Riepilogo settimanale: S&P 500 e Nasdaq chiudono la settimana in rialzo tra volatilità sul mercato obbligazionario
Punti chiave
- •Il Dow ha chiuso venerdì in rialzo dello 0,9% a 51.829, e tutti e tre i principali indici hanno terminato la settimana in territorio positivo, guidati dal +2% del Nasdaq.
- •Il rendimento del Tesoro a 10 anni ha chiuso al 5,18%, un nuovo massimo di 19 anni, mentre quello a 30 anni si è fissato al 5,5% per la prima volta in 22 anni.
- •I futures sui Fed funds indicano una probabilità di circa il 64%–66% di un rialzo dei tassi a ottobre, con i mercati che prezzano tre ulteriori aumenti di 25 punti base entro la fine del 2027.
- •Il greggio WTI è sceso del 2,33% a 92,41 dollari al barile e il Brent ha ceduto il 2,14% a 104,32 dollari, mentre negoziatori USA e iraniani discutevano un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- •Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che Stati Uniti e Cina hanno concordato un'estensione di due mesi della tregua commerciale durante la visita del presidente Xi Jinping negli Stati Uniti.

Le azioni statunitensi hanno chiuso in rialzo venerdì, concludendo una settimana movimentata a Wall Street in cui tutti e tre i principali indici sono terminati in territorio positivo nonostante una vendita a metà settimana. I guadagni sono arrivati mentre i rendimenti del Tesoro salivano a livelli mai visti da decenni, con la seduta di venerdì che ha suggellato diversi giorni di oscillazioni guidate dalle aspettative sui tassi in evoluzione e dai titoli geopolitici.
Il Dow Jones Industrial Average è salito di 479 punti, pari allo 0,9%, chiudendo a 51.829, mentre S&P 500 e Nasdaq Composite sono saliti ciascuno di circa lo 0,5%, secondo quanto riportato da The Wall Street Journal. Sulla settimana, il Dow ha aggiunto lo 0,3%, l'S&P 500 ha guadagnato l'1,2% e il Nasdaq è salito del 2%, un risultato giunto nonostante un rientro a metà settimana.
Akamai Technologies, azienda di cloud computing e cybersecurity, è stata tra i titoli con i migliori risultati venerdì. Le azioni sono salite del 3% dopo l'annuncio di un accordo pluriennale con l'azienda di intelligenza artificiale Anthropic. Anche Meta Platforms, la società madre di Facebook, Instagram e WhatsApp, ha avuto una settimana positiva, con il titolo in salita di quasi il 13% grazie all'entusiasmo per il suo nuovo agente di intelligenza artificiale, chiamato Muse.
La volatilità mercato obbligazionario pesa sul sentiment
Il mercato obbligazionario ha registrato forti oscillazioni durante la settimana. Il rendimento del Tesoro a 10 anni ha raggiunto il livello più alto dal 2007, toccando il 5,228% prima di rientrare. Ha chiuso venerdì al 5,18%, comunque un massimo di 19 anni. Il rendimento a 30 anni si è fissato al 5,5%, superando quota per la prima volta in 22 anni. Il rendimento a due anni è leggermente sceso, chiudendo la seduta al 4,862%.
I rendimenti a lunga scadenza sono saliti mentre i mercati rivalutavano il percorso di politica monetaria, spingendo i costi di finanziamento di riferimento a livelli raggiunti l'ultima volta prima della crisi finanziaria globale. Il rendimento a 10 anni in particolare funge da tasso di riferimento per l'intera economia, quindi la sua salita si riflette sui tassi dei mutui, delle obbligazioni societarie e del credito al consumo — uno dei motivi per cui il movimento viene osservato ben oltre i piazzali obbligazionari.
The last time US Treasury yields were this high, total US national debt stood at just $8.9 trillion. Today, US debt stands at $40.1 trillion. That's +$31.2 trillion more, or over 4.5 TIMES higher. This means every 1 percentage point in the average cost of servicing the debt now… pic.twitter.com/xnKNXeMGuR
— The Kobeissi Letter (@KobeissiLetter) September 25, 2026 (via X)
Il calcolo è rilevante per la politica fiscale: lo stesso spostamento di 1 punto percentuale nel costo medio di servizio del debito si applica oggi a un saldo più di quattro volte superiore rispetto al 2007.
L'aumento dei rendimenti è stato guidato da diversi fattori. Tra questi, i commenti aggressivi dei funzionari della Federal Reserve, i prezzi elevati dell'energia legati al conflitto in Medio Oriente e un rapporto sui purchasing managers superiore alle attese.
I futures sui Fed funds indicano attualmente una probabilità di circa il 64%–66% di un aumento dei tassi a ottobre. I mercati prezzano inoltre altri tre rialzi di 25 punti base entro la fine del 2027.
I prezzi del petrolio scendono grazie all'ottimismo su Hormuz
I prezzi del petrolio sono diminuiti durante la settimana su voci di trattative tra negoziatori statunitensi e iraniani per un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, un punto di passaggio cruciale per le spedizioni energetiche globali. L'Iran avrebbe chiesto agli Stati Uniti di tornare a un memorandum d'intesa di giugno. I mercati energetici sono stati scossi dal conflitto in Medio Oriente, che aveva mantenuto i prezzi elevati prima del rientro di questa settimana. Poiché i prezzi dell'energia si riflettono nelle rilevazioni dell'inflazione che plasmano le aspettative sulla Fed, la direzione del petrolio è strettamente legata alle prospettive sui tassi che hanno guidato le oscillazioni del mercato obbligazionario questa settimana.
Il ggio West Texas Intermediate è sceso del 2,33%, chiudendo a 92,41 dollari al barile. Il Brent, il benchmark internazionale, è calato del 2,14% a 104,32 dollari al barile.
I negoziati commerciali USA-Cina al centro dell'attenzione
Gli operatori hanno seguito anche gli sviluppi tra Stati Uniti e Cina questa settimana. I colloqui commerciali sono proseguiti durante la visita del presidente cinese Xi Jinping negli Stati Uniti, e il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che i due paesi hanno concordato un'estensione di due mesi della tregua commerciale, con ulteriori dettagli sui negoziati attesi a breve. L'estensione della tregua segna una de-escalation temporanea delle tensioni tra le due maggiori economie mondiali.
Sentiment dei consumatori
Anche i dati sul sentiment dei consumatori sono arrivati venerdì. La rilevazione di settembre dell'Università del Michigan si è indebolita, ma non è risultata così bassa come stimato inizialmente. L'indagine, seguita da vicino per i segnali sulle aspettative di prezzo delle famiglie, ha mostrato un aumento delle aspettative di inflazione dei consumatori, anche a lungo termine, aggiungendo un ulteriore fattore da valutare per la Federal Reserve nelle prossime decisioni.
Prospettive
Alcuni analisti osservano che rendimenti elevati protratti nel tempo potrebbero finire per pesare sui prezzi delle azioni e sulla crescita. Altri sostengono che l'economia finora è rimasta resiliente nonostante la pressione.
Gli investitori continueranno a seguire i rendimenti obbligazionari, i prezzi del petrolio e gli sviluppi commerciali nei prossimi giorni per ulteriori indicazioni. La decisione di ottobre della Federal Reserve e i dettagli promessi dell'estensione della tregua commerciale si evidenziano come i prossimi appunti sul calendario.
Fonte: CoinCentral