NotizieMacroIl segretario al Tesoro degli Stati Uniti Bessent segnala un potenziale accordo con l'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz entro pochi giorni

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Bessent segnala un potenziale accordo con l'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz entro pochi giorni

Autore: Investinglive·

Punti chiave

  • •Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha indicato che un accordo per stabilizzare la navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz potrebbe essere finalizzato già martedì o mercoledì.
  • •Lo Stretto di Hormuz è un punto di stretta energetica critico attraverso il quale transita circa un quinto del consumo petrolifero globale giornaliero, insieme a sostanziali spedizioni di gas naturale liquefatto dal Qatar.
  • •Bessent ha riconosciuto che, nonostante l'aumento dei rischi geopolitici, il traffico marittimo commerciale attraverso lo stretto è continuato piuttosto che fermarsi completamente.
  • •Il segretario al Tesoro ha previsto che un accordo di successo ridurrebbe il premio per il rischio incorporato nei prezzi dell'energia e potrebbe innescare un trade di sollievo sui mercati finanziari.
  • •Le osservazioni di Bessent, provenienti dal Dipartimento del Tesoro anziché dal Dipartimento di Stato, sottolineano il legame sempre più profondo tra sicurezza energetica e le più ampie preoccupazioni sulla stabilità macroeconomica e finanziaria.
Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Bessent segnala un potenziale accordo con l'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz entro pochi giorni

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha indicato che un accordo per riaprire e stabilizzare la navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz potrebbe essere raggiunto già martedì o mercoledì, offrendo una potenziale via d'uscita dalle recenti tensioni nel Golfo che si sono ripercosse sui mercati energetici globali.

In un'intervista a CNBC, Bessent ha affermato che i negoziati riguardanti la via d'acqua strategica stanno procedendo rapidamente e che un accordo potrebbe essere finalizzato entro pochi giorni. Lo Stretto di Hormuz, situato tra Iran e Oman, è uno dei punti di stretta energetici più critici al mondo, attraverso cui transita ogni giorno circa un quinto del consumo globale di petrolio. Serve inoltre come rotta di transito vitale per il gas naturale liquefatto, con il Qatar — tra i principali esportatori di GNL al mondo — che spedisci la maggior parte dei suoi carichi attraverso questa via d'acqua.

Nonostante l'ambiente ad alto rischio, Bessent ha notato che il traffico marittimo attraverso lo stretto non si è del tutto fermato. "Abbiamo visto diverse navi uscire da Hormuz anche ora", ha affermato, riconoscendo i pericoli affrontati dagli operatori commerciali pur sottolineando che l'attività di navigazione persiste. L'Iran ha periodicamente minacciato di chiudere lo stretto durante i precedenti periodi di confronto, ma non ha mai dato pienamente seguito alle minacce, in parte perché la via d'acqua è centrale per le sue stesse entrate derivanti dalle esportazioni di petrolio.

Il segretario al Tesoro ha ammesso che le condizioni regionali sono state difficili, citando gli elevati rischi geopolitici che hanno guidato la volatilità sia sul mercato del petrolio che su quelli finanziari più ampi. Le sue osservazioni sono notevoli poiché provengono dal Dipartimento del Tesoro anziché dal Dipartimento di Stato, sottolineando la misura in cui la sicurezza energetica si è intrecciata con le politiche macroeconomiche, le dinamiche dell'inflazione e la stabilità dei mercati finanziari.

Ciononostante, ha espresso fiducia nel fatto che un accordo negoziato avrebbe aiutato a stabilizzare le condizioni e ad annullare parte del premio per il rischio attualmente incorporato nei prezzi dell'energia.

"Ci aspettiamo che i prezzi dell'energia si stabilizzino", ha detto Bessent, sostenendo che il disinnescamento avrebbe alleviato le preoccupazioni su potenziali interruzioni dell'approvvigionamento e rafforzato le prospettive per i flussi commerciali globali.

Bessent ha inoltre suggerito che i mercati finanziari potrebbero reagire favorevolmente a un esito diplomatico di successo. "Potremmo vedere un grande trade di sollievo man mano che quei prezzi scendono", ha affermato, notando che prezzi del petrolio più bassi potrebbero supportare le attività rischiose mitigando al contempo le pressioni inflazionistiche che sono state un punto focale sia per gli investitori che per le banche centrali.

Gli operatori di mercato stanno ora monitorando attentamente ulteriori sviluppi da Washington, Teheran e dai mediatori regionali. Qualsiasi accordo sullo Stretto di Hormuz avrebbe implicazioni significative sui prezzi del petrolio greggio, sulle aspettative di inflazione e sul più ampio sentiment del mercato globale.