Trump promette agli Stati ricchezze da 'super intelligence' mentre gli elettori si oppongono ai data center IA
Punti chiave
- •Il presidente Trump ha esortato gli Stati americani ad abbracciare la "super intelligence", il suo termine preferito per l'intelligenza artificiale, descrivendo la tecnologia come una fonte di ricchezze economiche.
- •Un exit poll ha rilevato che il 56 percento degli elettori di metà mandato ha considerato l'IA e i data center un fattore cruciale o determinante per il voto, mentre il 76 percento si è opposto alla costruzione di un data center nella propria comunità.
- •I democratici hanno vinto seggi al Senato in Texas, Ohio e Iowa, tutti Stati con un numero di data center molto superiore alla mediana dei 50 Stati di 55, con il Texas in testa al Paese con 31 progetti in costruzione.
- •James Talarico, vincitore della corsa al Senato del 2026 in Texas, ha fatto campagna su una regolamentazione più severa dei data center e ha imputato agli impianti l'impennata delle bollette in tutto lo Stato.
- •Un ordine esecutivo di settembre impone alle agenzie federali di usare "Super Intelligence" e "SI" al posto di "AI" nelle comunicazioni ufficiali dove la legge lo consente, e l'amministrazione ha creato una Super Intelligence Force per coordinare la politica.

Il presidente Donald Trump ha dato il suo pieno sostegno alla "super intelligence" (SI) — il nome che preferisce per l'intelligenza artificiale — venerdì, esortando gli Stati americani ad abbracciare la tecnologia per i promessi benefici economici.
"In qualità di Presidente, sono al 100 percento a favore della Super Intelligence (SI), e lavorerò con i molti Stati degli USA che vogliono diventare RICCHI possidendola. È ORO, e solo leader stupidi diranno 'NO' alle ricchezze che porta! Presidente DJT", ha scritto Trump in un post su Truth Social.
La dichiarazione arriva in un momento di crescente resistenza pubblica ai data center IA — le strutture su scala industriale che ospitano i server e l'hardware di calcolo su cui si basano i sistemi di IA. I sondaggi sugli elettori americani di metà mandato suggeriscono che la questione è stata un potente motivo di voto per alcuni americani e potrebbe aver influito sull'esito delle elezioni.
Un exit poll condotto per l'Associated Press e altre testate giornalistiche ha rilevato che il 56 percento degli intervistati ha valutato l'IA e i data center come un fattore "cruciale o determinante" nel proprio voto, mentre il 76 percento si è opposto alla costruzione di un data center nella propria comunità. L'opposizione era ancora più forte tra gli elettori che hanno votato per i candidati democratici.
Dati separati diffusi da Pew Research a settembre mostravano un calo della favorevolezza rispetto a gennaio, con circa la metà degli americani che descrivevano i data center come "per lo più negativi" per l'ambiente, i costi energetici domestici e la qualità della vita.
In modo significativo, tre dei seggi al Senato conquistati dai democratici — in Texas, Ohio e Iowa — si trovano in Stati con molti più data center rispetto alla mediana dei 50 Stati di 55. Il Texas guida il Paese con 31 progetti di costruzione di data center in corso.
James Talarico, vincitore della corsa al Senato USA del 2026 in Texas, ha fatto campagna sull'imposizione di regole più severe per i data center nello Stato. Ha attribuito la loro diffusione all'avidità aziendale e a leader repubblicani che, secondo lui, sono più in sintonia con le grandi aziende che con i cittadini comuni, e ha imputato agli impianti l'aumento dei costi sotto l'amministrazione Trump.
"I data center stanno facendo impennare le bollette in tutto lo Stato del Texas", ha detto Talarico in una conferenza stampa di luglio. "I politici appoggiati dai miliardari stanno concedendo accordi fiscali vantaggiosi alle giganti dell'IA e poi lasciano a noi la conto."
L'entusiasmo di Trump per la tecnologia è ormai sancito formalmente. In base a un ordine esecutivo firmato a settembre, le agenzie federali devono usare "Super Intelligence" e "SI" al posto di "Artificial Intelligence" e "AI" nelle comunicazioni e nei documenti ufficiali dove la legge lo consente. Il presidente ha dichiarato con bluntatezza la posizione della Casa Bianca, definendo "nemico" chiunque si attenga alla parola "artificiale" invece di "super". L'amministrazione ha anche istituito una Super Intelligence Force per coordinare la politica del governo federale sulla tecnologia.
Ne risulta una situazione in cui la politica federale e quella statale tirano in direzioni opposte: Trump spinge gli Stati ad abbracciare una tecnologia che definisce "ORO", mentre i democratici ora detengono seggi al Senato in tre Stati con una presenza di data center molto superiore alla mediana dei 50 Stati — incluso un seggio texano vinto da un candidato che ha fatto campagna sull'imposizione di regole più severe. Come gli States peseranno le ricchezze promesse da Trump rispetto ai costi locali segnalati dai propri elettori alle urne è ormai al centro del dibattito.