Il Senato rinvia il voto sul Clarity Act mentre sanzioni alla Russia e nomine passano in primo piano
Punti chiave
- •I leader del Senato hanno spostato l’attenzione immediata dell’aula sulle nomine esecutive e sulla legislazione sulle sanzioni alla Russia, invece che sul Clarity Act.
- •John Thune ha presentato la cloture su una risoluzione che copre 74 nomine esecutive, e il Senato ha programmato per il 28 luglio un voto sulla nomina di Walter Clayton a DNI.
- •La misura sulle sanzioni alla Russia ha il sostegno di 62 senatori e prenderebbe di mira funzionari russi, banche, oligarchi e altri sostenitori della guerra di Mosca, autorizzando anche dazi fino al 100% su alcuni beni.
- •Il Clarity Act ora affronta una tempistica molto stretta prima della scadenza pratica dell’8 agosto e dell’inizio del periodo di lavori statali del 10 agosto.
- •Proseguono i negoziati su disposizioni etiche, autorità di applicazione e ricompense per le stablecoin, con banche e società crypto ancora divise sulle regole.

Il Senato statunitense ha sospeso il Clarity Act mentre i leader spostano l’attenzione sulla legislazione sulle sanzioni alla Russia e sui candidati del presidente Donald Trump. Il programma aggiornato colloca il disegno di legge sulla struttura del mercato crypto dietro due priorità immediate dei repubblicani, restringendo la finestra per un voto prima della pausa dell’8 agosto.
I legislatori hanno ancora tempo per esaminare la misura prima che inizi il periodo di lavori statali di agosto. Tuttavia, i giorni residui in aula lasciano ai sostenitori un percorso limitato verso l’azione finale.
Il calendario del Senato si sposta su nomine e sanzioni alla Russia
Il leader della maggioranza al Senato John Thune ha presentato la cloture su S.Res.817, che copre 74 nomine esecutive. Il Senato ha inserito la risoluzione nel proprio calendario dopo che i repubblicani hanno spinto per una procedura più rapida per i candidati in attesa.
La mossa consentirebbe alla camera di prendere in esame le nomine insieme, invece di dedicare tempo separato in aula a ciascuna.
Anche la legislazione sulle sanzioni alla Russia ha slancio, con il sostegno di 62 senatori. Questo offre ai leader del Senato un motivo aggiuntivo per darle priorità. La misura imporrebbe sanzioni primarie e secondarie contro funzionari russi, banche, oligarchi e altre parti che sostengono la guerra di Mosca. Autorizzerebbe inoltre dazi fino al 100% sui beni provenienti dai principali acquirenti di energia russa.
I leader del Senato possono quindi presentare la proposta sia come misura di sicurezza nazionale sia come opportunità legislativa bipartisan, mentre la camera si prepara a lasciare Washington a breve.
Il Senato ha inoltre programmato per il 28 luglio un voto sulla nomina di Walter Clayton a Director of National Intelligence. Dopo di ciò, i senatori intendono occuparsi di H.R. 5334, il veicolo legislativo per il Lindsey O. Graham Sanctioning Russia Act of 2026. Il disegno di legge sulle sanzioni prende di mira la Russia e le parti che sostengono la sua guerra contro l’Ucraina.
Il Clarity Act affronta una scadenza di agosto molto stretta
Il calendario riveduto dei lavori in aula spinge il Clarity Act fuori dalla linea immediata di priorità del Senato. I leader repubblicani avevano preso in considerazione un voto procedurale che avrebbe potuto aprire il dibattito e stabilire le regole sugli emendamenti, avvicinando il disegno di legge crypto alla piena considerazione del Senato.
Ciò conta perché il Clarity Act è pensato per definire come gli asset digitali vengono vigilati negli Stati Uniti, e il calendario del Senato lascia ora meno opportunità per definire tali regole prima della pausa di agosto. Il calendario pubblicato dal Senato prevede l’inizio di un periodo di lavori statali il 10 agosto. I sostenitori del settore hanno considerato l’8 agosto come la scadenza pratica, poiché i legislatori potrebbero lasciare Washington prima di quel fine settimana.
Qualsiasi ulteriore ritardo potrebbe spostare il dibattito a settembre, quando altre priorità di bilancio e legate all’anno elettorale potrebbero competere per il tempo in aula.
Regole etiche e per le stablecoin ancora in discussione
I senatori stanno ancora negoziando una sezione etica che riguardi i funzionari eletti e i loro interessi finanziari negli asset digitali. I legislatori democratici vogliono limiti più severi e poteri di applicazione più ampi.
Alcuni membri si oppongono anche ad attribuire al Department of Justice l’autorità esclusiva. Vogliono che i procuratori generali degli stati mantengano un ruolo diretto di applicazione.
La procuratrice generale di New York Letitia James ha chiesto al Congresso di rafforzare la supervisione sulle crypto e di preservare l’autorità di applicazione degli stati. Sostiene che l’attuale testo del Clarity Act potrebbe limitare l’azione statale e locale contro le frodi. Il suo ufficio chiede inoltre ai legislatori di imporre maggiore trasparenza, controlli antiriciclaggio più forti e tutele per i consumatori.
Le ricompense sulle stablecoin restano un altro punto di disaccordo. Le banche vogliono un linguaggio più restrittivo perché temono che ricompense simili ai rendimenti possano sottrarre depositi ai conti tradizionali. Le società crypto sostengono regole che consentano ricompense basate sulle transazioni e altri incentivi per i clienti.
L’industria crypto chiede al Senato di intervenire
Le società crypto e i gruppi di settore continuano a sollecitare i leader del Senato ad agire prima della pausa di agosto. Considerano il Clarity Act come un quadro per dividere la vigilanza tra le autorità di regolamentazione.
In base a tale quadro, SEC e CFTC avrebbero ruoli normativi distinti. I sostenitori vogliono anche regole più chiare per exchange, emittenti di token, broker e servizi di finanza decentralizzata.
I mercati di previsione hanno ridotto le probabilità di approvazione del disegno di legge nel 2026 dopo ritardi ripetuti e controversie irrisolte. Secondo i dati di Polymarket, il CLARITY Act ha una probabilità del 36% di diventare legge nel 2026. Le probabilità sono scese del 29% nel contesto dei ripetuti ritardi al Senato.
La misura conserva ancora un percorso in avanti perché i legislatori hanno già fatto avanzare un testo correlato attraverso i negoziati in commissione. Per ora, sanzioni alla Russia e nomine di Trump dominano l’agenda immediata del Senato.