TotalEnergies farà ricorso contro l'ordinanza del tribunale francese sul dovere climatico
Punti chiave
- •TotalEnergies ha annunciato che contesterà davanti alla Paris Court of Appeal la sentenza climatica del Paris Judicial Court.
- •La società ha affermato che la decisione è stata emessa ai sensi della legge francese sul dovere di vigilanza e ha sostenuto che il cambiamento climatico globale esula dal suo ambito.
- •TotalEnergies ha inoltre contestato l'idea che le società dei settori energia e altri debbano essere ritenute responsabili dei rischi derivanti dall'uso dei loro prodotti da parte dei clienti.
- •Il caso si inserisce in una più ampia ondata di contenziosi climatici europei che riguardano le emissioni legate alle attività e ai prodotti delle grandi società energetiche.
- •Shell affronta a sua volta cause legate al clima nei Paesi Bassi, inclusa una nuova causa presentata ad aprile e una sentenza d'appello del 2024 che ha annullato un precedente ordine di riduzione delle emissioni.

TotalEnergies ha dichiarato che farà ricorso contro una storica decisione del Paris Judicial Court del mese scorso, che ordinava al colosso francese di allineare la propria attività agli obiettivi climatici e lo riteneva responsabile del cambiamento climatico.
In una nota diffusa lunedì, TotalEnergies ha affermato di aver deciso di contestare la sentenza, emessa ai sensi della legge francese sul dovere di vigilanza. La società ha sostenuto che “il cambiamento climatico, in quanto fenomeno globale, non rientra nell'ambito della legge sul dovere di vigilanza”.
Il colosso francese ha inoltre ritenuto che “imporre alle società dei settori energia, difesa, aeronautica o automobilistico di controllare i rischi derivanti dall'uso dei loro prodotti da parte dei clienti non sembra essere coerente con gli obiettivi della legge, o con i principi di certezza del diritto e di libertà di esercitare un'attività economica”.
“TotalEnergies non decide se un automobilista scelga di guidare un veicolo a benzina, usare biodiesel o guidare un veicolo elettrico”, ha affermato la società petrolifera e del gas, aggiungendo che “cerca di garantire che gli automobilisti abbiano accesso all'energia che scelgono di utilizzare”.
La società ha dichiarato che presenterà le proprie argomentazioni davanti alla Paris Court of Appeal.
Il caso si inserisce in un più ampio filone di contenziosi climatici europei che ha progressivamente testato fino a che punto i tribunali possano spingere le grandi società energetiche a rispondere delle emissioni legate non solo alle loro attività, ma anche all'uso dei loro prodotti da parte dei clienti. Per TotalEnergies, il ricorso determinerà il modo in cui la sentenza di Parigi verrà riesaminata nell'ambito giuridico francese, dove la legge sul dovere di vigilanza è diventata uno strumento chiave per contestare le politiche climatiche aziendali.
TotalEnergies non è l'unica major europea ad affrontare in tribunale controversie legate al clima. Shell è coinvolta da mezzo decennio in una causa climatica nei tribunali olandesi.
Ad aprile, attivisti ambientalisti hanno presentato nei Paesi Bassi una nuova causa contro Shell, chiedendo alla società di non avviare nuovi giacimenti di petrolio e gas per evitare ulteriori emissioni.
Nel 2024, una corte d'appello olandese ha dato ragione a Shell nel primo caso climatico storico, ribaltando una sentenza di grado inferiore che aveva obbligato la società a ridurre le proprie emissioni di gas serra.
La Court of Appeal of The Hague ha annullato la sentenza del 2021 del District Court of The Hague nel caso intentato contro Shell dall'organizzazione ambientalista Milieudefensie, da altre ONG e da un gruppo di privati.
By Michael Kern for Oilprice.com