Anteprima CPI USA: l'energia pronta a spingere l'inflazione al 3,7%, nucleare visto stabile al 2,4%
Punti chiave
- •Il CPI generale è previsto in aumento dello 0,6% a settembre, portando il tasso di inflazione annuo dal 3,4% a circa il 3,7%, massimo di quattro mesi, con la nowcast della Cleveland Fed che indica un esito simile.
- •I prezzi dell'energia dovrebbero salire di circa il 5,5%, trainati dalla benzina e con il maggior contributo energetico da marzo, mentre i prezzi alimentari dovrebbero rimanere contenuti, con il Brent sopra i 100 dollari e i rinnovati attacchi alle infrastrutture saudite.
- •L'inflazione core, al netto di cibo ed energia, è prevista in aumento dello 0,2% su base mensile, con il tasso annuo stabile al 2,4%, ancora sopra l'obiettivo del 2% della Federal Reserve.
- •La Fed ha alzato il tasso di politica monetitaria al 3,75%-4,00% il 16 settembre, ma la probabilità di un rialzo a ottobre è scesa a circa una su quattro dopo le buste paga con appena 29.000 nuovi posti di lavoro, sebbene i mercati prezzino ancora in gran parte un aumento a dicembre.
- •Un dato core robusto accanto al dato generale trainato dall'energia potrebbe ravvivare le aspettative diialzo a ottobre, mentre un core morbido rafforzerebbe i prezzi di una mossa a dicembre, probabilmente a favore del short end della curva dei Treasury e a spese del dollaro, con l'oro che beneficerebbe di rendimenti più bassi.

Il rapporto sull'inflazione USA di settembre si preannuncia allarmante in superficie e tranquillo al suo interno. Si prevede che i prezzi al consumo registrino il rialzo mensile più marcato da aprile con la pubblicazione dei dati CPI di settembre mercoledì, trainata quasi interamente dall'energia, mentre l'inflazione sottostante dovrebbe rimanere contenuta. Questa divergenza lascia alla Federal Reserve il compito di decidere quale lettura credere in vista della riunione di politica monetitaria di ottobre.
Il rapporto, atteso alle 12:30 GMT (8:30 ET), è l'ultimo dato sull'inflazione prima della riunione della Fed del 27-28 ottobre.
Il dato generale pronto a un balzo trainato dall'energia
Il mercato si attende che il CPI generale salga dello 0,6% su base mensile, secondo il calendario di Westpac, rispetto allo 0,4% di agosto. L'indice dei prezzi al consumo, elaborato mensilmente dal Bureau of Labor Statistics, misura la variazione media dei prezzi pagati dai consumatori americani per un paniere di beni e servizi. Ciò porterebbe il tasso annuo da circa il 3,4% a circa il 3,7%, massimo di quattro mesi. La nowcast sull'inflazione della Cleveland Fed punta nella stessa direzione, segnalando un aumento di circa lo 0,5% su base mensile e del 3,6% su base annua.
L'energia è il principale motore
Gli analisti si attendono che i prezzi dell'gia salgano di circa il 5,5% a settembre, trainati dalla benzina, con il maggior contributo energetico da marzo. La pressione si acumina da mesi: ad agosto i prezzi della benzina erano già aumentati di oltre il 27% su base annua. I prezzi alimentari, al contrario, dovrebbero rimanere contenuti.
Il rischio inflazionistico va ben oltre questa singola pubblicazione. Il Brent resta sopra i 100 dollari al barile, e i nuovi attacchi alle infrastrutture saudite hanno tenuto acceso il focus sulle interruzioni dell'offerta mentre lo shock energetico della guerra con l'Iran si riverbera sui prezzi al consumo. Il rapporto di mercoledì offre una lettura diretta di quanto quello shock si sia propagato nei prezzi al consumo USA, e una componente energetica robusta rafforzerebbe il legame tra il rischio sul greggio e la politica della Fed.
Il core atteso raccontare una storia più tranquilla
L'inflazione core, che esclude cibo ed energia — le categorie più volatili di mese in mese — è prevista in aumento di circa lo 0,2% su base mensile, più lenta dello 0,3% di agosto, con il tasso annuo stabile al 2,4%. Poiché filtra tali oscillazioni volatili, il tasso core è ampiamente considerato l'indicatore più affidabile della dinamica sottostante dei prezzi, ed è il dato su cui mercati e responsabili politici tendono ad ancorarsi nel valutare le aspettative sui tassi. La Federal Reserve ha un obiettivo di inflazione del 2% nel medio-lungo periodo.
Il dato core di agosto era stato gonfiato da un rialzo una tantum dei servizi telefonici a seguito di una modifica metodologica, e gli analisti si attendono un correttivo sulle voci volatili come i prezzi degli hotel e delle auto usate. I biglietti aerei fanno eccezione, in aumento poiché i costi del carburante per aerei si riflettono sui prezzi dei biglietti.
Una posizione scomoda per la Fed
La Fed ha alzato il target range al 3,75%-4,00% il 16 settembre, ma le probabilità di una mossa alla riunione del 27-28 ottobre sono scese a circa una su quattro dopo che le buste paga di settembre hanno mostrato appena 29.000 nuovi posti di lavoro. Questa tensione riflette il doppio mandato della Fed di stabilità dei prezzi e piena occupazione, con i due obiettivi attualmente in contrasto: l'inflazione generale corre ben sopra l'obiettivo mentre l'assunzione si è raffreddata. I mercati prezzano ancora in gran parte un rialzo a dicembre.
Goldman Sachs si era aspettata un ulteriore aumento a ottobre, anche se quell'ipotesi presupponeva che il petrolio sarebbe sceso verso gli 85 dollari, e il Brent resta sopra i 100 dollari.
Un dato core robusto accanto a un dato generale trainato dall'energia ravviverebbe probabilmente i prezzi di un rialzo a ottobre affievolitisi dopo il debole report sulle buste paga, mentre un core morbido rafforzerebbe le aspettative di una mossa a dicembre. I mercati dei Treasury tenderanno probabilmente a scambiare il dato core anziché quello generale: un core morbido favorirebbe il short end della curva e peserebbe sul dollaro. L'oro, nel frattempo, trarrebbe probabilmente beneficio da un core morbido e da rendimenti più bassi.
I prossimi appuntamenti
L'indice dei prezzi alla produzione di giovedì, che monitora i costi all'ingrosso e può offrire un'indicazione anticipata sulla direzione dei prezzi al consumo, e le vendite al dettaglio, un ampio indicatore della spesa delle famiglie, completeranno il quadro prima che il presidente della Fed Kevin Warsh intervenga alle riunioni del FMI a Bangkok venerdì mattina presto, nel suo ultimo intervento in programma prima della riunione di ottobre.