NotizieMacroLa risoluzione ONU "Correct the Map" segna un passo verso la decolonizzazione delle mappe del mondo

La risoluzione ONU "Correct the Map" segna un passo verso la decolonizzazione delle mappe del mondo

Autore: Bworldonline·

Punti chiave

  • •L'Assemblea Generale dell'ONU ha adottato la risoluzione 'Correct the map' con 164 voti favorevoli, uno contrario (gli Stati Uniti) e sei astensioni.
  • •Promossa dal Togo a nome dell'Unione Africana, la risoluzione sostiene le proiezioni equivalenteriali, in particolare la proiezione Equal Earth introdotta nel 2018, per correggere la distorsione Mercator che ingrandisce le terre vicine ai poli.
  • •La proiezione Mercator, creata nel 1569 per la navigazione, fa apparire la Groenlandia all'incirca grande come l'Africa, sebbene l'Africa sia in realtà circa 14 volte più grande.
  • •L'Ucraina si è astenuta dal voto, dichiarando di sostenere la correzione delle distorsioni storiche ma sostenendo che la mappa potrebbe legittimare l'annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014.
  • •Le piattaforme online come Google Maps continuano a usare la variante Web Mercator per impostazione predefinita, quindi l'impatto della risoluzione sulla cartografia digitale resta da vedere.
La risoluzione ONU "Correct the Map" segna un passo verso la decolonizzazione delle mappe del mondo

Alcuni Paesi e territori, tra cui Canada, Groenlandia e Russia, appariranno presto notevolmente più piccoli sulle mappe ufficiali delle Nazioni Unite (ONU).

La modifica deriva da una risoluzione adottata dall'Assemblea Generale dell'ONU: "Correct the map: rebalancing global cartographic representation and promoting equitable representation of the world's regions, particularly Africa" (Correggere la mappa: riequilibrare la rappresentazione cartografica globale e promuovere una rappresentazione equa delle regioni del mondo, in particolare l'Africa).

Promossa dal Togo a nome dell'Unione Africana, la risoluzione si presenta come una riparazione di 450 anni di ingiustizia cartografica, riconoscendo formalmente la distorsione del mondo così come rappresentato dalla proiezione Mercator. È stata adottata quasi all'unanimità: 164 voti favorevoli, uno contrario e sei astensioni. Gli Stati Uniti hanno espresso l'unico voto contrario.

Uno strumento di navigazione con un difetto intrinseco

Nel 1569, Gerardus Mercator, versatile cartografo fiammingo che dedicò gran parte della sua vita a disegnare e proiettare mappe nel modo più accurato possibile, pubblicò una mappa del mondo che utilizzava un ingegnoso nuovo metodo per rappresentare la Terra su una superficie piana.

Il principale vantaggio di questa proiezione era la capacità di rappresentare le lossodromie — linee di rotta costante rispetto alla bussola — come linee rette, offrendo ai naviganti rotte esatte. Questa caratteristica era fondamentale per gli Europei nell'era delle esplorazioni e delle colonizzazioni, ed è il motivo per cui la proiezione Mercator resta oggi lo standard delle carte nautiche.

Tuttavia, la rappresentazione migliorata per la navigazione portava con sé un difetto importante: ingrandiva eccessivamente le terre situate vicino ai poli. Su una mappa del mondo in proiezione Mercator, la Groenlandia appare all'incirca grande come l'Africa, sebbene l'Africa sia in realtà circa 14 volte più grande. In altre parole, il Nord America, la Russia e l'Europa apparivano molto più grandi dell'Africa, del Sud America e del Sud Asia. problema è diventato acuto quando questa proiezione, originariamente concepita per la navigazione, si è trasformata nello standard di fatto per ogni tipo di mappa del mondo, comprese quelle politiche.

Le "guerre delle mappe"

La distorsione tecnica di Mercator era nota da tempo ai cartografi, ma solo negli anni '70 è stata messa in luce la maniera in cui essa incarnava secoli di ideologie coloniali.

Nel 1973, lo storico tedesco Arno Peters presentò una nuova proiezione equivalenteriale che sfidava direttamente la proiezione Mercator e il messaggio che questa trasmetteva: l'Europa non era così grande come appariva sulle mappe Mercator, mentre le sue ex colonie erano considerevolmente più estese. Questo tipo di proiezione era già stato sviluppato in precedenza, somigliando molto a una proiezione del 1855 realizzata da James Gall, ecclesiastico e cartografo scozzese. La novità era la visione politica di una cartografia socialmente equa che ispirava Peters.

La proiezione di Peters incontrò un'ondata di critiche, dando origine a quelle che sono state chiamate le "guerre delle mappe", ma fu adottata da organizzazioni come Oxfam e UNESCO. Queste organizzazioni, così come Peters, compresero chiaramente l'importanza politica delle proiezioni cartografiche e il ruolo che le mappe svolgono non solo nel rappresentare la realtà, ma anche nel produrla.

Le mappe equivalenteriali ottengono il sostegno ufficiale

La recente risoluzione ONU è un ulteriore passo verso la correzione degli squilibri ereditati dal passato e, come sostenuto dal rappresentante del Togo, "apre la strada a una maggiore comprensione, rispetto e pace tra le nazioni". Segue precedenti su scala più ridotta: nel 2017, le scuole pubbliche di Boston attirarono l'attenzione internazionale adottando la proiezione Gall-Peters nelle proprie aule.

La risoluzione chiede una corretta rappresentazione del mondo attraverso l'adozione di proiezioni equivalenteriali, in particolare la proiezione Equal Earth, un'alternativa più recente e meno controversa alla proiezione Gall-Peters. Presentata nel 2018 dai cartografi Bojan Šavrič, Tom Patterson e Bernhard Jenny, Equal Earth preserva le dimensioni relative accurate senza le pronunciate deformazioni che avevano attirato critiche sulla mappa Gall-Peters. Con questa misura, l'ONU riconosce secoli di strumentalizzazione coloniale della proiezione originale di Mercator.

Le mappe digitali restano una questione aperta

Sebbene la risoluzione dovrebbe contribuire a una rinnovata visione del mondo nelle scuole e nelle istituzioni di tutto il globo, il suo impatto sulle piattaforme di mappe online resta da vedere. La proiezione Web Mercator, una variante della Mercator originale, resta l'impostazione predefinita per applicazioni come Google Maps, che la utilizza dal lancio nel 2005. Divide la Terra in quadrati, rendendo semplice ed efficiente dal punto di vista computazionale lo zoom fluido avanti e indietro per il mondo. L'approccio è preciso a livello locale, ma aumenta anche drasticamente le dimensioni dei Paesi più vicini ai poli.

Queste mappe online non solo perpetuano la stessa prospettiva distorta della proiezione Mercator originale; vi infondono anche una visione del mondo strutturata attorno alle reti stradali, all'accessibilità delle attività commerciali e alla promozione del consumo. La nuova rappresentazione del mondo approvata dalla risoluzione ONU è un passo chiaro verso una rappresentazione globale equa, ma resta pur sempre un'interpretazione.

L'astensione dell'Ucraina

L'Ucraina si è astenuta dal voto sulla risoluzione "correct the map". I suoi rappresentanti hanno dichiarato che il Pa "condivide gli sforzi per correggere le distorsioni storiche", ma hanno sostenuto che questa mappa legittima l'"annessione illegale della Crimea da parte della Federazione Russa nel 2014".

Le mappe come strumenti di potere

Le mappe influenzano il mondo non solo attraverso il modo in cui rappresentano le dimensioni dei Paesi, ma anche tramite i tipi di informazione che mettono in risalto, le tecnologie che mobilitano, le attività commerciali che promuovono, il modo in cui nominano i luoghi e i confini che tracciano.

Forse la lezione principale di questa risoluzione ONU è che le mappe non sono semplici rappresentazioni banali e innocue del mondo; sono anche strumenti di potere che mirano a influenzare il modo in cui vediamo il mondo e interagiamo con esso.

Questo articolo è stato scritto da Sébastien Caquard, Professore di Geografia alla Concordia University, ed è stato pubblicato per la prima volta da The Conversation, distribuito via Reuters. È apparso su Bworldonline.