Il Sudafrica propone regole più severe per i trasferimenti crypto transfrontalieri
Punti chiave
- •I trasferimenti da provider autorizzati nazionali a provider offshore o wallet non custodial attiverebbero la segnalazione obbligatoria al Dipartimento di Sorveglianza Finanziaria nell'ambito del quadro proposto.
- •Durante la fase iniziale, solo i privati sarebbero autorizzati a trasferire asset crypto verso l'estero, utilizzando assegni discrezionali o indennità di capitale estero tramite provider autorizzati.
- •Le negoziazioni domestiche di criptovalute condotte in rand tramite provider autorizzati locali rimarrebbero escluse dai requisiti di segnalazione transfrontaliera.
- •Le normative proposte mirano a sostituire le regole di controllo dei cambi in vigore dal 1961 e a sanare le carene anti-riciclaggio segnalate dopo l'inserimento del Sudafrica nella grey list del FATF nel 2023.
- •Il South African Revenue Service ha separatamente ampliato la propria bozza di linee guida fiscali per coprire il trading di criptovalute, lo staking, il mining, l'attività di finanza decentralizzata e i pagamenti in criptovaluta.

Il Sudafrica ha proposto controlli più rigorosi sui trasferimenti di criptovalute transfrontalieri nell'ambito di una nuova bozza di manuale normativo, una mossa che espanderebbe significativamente la supervisione statale sui movimenti di asset digitali e li integrerebbe per la prima volta nel quadro di gestione dei flussi di capitali del Paese.
Il Tesoro Nazionale e la Banca di Riserva Sudafricana hanno pubblicato la bozza del Manuale degli Asset Crypto lunedì. Il documento illustra come i movimenti di asset digitali verrebbero classificati come eventi transfrontalieri regolamentati ai sensi delle proposte normative sui flussi di capitali, e stabilisce le procedure per autorizzazione, segnalazione, amministrazione e approvazione normativa.
Definizione dei trasferimenti crypto soggetti a segnalazione
Ai sensi della proposta, un evento soggetto a segnalazione verrebbe attivato quando criptovalute vengono trasferite da un provider autorizzato nazionale a un provider offshore. La stessa regola si applicherebbe quando gli asset vengono spostati in un wallet non custodial a controllo privato. I provider autorizzati sarebbero tenuti a segnalare questi afflussi e deflussi al Dipartimento di Sorveglianza Finanziaria.
Il concetto di provider autorizzato si basa sulle fondamenta già gettate dall'Autorità di Condotta del Settore Finanziario, che nel 2022 ha classificato gli asset crypto come prodotti finanziari ai sensi del Financial Advisory and Intermediary Services Act, attivando un regime di licenze per i provider di servizi relativi ad asset crypto operanti in Sudafrica.
Le negoziazioni crypto domestiche, tuttavia, rimarrebbero escluse dal quadro di segnalazione transfrontaliera. Gli acquisti o le vendite effettuati in rand tramite provider autorizzati locali non verrebbero classificati come movimenti offshore, separando di fatto l'attività di mercato locale dai trasferimenti che spostano valore oltre i controlli finanziari nazionali del Sudafrica.
I trasferimenti offshore affrontano restrizioni sui provider
Durante la fase iniziale del sistema proposto, solo i privati sarebbero autorizzati a trasferire asset crypto verso l'estero. Dovrebbero utilizzare il proprio assegno discrezionale unico o l'indennità di capitale estero. I trasferimenti diretti effettuati tramite canali non regolamentati non soddisferebbero i requisiti proposti.
Il quadro richiederebbe che gli utenti completino i trasferimenti offshore tramite provider di servizi relativi ad asset crypto autorizzati. I regolatori riceverebbero i dati delle transazioni attraverso i sistemi esistenti di monitoraggio dei cambi, un approccio concepito per colmare le lacune normative e rafforzare il rilevamento dei flussi finanziari illeciti.
In particolare, il Sudafrica non ha classificato gli asset crypto come moneta a corso legale o valuta ufficiale ai sensi della proposta. I regolatori hanno anche declinato di creare categorie distinte di asset crypto, citando la necessità di ulteriori ricerche. La banca centrale ha invece adottato un approccio normativo basato sulle attività, incentrato su scopo, direzione e obblighi di segnalazione.
Contesto delle più ampie riforme finanziarie
La bozza di manuale si basa sulle proposte di Regolamenti sulla Gestione dei Flussi di Capitali pubblicati per consultazione pubblica il 17 aprile 2026. Tali regolamenti miravano a inserire gli asset crypto nel sistema di controllo dei cambi del Sudafrica per la prima volta, introducendo provider autorizzati, dichiarazioni, obblighi di segnalazione e sanzioni amministrative.
Il più ampio sforzo di riforma sostituirebbe le norme di controllo dei cambi in vigore dal 1961 e allineerebbe il Sudafrica agli standard internazionali sulla prevenzione dei reati finanziari e sulla trasparenza transfrontaliera. Il Sudafrica è stato sotto maggiore pressione per rafforzare il proprio regime anti-riciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo dal momento in cui è stato inserito nella grey list del Financial Action Task Force delle giurisdizioni sottoposte a monitoraggio rafforzato nel 2023. Le proposte normative sui trasferimenti crypto fanno parte di un più ampio sforzo per sanare le carenze identificate dall'organismo intergovernativo di vigilanza.
Il Tesoro e la banca centrale esamineranno i commenti pubblici su entrambi i documenti di bozza prima di finalizzare il quadro normativo.
Separatamente, il South African Revenue Service ha ampliato le proprie linee guida fiscali per gli asset digitali. La bozza di linee guida dell'agenzia copre il trading di criptovalute, il swapping di token, lo staking, il mining, l'attività di finanza decentralizzata e i pagamenti in criptovaluta.
I commenti pubblici sulle proposte rimangono aperti fino al 30 settembre, mentre il Sudafrica continua il processo di implementazione degli standard internazionali di segnalazione crypto, incluso l'allineamento con il Crypto-Asset Reporting Framework dell'OCSE, sviluppato per consentire lo scambio automatico di informazioni tra autorità fiscali sulle transazioni di asset digitali.