NotizieMacroSusie Wiles, secondo le cronache a rischio esonero da capo dello staff della Casa Bianca; si profilo i possibili sostituti

Susie Wiles, secondo le cronache a rischio esonero da capo dello staff della Casa Bianca; si profilo i possibili sostituti

Autore: Econbrowser·

Punti chiave

  • •Un commento su Econbrowser sostiene che Susie Wiles sia il prossimo alto funzionario che probabilmente verrà rimosso dall'amministrazione del presidente Trump, citando i servizi di Newsweek e The Independent sui potenziali sostituti.
  • •Wiles è capo dello staff della Casa Bianca dal gennaio 2025 ed è la prima donna a ricoprire l'incarico.
  • •Nessuno dei servizi citati descrive una decisione annunciata, e ogni rimozione avrebbe effetto solo se Trump la mettesse in atto.
  • •Il commento avverte che i compiti di custodia del capo dello staff, tra cui il controllo degli accessi al presidente e il filtraggio delle idee deboli, potrebbero degradare con un successore.
  • •Tra i possibili successori indicati figurano Stephen Miller, Randy Levine, Steve Witkoff, Bill Pulte e l'ex speaker della Camera Kevin McCarthy.
Susie Wiles, secondo le cronache a rischio esonero da capo dello staff della Casa Bianca; si profilo i possibili sostituti

Un commento pubblicato su Econbrowser sostiene che la capo dello staff della Casa Bianca Susie Wiles sia probabilmente il prossimo alto funzionario a essere rimosso dall'amministrazione del presidente Donald Trump, richiamando recenti cronache su chi potrebbe succederle.

Il post cita l'elenco di Newsweek dei potenziali sostituti in caso di esonero del capo dello staff da parte di Trump e il servizio de The Independent sulla possibilità che Trump licenzi il suo principale collaboratore della Casa Bianca.

Il capo dello staff è ampiamente descritto come la carica non elettiva più potente dell'ala ovest: ruota attorno al controllo degli accessi al presidente, alla gestione del flusso di persone e informazioni e all'arbitraggio tra fazioni rivali — la stessa funzione di custodia che il commento teme possa degradare con un successore. Wiles ricopre l'incarico dall'inizio del secondo mandato di Trump nel gennaio 2025 ed è la prima donna a ricoprirlo. Nessuno dei due servizi citati descrive una decisione annunciata; entrambi presentano la mossa come una possibilità che avrebbe effetto solo se Trump la mettesse in atto.

Secondo il commento, Trump tratta i membri del suo staff come apprendisti intercambiabili e licenzia e attacca le donne con molta più frequenza degli uomini — uno schema che, secondo l'autore, vedrà Wiles come prossima vittima.

L'autore descrive Wiles come un'eccezione nel circolo ristretto di Trump: sofisticata e capace, una mano esperta piuttosto che un nuovo arrivato inebriato dal potere. Mentre il post sostiene che l'indice di gradimento pubblico di Trump sia oltre ogni recupero, avverte che il funzionamento quotidiano della Casa Bianca — in particolare il filtraggio delle persone portatrici delle idee più deboli — potrebbe peggiorare con un successore.

L'autore avanza inoltre un sospetto personale, esplicitamente definito "basato sul niente", secondo cui Wiles avrebbe minato Katie Zacharia mandandola in scena senza alcuna preparazione, considerando l'idea di un'altra portavoce non qualificata qualcosa che Wiles potrebbe aver voluto far fallire mentre Trump entra nel periodo più fragile del suo mandato, e conclude che "in un modo o nell'altro" l'implosione di Zacharia è colpa di Wiles. Il pezzo richiama inoltre l'uccisione, trasmessa in televisione e più volte rinviata, di un uomo musulmano paraplegico, sostenendo che l'episodio giunge in un momento in cui Trump appare disperato, e suggerisce che anche in quell'occasione Wiles possa essere rimasta coinvolta nell'onda d'urto.

Secondo il post, l'elenco Newsweek dei possibili successori offre un quadro — che l'autore trova poco rassicurante — di ciò che Trump cerca nel ruolo:

  • Stephen Miller — Attualmente vicedirettore dello staff per le politiche nella Casa Bianca di Trump, descritto come efficace nel trasformare il pensiero più dura in politiche concrete. L'autore collega l'eventuale nomina di Miller all'Immigration and Customs Enforcement (I.C.E.) e sostiene che ottenere ciò che si vuole non sia una qualità che fa un buon custode dell'accesso.

  • Randy Levine — A capo dei New York Yankees e un importante raccoglitore di contributi politici, una pratica che, come nota l'autore, è illegale se svolta in modo improprio. Levine era stato indicato come possibile capo dello staff durante il primo mandato di Trump ed è descritto come orientato più verso la politica e il potere che verso le politiche pubbliche, ma evidentemente abile nella gestione delle organizzazioni.

  • Steve Witkoff — Uno dei due inviati itineranti dell'amministrazione, formalmente inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente. Il post definisce la sua prestazione un fallimento secondo ogni definizione convenzionale, pur rilevando che è comunque riuscito a ottenere ciò che Trump voleva attraverso accordi i cui meccanismi interni non sono osservabili, e che le sue competenze differiscono da quelle di un forte capo dello staff anche se evidentemente mette a suo agio Trump.

  • Bill Pulte — Direttore della Federal Housing Finance Agency (FHFA) e, secondo la descrizione dell'autore, candidato perpetuo alla guida di qualsivoglia agenzia. Descritto come un prepotente abile nel perseguire la vendetta per conto di Trump, con l'autore che aggiunge che molti osservatori si attendono che gli ultimi due anni del mandato di Trump (il periodo successivo alle elezioni di metà mandato del 2026) si concentrino su denaro e ritorsioni — e che Wiles potrebbe non essere sufficientemente orientata alla vendetta per soddisfare il presidente.

  • Kevin McCarthy — L'ex speaker della Camera, rimosso dall'incarico dal suo stesso partito nel 2023, una sorte che, secondo l'autore, potrebbe attendere anche l'attuale speaker. Il post rileva che McCarthy ha guidato la Camera e conosce sia le politiche sia la politica, rendendolo capace di gestire la Casa Bianca, pur ammettendo che è difficile immaginare che voglia l'incarico, se non come ultima occasione per esercitare un vero potere.