Il debutto di Shein a Hong Kong segna un ritorno alle radici cinesi
Punti chiave
- •Shein farà il suo debutto sul mercato di Hong Kong dopo i tentativi di quotazione non riusciti negli Stati Uniti e nel Regno Unito.
- •La quotazione è stata facilitata dall'approvazione dei regolatori cinesi e dai forti legami manifatturieri e di supply chain di Shein con la Cina.
- •Shein ha trasferito la propria sede a Singapore alla fine del 2021, ma la quotazione a Hong Kong segnala un rinnovato allineamento con le sue radici cinesi.
- •Le autorità statunitensi stanno chiudendo il varco de minimis che consentiva ai pacchi di basso valore di Shein di entrare con dazi ridotti.
- •La valutazione di Shein è calata nettamente rispetto ai picchi delle precedenti raccolte di capitale, tra pressioni di mercato e normative.

Shein è in procinto di debuttare sul mercato di Hong Kong, una mossa che segnala un ritorno verso le origini cinesi dell'azienda dopo i tentativi non riusciti di quotazione negli Stati Uniti e nel Regno Unito.
La quotazione è stata assicurata grazie all'approvazione dei regolatori cinesi, insieme ai forti legami manifatturieri e di supply chain dell'azienda con il Paese e ai suoi contribuiti all'economia domestica. L'offerta pubblica iniziale (IPO) attira inoltre l'attenzione sulle crescenti pressioni geopolitiche che il retailer di fast-fashion deve affrontare e sulla sua valutazione notevolmente ridotta.
Shein ha trasferito la propria sede a Singapore alla fine del 2021 e negli anni successivi si è presentata come un'azienda internazionale con un profilo globale. La quotazione a Hong Kong, al contrario, sottolinea un rinnovato abbraccio delle sue radici cinesi.
Il passo arriva in un momento di crescente pressione sull'azienda nei mercati occidentali, dove le regole commerciali hanno aggiunto difficoltà alle sue sfide. Shein, che ha costruito il proprio modello di business sulle spedizioni dirette al consumatore di piccoli pacchi, è stata oggetto di esame negli Stati Uniti riguardo alle regole de minimis che consentivano l'ingresso di pacchi di basso valore con dazi ridotti, un varco che le autorità statunitensi si apprestano a chiudere. Anche il tentativo di quotazione negli Stati Uniti ha attirato l'esame del Congresso sulle pratiche della sua supply chain, mentre il tentativo nel Regno Unito si è analogamente arenato. Con il fallimento dei tentativi negli Stati Uniti e nel Regno Unito, Hong Kong è diventata la destinazione naturale per l'IPO.
Una quotazione a Hong Kong colloca inoltre Shein accanto ad altre grandi aziende cinesi che si sono rivolte al listino della città negli ultimi anni, dopo che i percorsi di quotazione all'estero si sono ristretti. Per Shein, la scelta della sede arriva mentre la sua valutazione è calata nettamente rispetto alle cifre di picco riportate durante le precedenti fasi di raccolta di capitale, riflettendo sia le condizioni di mercato sia le pressioni normative che l'azienda affronta.
Resta da vedere come l'azienda affronterà i cambiamenti della politica commerciale nei suoi più grandi mercati occidentali dopo l'ingresso in borsa, dato che il suo modello di e-commerce transfrontaliero dipende dal trattamento tariffario dei piccoli pacchi.
Fonte: Economic Times Markets