prospettive non sono state ben accolte dai trader: le borse statunitensi hanno chiuso in ribasso, con le small costrette ad assorbire la parte maggiore delle vendite, mentre il Russell 2000 ha segnato il calo più marcato. Le società più piccole, che tendono a portare più debito a tasso variabile e a dipendere maggiormente dal credito bancario, sono in genere più sensibili ai tassi di interesse più alti rispetto alle large cap. Anche il Nasdaq 100 e il Nasdaq Composite Index sono scesi, rispettivamente dello 0,70% e dello 0,50%.
Chiusura dei principali indici statunitensi:
- Dow Jones Industrial Average: -9,00 punti, pari allo 0,02%, a 53.565,35
- S&P 500: -19,23 punti, pari allo 0,25%, a 7.711,75
- Nasdaq Composite: -138,93 punti, pari allo 0,52%, a 26.402,42
- Russell 2000: -41,97 punti, pari all'1,39%, a 2.972,37
- Nasdaq 100: -208,13 punti, pari allo 0,70%, a 29.433,43
Dati della settimana di negoziazione:
- Dow Jones Industrial Average +0,53%
- S&P 500 +0,49%
- Nasdaq Composite +0,85%
- Russell 2000 -1,50%
- Nasdaq 100 +0,43%
Le azioni Marvell Technology sono crollate del 10,28%, ma sono rimaste sopra la media mobile a 200 ore a 214,50 dollari e la media mobile a 100 giorni a 211,28 dollari (vedi il post qui). Mantenersi sopra queste medie mobili chiave tiene gli acquirenti in gioco, ma il prezzo deve tenere e tornare stabilmente sopra la media mobile a 100 ore a 229,72 per riorientare il bias tecnico di breve termine nuovamente al rialzo.
Nvidia è scesa del 4,57% a 217,55 dollari, recuperando parte del rialzo dell'8,74% registrato ieri, seguito da earnings migliori delle attese. Su base settimanale il titolo guadagna l'1,32%, ma il massimo di settimana di 230,47 dollari è rimasto sotto il record storico di 236,54 dollari nonostante gli eccellenti risultati e le aspettative per il futuro. In quanto due dei produttori di chip per l'AI più osservati, Marvell e Nvidia spesso si muovono in sintonia, e le loro oscillazioni post-earnings evidenziano quanta attenzione gli investitori stiano dedicando alle prospettive del settore dei semiconduttori, anche mentre le preoccupazioni sulla politica monetaria pesano sul mercato nel suo complesso.