NotizieMacroIl traffico nello Stretto di Hormuz cresce leggermente nell'ambito della nuova spinta diplomatica

Il traffico nello Stretto di Hormuz cresce leggermente nell'ambito della nuova spinta diplomatica

Autore: OilPrice.com·

Punti chiave

  • •Mercoledì dieci navi per materie prime hanno completato i transiti a Hormuz, in aumento rispetto alle otto di martedì, ma comunque al di sotto della media di 10 giorni pari a 15.
  • •Secondo Kpler, il traffico di mercoledì comprendeva navi cisterna per combustibile in entrata, una nave per GPL, una petroliera Panamax e petroliere handymax, oltre a tre navi in uscita.
  • •L'attività di transito nello Stretto di Bab el-Mandeb è scesa a 19 navi rispetto alle 24 del giorno precedente, a testimonianza della continua volatilità lungo le principali rotte regionali.
  • •Un'altra petroliera è stata colpita da un proiettile nello Stretto di Hormuz, a evidenziare il rischio persistente per la navigazione nella zona.
  • •Il primo ministro del Qatar è in visita a Teheran per discutere di Hormuz, e nessun dettaglio pubblico dei colloqui è stato reso noto oltre alla dichiarazione dell'Iran secondo cui saranno affrontati il ruolo di mediazione del Qatar e gli sviluppi intorno allo stretto.
Il traffico nello Stretto di Hormuz cresce leggermente nell'ambito della nuova spinta diplomatica

Il traffico di navi per materie prime attraverso lo Stretto di Hormuz è aumentato leggermente nelle ultime 24 ore, mentre proseguono gli sforzi diplomatici per discutere corridoi temporanei o una riapertura provvisoria del più importante punto di strozzatura per petrolio e gas del Medio Oriente. Lo stretto braccio di mare tra Iran e Oman trasporta abitualmente circa un quinto del consumo globale di liquidi petroliferi, e solo poche condotte terrestri di bypass - tra cui la linea Est-Ovest dell'Arabia Saudita e il corridoio degli Emirati Arabi Uniti verso Fujairah - offrono un'alternativa ai transiti delle petroliere.

Mercoledì dieci navi per materie prime hanno completato il transito nello Stretto di Hormuz, in aumento rispetto alle otto di martedì, secondo i dati di Kpler aggiornati a giovedì mattina, citati da Reuters.

Nonostante il lieve aumento degli attraversamenti visibili a Hormuz registrato nelle ultime ore, il dato di mercoledì resta comunque al di sotto della media di 10 giorni, pari a 15 navi in transito attraverso lo stretto in entrambe le direzioni.

I dati di Kpler mostrano la composizione del traffico di mercoledì: due navi cisterna per combustibile, una nave per il trasporto di gas di petrolio liquefatto (GPL), una petroliera Panamax e tre petroliere di dimensioni handymax sono entrate nel Golfo Persico via Stretto di Hormuz. Tre navi - una nave cisterna per combustibile, una nave per bitume e una porta rinfuse - sono uscite dal Golfo Persico verso il Golfo di Oman.

Mentre il traffico a Hormuz è aumentato leggermente, i transiti nello Stretto di Bab el-Mandeb - l'accesso al Mar Rosso sulla rotta del Canale di Suez che collega Asia ed Europa - sono scesi a 19 navi rispetto alle 24 del giorno precedente, a sottolineare la persistente volatilità dei flussi di navigazione lungo le principali rotte marittime della regione.

La situazione nella regione rimane tesa e in continua evoluzione, tra un nuovo attacco contro una nave e la speranza che Oman e Qatar possano convincere l'Iran sulla questione della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.

Nelle ultime ore un'altra petroliera è stata colpita da un proiettile nello Stretto di Hormuz, a indicare che i transiti delle petroliere restano un'impresa ad alto rischio nella zona, anche mentre si intensifica l'attività diplomatica.

Al contempo, il primo ministro del Qatar è in visita oggi a Teheran per discutere la possibilità di riaprire lo Stretto di Hormuz. Il Qatar ha un interesse diretto nello stretto: è uno dei più grandi esportatori mondiali di gas naturale liquefatto e le sue metaniere devono attraversare Hormuz per raggiungere i mercati globali.

Nessun dettaglio sulla visita dello sceicco Mohammed bin Abdulrahman al-Thani a Teheran è stato reso pubblico, al di là di una dichiarazione del portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, secondo cui le discussioni si concentreranno sul continuo ruolo del Qatar come mediatore tra le parti in conflitto e sui più recenti sviluppi dentro e attorno a Hormuz.

I prezzi del petrolio sono scesi all'avvio di giovedì, mentre il mercato spera, ancora una volta, che una svolta diplomatica possa alleggerire la crisi di Hormuz ormai lunga sei mesi. Per ora, i conteggi giornalieri dei transiti ed eventuali comunicazioni pubbliche emergenti dai colloqui di Teheran restano i segnali più chiari per capire se il discorso di una riapertura provvisoria si stia traducendo in un effettivo traffico navale.

Redatto da Charles Kennedy per Oilprice.com.