La SEC cita in giudizio Institutional Shareholder Services per far rispettare un subpoena nell'indagine sui consulenti di proxy voting
Punti chiave
- •La SEC ha presentato il 4 settembre 2026 un'azione di esecuzione del subpoena contro ISS presso il Distretto Orientale della Pennsylvania, dopo il rifiuto della società di ottemperare pienamente a un subpoena amministrativo del 21 luglio.
- •ISS e Glass Lewis controllano insieme circa il 90% del mercato dei consulenti di proxy voting, il che significa che le loro raccomandazioni di voto incidono su migliaia di miliardi di dollari in asset istituzionali.
- •ISS sostiene che le sue raccomandazioni di proxy voting siano discorso protetto dal Primo Emendamento e che la divulgazione dei dettagli sui voti dei clienti potrebbe esporre la società e i clienti a ritorsioni aziendali.
- •La SEC non ha avanzato accuse di illeciti nei confronti di ISS, descrivendo la questione come un'indagine fattuale; nel 2013 ISS aveva pagato una sanzione di 300.000 dollari in un precedente caso sulle misure di salvaguardia.
- •La decisione del tribunale potrebbe ampliare la portata della SEC nelle operazioni interne dei consulenti di proxy voting o fissare un raro limite giudiziario all'autorità di esame dell'agenzia, in un contesto di zona grigia normativa dalla decisione del 2022 che ha annullato parte delle regole di vigilanza del 2020.

La Securities and Exchange Commission statunitense ha accentuato il proprio contenzioso con Institutional Shareholder Services (ISS), presentando il 4 settembre 2026 un'azione di esecuzione del subpoena presso il Distretto Orientale della Pennsylvania. Il ricorso segue il rifiuto di ISS di ottemperare pienamente a un subpoena amministrativo emesso il 21 luglio 2026, parte di un esame più ampio della SEC avviato a marzo.
La SEC chiede a un tribunale federale di obbligare ISS a produrre documenti operativi fondamentali, tra cui le raccomandazioni di proxy voting, le metodologie interne e i registri di conformità. ISS si è opposta, sostenendo che un'ottemperanza completa potrebbe violare i suoi diritti previsti dal Primo Emendamento ed esporre sia la società sia i suoi clienti a ritorsioni su questioni aziendali di voto sensibili.
Ciò che la SEC cerca
ISS è tutt'altro che una società di consulenza di nicchia. Insieme al suo principale concorrente Glass Lewis, controlla circa il 90% del mercato dei consulenti di proxy voting. Di conseguenza, quando ISS emette una raccomandazione su come gli azionisti dovrebbero votare su retribuzioni dei dirigenti, membri del consiglio o fusioni, gli effetti interessano migliaia di miliardi di dollari in asset istituzionali. I gestori di fondi si affidano a ISS anche perché le schede di proxy voting riguardano routinariamente centinaia di proposte tra migliaia di società in portafoglio ogni anno, rendendo la ricerca esternalizzata e l'assistenza al voto una necessità pratica.
L'indagine della SEC verte sul rispetto, da parte di ISS nella sua qualità di consulente finanziario registrato, delle leggi federali sui titoli. Il subpoena riguarda in particolare la metodologia alla base delle raccomandazioni di voto, il tipo di informazioni proprietarie che i consulenti di proxy voting custodiscono con grande riservatezza.
ISS ha collaborato ad alcune richieste della SEC, ma ha posto un limite alla consegna di determinati documenti, sollevando due obiezioni principali. In primo luogo, la società sostiene che le sue raccomandazioni di proxy voting costituiscano discorso protetto dal Primo Emendamento. In secondo luogo, argomenta che la divulgazione di informazioni dettagliate sui voti dei clienti potrebbe scatenare reazioni negativa da parte di società insoddisfatte del modo in cui quei voti sono stati espressi.
La SEC ha descritto la questione come un'indagine fattuale lineare. Finora non è stata avanzata alcuna accusa di illeciti nei confronti di ISS. Se il tribunale accogliesse la richiesta di esecuzione, la decisione potrebbe chiarire fino a che punto la SEC possa addentrarsi nel funzionamento interno dei consulenti di proxy voting; se invece desse ragione alle obiezioni costituzionali di ISS, segnerebbe un raro limite giudiziario all'autorità di esame dell'agenzia.
ISS è già passata da qui
Non è la prima volta che ISS affronta un'azione della SEC. Nel 2013 la società ha pagato una sanzione di 300.000 dollari per chiudere le accuse di non aver mantenuto adeguate misure di salvaguardia sulle informazioni relative al proxy voting dei clienti.
Sotto l'amministrazione Trump, la vigilanza normativa sui consulenti di proxy voting si è intensificata, spinta in parte da gruppi di lobby aziendali che da tempo sostengono che ISS e Glass Lewis esercitino un'influenza eccessiva e senza controlli sulle votazioni degli azionisti. Le società si lamentano da anni del fatto che le raccomandazioni di queste imprese, in particolare su temi come la retribuzione dei dirigenti e le divulgazioni ambientali, possano di fatto prevalere sulle preferenze del management senza un'adeguata responsabilità. La SEC aveva adottato nel 2020 regole che rafforzavano la vigilanza sui consulenti di proxy voting, ma una corte d'appello federale ne ha annullato parti nel 2022, lasciando il settore in una zona grigia normativa che l'attuale spinta all'applicazione delle regole potrebbe mirare a colmare.