NotizieMacroL'inflazione di Tokyo si consolida, rafforzando le ipotesi di un aumento dei tassi della BOJ già a settembre

L'inflazione di Tokyo si consolida, rafforzando le ipotesi di un aumento dei tassi della BOJ già a settembre

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • •Il CPI core di Tokyo è salito dell'1,8% ad agosto, superando la previsione dell'1,7% e accelerando rispetto all'1,7% di luglio.
  • •L'indicatore di inflazione core-core della BOJ è salito al 2,0% dall'1,8% di luglio, in linea con il target del 2% della banca centrale.
  • •Il CPI generale di Tokyo è stato dell'1,9% ad agosto, in linea con le attese e in lieve calo rispetto al 2,0% di luglio.
  • •L'inflazione di Tokyo è considerata un indicatore anticipatore delle tendenze dei prezzi a livello nazionale e entrerà nella riunione della BOJ del 17-18 settembre.
  • •L'inflazione all'ingrosso è balzata al 7,2% a luglio, segnalando pressioni sui costi in corso che potrebbero continuare a spingere i prezzi al consumo.
L'inflazione di Tokyo si consolida, rafforzando le ipotesi di un aumento dei tassi della BOJ già a settembre

I prezzi al consumo core a Tokyo sono aumentati dell'1,8% ad agosto rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, superando le previsioni e avvicinandosi progressivamente al target del 2% della Banca del Giappone, nell'ultimo segnale che le pressioni sui prezzi legate al conflitto in Medio Oriente si stanno allargando. La lettura più forte del previsto, resasi nota venerdì, rafforza le ipotesi di un aumento dei tassi della BOJ già in occasione della riunione del 17-18 settembre, con l'indice core-core che la banca centrale segue con maggiore attenzione ora a soli 2 punti base di distanza da un traguardo ancora più tondo al di sopra del target.

Sintesi:

  • Il CPI generale di Tokyo è salito dell'1,9% su base annua ad agosto, in linea con la previsione dell'1,9% e in calo rispetto al 2,0% di luglio.
  • Il CPI core, che esclude i prodotti alimentari freschi, è salito dell'1,8% su base annua, superando la previsione dell'1,7% e accelerando rispetto all'1,7% di luglio.
  • L'indice core-core, che esclude sia i prodotti alimentari freschi sia i carburanti ed è l'indicatore preferito dalla BOJ per l'inflazione di fondo, è salito del 2,0% su base annua, rispetto all'1,8% di luglio.
  • I dati sono considerati un indicatore anticipatore delle tendenze dei prezzi a livello nazionale e saranno presi in considerazione in vista della riunione di politica monetaria della BOJ del 17-18 settembre.
  • La BOJ ha portato i tassi a un massimo di 31 anni all'1% a giugno, li ha mantenuti invariati a luglio, ma ha formulato i commenti più netti finora espressi sul crescente rischio di inflazione.
  • L'inflazione all'ingrosso è schizzata al 7,2% su base annua a luglio, segnalando ulteriori pressioni sui costi legate al Medio Oriente ancora da trasmettersi ai prezzi al consumo.
  • Fonti citate da Reuters riferiscono che la BOJ è pronta a aumentare i tassi già a settembre e potrebbe valutare un ritmo di restrizione più rapido rispetto alla cadenza di circa due aumenti l'anno mantenuta di recente.

L'inflazione di Tokyo si avvicina al target della BOJ

Il CPI core, che esclude i prodotti alimentari freschi, è salito dell'1,8% su base annua ad agosto, al di sopra della previsione mediana del mercato di un aumento dell'1,7% e in accelerazione rispetto alla crescita dell'1,7% di luglio, prolungando la recente serie di dati sull'inflazione dalla capitale più elevati del previsto. L'indice core-core, che esclude sia i costi dei prodotti alimentari freschi sia quelli dei carburanti ed è la misura che la Banca del Giappone segue con particolare attenzione come indicatore dell'inflazione di fondo, è salito del 2,0%, accelerando rispetto all'aumento dell'1,8% del mese precedente. Il CPI generale di Tokyo si è attestato all'1,9%, in linea con le previsioni e in lieve calo rispetto al 2,0% registrato a luglio. Con questa lettura core-core ora in linea con il target di stabilità dei prezzi del 2% che la BOJ ha formalmente adottato nel 2013 — un livello al di sotto del quale l'inflazione di fondo giapponese è rimasta per anni prima dell'attuale ondata globale dei prezzi — la durabilità dei guadagni a quel livello è diventata una questione centrale del dibattito di politica monetaria.

Poiché i dati di Tokyo anticipano tipicamente di diverse settimane la tendenza dell'inflazione a livello nazionale, la pubblicazione è seguita da vicino come segnale anticipato della direzione dei prezzi al consumo giapponesi più in generale, e sarà tra gli indicatori che la banca centrale esaminerà in vista della prossima riunione di politica monetaria, in programma il 17 e 18 settembre.

Un momento cruciale per la politica monetaria

La BOJ ha portato a giugno il proprio tasso di riferimento a un massimo di 31 anni all'1%, nell'ambito del processo di normalizzazione della politica monetaria in corso dopo decenni su livelli vicini a zero — un ciclo iniziato concretamente quando la banca ha posto fine a otto anni di tassi negativi nel marzo 2024. A luglio ha mantenuto i tassi invariati, ma ha accompagnato quella decisione con il linguaggio più deciso finora espresso sul rischio di un'accelerazione dell'inflazione, un segnale che i responsabili della politica monetaria sono sempre più vigili rispetto alla possibilità che le pressioni sui prezzi possano allargarsi ulteriormente. I vertici hanno inoltre da tempo affiancato al monitoraggio dell'inflazione una stretta attenzione ai salari, considerando una crescita sostenuta delle retribuzioni centrale per valutare la capacità di un'inflazione al 2% di durare nel tempo, il che mantiene i dati sul reddito delle famiglie e l'esito delle trattative sindacali annuali della prossima primavera parte dello sfondo, anche mentre i dati sui prezzi si consolidano autonomamente.

Ad aggiungere peso a questa preoccupazione, l'inflazione all'ingrosso è schizzata al 7,2% su base annua a luglio, un aumento netto che, secondo gli analisti, riflette crescenti pressioni sui costi derivanti dal conflitto in Medio Oriente. Poiché le variazioni dei prezzi all'ingrosso si trasmettono tipicamente ai prezzi al consumo con un ritardo, il balzo suggerisce che un'ulteriore pressione al rialzo sulle cifre dell'inflazione generale e core potrebbe ancora attraversare la filiera nei mesi a venire, prima ancora di considerare eventuali shock aggiuntivi. I dati di Tokyo, arrivati insieme a quell'accelerazione dei prezzi all'ingrosso, rafforzano l'idea che le pressioni sui costi legate al Medio Oriente stiano ancora transitando nella catena dei prezzi con un ritardo, e aumentano il rischio che l'inflazione al consumo continui a spostarsi verso l'alto nei prossimi mesi.

Il percorso dei tassi al centro dell'attenzione

Secondo fonti citate da Reuters, la BOJ è ora in condizione di aumentare i tassi già in occasione della riunione di settembre, e i responsabili della politica monetaria starebbero valutando se adottare un ritmo di restrizione più aggressivo rispetto alla cadenza di circa due aumenti l'anno mantenuta dalla banca centrale nella fase attuale di normalizzazione della politica monetaria. Qualora la BOJ agisse di nuovo a settembre, ciò segnerebbe la continuazione di un percorso di politica che ha già portato i tassi al livello più alto in tre decenni, con il dato sull'inflazione di venerdì che aggiunge un ulteriore elemento a sostegno di una restrizione monetaria nel breve termine e offre nuovo slancio a chi, all'interno della banca centrale, spinge per un'azione ulteriore e potenzialmente più rapida. I cambiamenti nelle prospettive della BOJ si riflettono direttamente sui prezzi dello yen e dei titoli di Stato giapponesi, uno dei motivi per cui una pubblicazione mensile da Tokyo attira l'attenzione dei mercati ben oltre il Giappone. I prossimi punti di verifica saranno le cifre del CPI nazionale di agosto — la pubblicazione che i dati di Tokyo sono considerati anticipare — ed eventuali ulteriori indurimenti del linguaggio della banca sul rischio di inflazione, che insieme plasmeranno le aspettative sulla velocità di avanzamento del ciclo di normalizzazione.

Fonte: ForexLive