Le vendite al dettaglio nel Regno Unito calano a luglio mentre svanisce l’impulso della prima estate
Punti chiave
- •Le vendite al dettaglio nel Regno Unito sono scese dello 0,5% su base mensile a luglio, in linea con le attese, mentre la crescita annua dell’1,6% è risultata inferiore al 2,2% previsto.
- •L’ONS ha attribuito la debolezza di luglio in gran parte a una domanda anticipata a giugno per via di attività promozionali iniziate prima del solito.
- •Il calo mensile è stato guidato soprattutto dai negozi non alimentari e dal commercio al dettaglio non in negozio; quest’ultimo è diminuito del 3,6% e i negozi di tessuti, abbigliamento e calzature del 2,7%.
- •Le vendite dei negozi di alimentari sono aumentate dello 0,5% su base mensile, sostenute da promozioni, clima caldo e Mondiali, mentre le vendite di carburante sono rimbalzate del 3,8% dopo il -3,6% di giugno.
- •La pubblicazione non è considerata un dato particolarmente allarmante per la Bank of England, la cui principale preoccupazione di politica monetaria resta l’inflazione.

Le vendite al dettaglio nel Regno Unito sono diminuite a luglio mentre si attenuava il sostegno derivante dall’attività di spesa di inizio estate, con l’Office for National Statistics (ONS) che ha attribuito gran parte della debolezza a una domanda anticipata a giugno. Le vendite al dettaglio sono tra gli indicatori mensili più seguiti della spesa dei consumatori, che rappresenta la quota maggiore della produzione economica del Regno Unito, rendendo la pubblicazione un input regolare per la valutazione più ampia di come stiano andando le famiglie.
Dati principali di luglio:
- Vendite al dettaglio: -0,5% su base mensile, in linea con le aspettative di -0,5%; il dato precedente di +1,0% è stato rivisto a +0,7%.
- Vendite al dettaglio: +1,6% su base annua contro il +2,2% atteso; il dato precedente di +4,2% è stato rivisto a +3,8%.
- Vendite al dettaglio escluse auto e carburante: -0,9% su base mensile contro il -0,5% atteso; il dato precedente di +1,1% è stato rivisto a +0,9%.
- Vendite al dettaglio escluse auto e carburante: +2,3% su base annua contro il +3,3% atteso; il dato precedente di +5,4% è stato rivisto a +5,0%.
Il calo mensile è stato determinato principalmente dalle vendite dei negozi non alimentari e dal commercio al dettaglio non in negozio. L’ONS ha osservato che la minore attività di luglio può essere attribuita a "demand being brought forward to June because of earlier than usual promotional activity". La serie dell’ONS misura la quantità acquistata e non l’importo speso, quindi i tassi di crescita pubblicati non sono semplicemente il riflesso di prezzi più alti — una distinzione importante in un momento in cui l’inflazione resta il problema più pressante per l’economia.
Nel dettaglio, le vendite dei grandi magazzini sono scese dell’1,4% su base mensile, mentre i negozi di tessuti, abbigliamento e calzature hanno registrato un calo del 2,7%. Il commercio al dettaglio non in negozio è diminuito del 3,6% su base mensile.
I negozi di alimentari hanno invece invertito la tendenza generale, con vendite in aumento dello 0,5% su base mensile a luglio. Supermercati, insieme ai rivenditori di bevande alcoliche e analcoliche, hanno beneficiato di "promotions, the hot weather, and the World Cup", secondo l’ONS.
Anche le vendite di carburante sono rimbalzate con forza, salendo del 3,8% su base mensile dopo un calo del 3,6% a giugno.
Nel complesso, le vendite al dettaglio nel Regno Unito continuano a tenere in modo discreto, nonostante alcuni mesi volatili, con sia il dato complessivo sia quello escluso auto e carburante che mostrano una crescita rispetto a un anno prima. Resta da vedere come si comporteranno i consumi ora che l’effetto Mondiali è passato, e il dato di agosto aiuterà a capire se la forza di giugno e il calo di luglio si compenseranno in larga parte. Per il momento, la pubblicazione non rappresenta un dato particolarmente preoccupante per la Bank of England, con l’inflazione ancora il principale avversario della banca centrale; le vendite al dettaglio sono solo uno dei dati mensili, insieme a mercato del lavoro e prezzi, che il Monetary Policy Committee valuta nel definire la politica monetaria.