NotizieAzioniGli sviluppatori di app britannici presentano un'azione collettiva da 2 miliardi di sterline contro Apple per le regole App Tracking Transparency

Gli sviluppatori di app britannici presentano un'azione collettiva da 2 miliardi di sterline contro Apple per le regole App Tracking Transparency

Autore: Cryptopolitan·

Punti chiave

  • •Gli sviluppatori di app britannici hanno presentato un'azione collettiva da 2 miliardi di sterline (2,7 miliardi di dollari) contro Apple presso il Competition Appeal Tribunal di Londra per le regole App Tracking Transparency.
  • •La richiesta sostiene che Apple abbia imposto agli sviluppatori terzi di ottenere il consenso degli utenti due volte, esentando al contempo le proprie attività pubblicitarie e di raccolta dati dallo stesso requisito.
  • •Ann Pope, ex direttrice antitrust presso la Competition and Markets Authority britannica, guida l'azione, sostenendo che la questione riguarda l'equità piuttosto che la privacy.
  • •I regolatori europei hanno già sanzionato Apple per l'ATT, tra cui una multa di 98,6 milioni di euro dall'Italia e una di 150 milioni di euro dalla Francia.
  • •La richiesta londinese è la prima azione risarcitoria collettiva relativa all'ATT nel Regno Unito e potrebbe plasmare future richieste private conseguenti.
Gli sviluppatori di app britannici presentano un'azione collettiva da 2 miliardi di sterline contro Apple per le regole App Tracking Transparency

Apple (NASDAQ: AAPL) è stata accusata di applicare agli sviluppatori di app di terze parti standard più severi di quelli che riserva a se stessa, in un'azione collettiva da 2 miliardi di sterline (2,7 miliardi di dollari) depositata giovedì presso il Competition Appeal Tribunal di Londra.

Gli sviluppatori di app britannici sostengono che le regole App Tracking Transparency (ATT) di Apple siano ingiuste perché gli sviluppatori dipendono dalla pubblicità per finanziare app gratuite. Secondo la richiesta, la regola di fatto mette un prezzo a cinque anni di richieste di consenso che dirottano silenziosamente denaro pubblicitario verso Apple. La causa arriva mentre i regolatori europei hanno già sanzionato Apple per la stessa politica, e un regime parallelo britannico mira ora esplicitamente alle grandi piattaforme digitali designate come detentrici di uno status strategico di mercato — un quadro nell'ambito del quale Apple è stata designata nel 2025.

La contestazione del doppio consenso al centro della causa

La denuncia è stata presentata da ATT Collective Action Limited e si fonda su un unico argomento centrale: Apple ha costretto gli sviluppatori terzi a rispettare una regola di consenso in due passaggi prima di poter tracciare gli utenti su altre app e siti web, mentre le attività pubblicitarie e di raccolta dati di Apple erano esenti dallo stesso requisito.

Le app di terze parti erano tenute a ottenere il permesso dell'utente due volte, mentre i servizi interni di Apple non erano vincolati da alcuna restrizione del genere. Gli sviluppatori che si affidano ai ricavi pubblicitari hanno finito per spendere di più per raggiungere nuovi utenti, sperimentando al contempo un valore pubblicitario più debole. La richiesta segue il regime britannico di procedimenti collettivi con opt-out, in base al quale gli sviluppatori interessati sarebbero inclusi automaticamente a meno che non scelgano di escludersi — lo stesso meccanismo utilizzato nelle altre cause per danni contro le big tech del tribunale.

L'App Tracking Transparency è stata introdotta nell'aprile 2021. Mostra una richiesta di consenso non appena qualcuno apre un'app, chiedendo se gli inserzionisti possano tracciarlo. Se l'utente rifiuta, allo sviluppatore è vietato utilizzare i dati di quella persona per il targeting pubblicitario. Apple ha in passato affermato che la maggioranza degli utenti rifiuta la richiesta, motivo per cui gli sviluppatori sostengono che la politica abbia ridotto drasticamente l'efficacia del targeting pubblicitario di terze parti su iOS.

Chi c'è dietro la causa e cosa rappresenta per lei

Ann Pope guida l'azione contro Apple. È un'ex direttrice antitrust presso la Competition and Markets Authority del Regno Unito — lo stesso regolatore il cui tribunale deciderà la causa, una svolta notevole della causa legale.

Pope ritiene che la disputa non riguardi la privacy ma l'equità. "La privacy è un'importante tutela per i consumatori, ma dovrebbe essere applicata in modo equo e in maniera tale da garantire che le imprese di ogni dimensione possano competere ad armi pari", ha dichiarato.

Ha aggiunto che la regola di Apple "ha prodotto danni molto significativi alle imprese che dipendono da Apple come gatekeeper".

Apple non ha rilasciato una risposta alla richiesta. L'azienda è rimasta coerente nella sua posizione, affermando che le proprie app sono esenti dalla richiesta di tracciamento perché non raccolgono i dati a cui la richiesta si riferisce. Secondo Apple, questo mantiene il campo di gioco equo.

Le multe e gli ordini accumulati prima di Londra

Il deposito britannico arriva dopo anni di pressioni normative su Apple in Europa. L'Italia ha multato Apple di 98,6 milioni di euro per l'ATT a dicembre 2025, chiedendo modifiche. La Francia ha multato Apple di 150 milioni di euro ad aprile 2025 senza richiedere modifiche.

Anche la Germania si è mossa contro Apple di recente. La sua autorità per la concorrenza ha stabilito che le richieste di consenso ATT erano progettate per favorire Apple rispetto ai concorrenti, generando più esiti di consenso per Apple, e ha chiesto modifiche al design.

Apple ha accettato otto modifiche alle sue politiche UE. Anche Polonia e Romania hanno avviato revisioni. La richiesta londinese è la prima azione risarcitoria collettiva relativa all'ATT nel Regno Unito, il che significa che la gestione da parte del tribunale potrebbe plasmare il perseguimento di future richieste private conseguenti per lo stesso comportamento.

Dove si colloca tra le cause contro le big tech del tribunale

Il tribunale londinese è diventato noto come sede di cause legali contro i giganti tecnologici. Sta attualmente valutando una causa separata da 4,1 miliardi di dollari riguardante iCloud nei confronti di Apple, con un'udienza fissata per la fine del 2028 — una tempistica che suggerisce che anche la causa ATT potrebbe richiedere tempo considerevole.

Non è ancora noto come i richiedenti siano arrivati alla cifra di 2,7 miliardi di dollari, e non è garantito che Apple venga multata per quell'importo esatto. Da tenere d'occhio in seguito è se il tribunale conceda un'ordinanza di procedimenti collettivi che consenta alla causa di procedere, e come eventuali modifiche all'ATT imposte dall'UE interagiscano con la richiesta britannica in futuro.

Fonte: Cryptopolitan