I verbali della RBA in uscita martedì illustreranno il dibattito tra rialzo e pausa dopo lo stop di agosto
Punti chiave
- •La RBA pubblicherà i verbali del Monetary Policy Board di agosto martedì 25 agosto alle 11.30 ora di Sydney.
- •Nella riunione di agosto la banca centrale ha lasciato invariato il cash rate al 4,35% con una decisione unanime.
- •La governatrice Michele Bullock ha detto che un ulteriore rialzo era possibile e ha confermato che sono stati discussi sia un rialzo sia una pausa.
- •Il vice governatore Andrew Hauser ha affermato che l’inflazione resta troppo alta e ha avvertito che i tassi potrebbero dover salire di nuovo se non scende.
- •Il report indica che AUD/USD e i bond australiani probabilmente reagiranno di più a qualsiasi segnale che il board fosse vicino a un rialzo in agosto.

La Reserve Bank of Australia pubblicherà i verbali della riunione di agosto del Monetary Policy Board martedì 25 agosto alle 11.30 ora di Sydney, equivalenti alle 01.30 GMT e alle 21.30 ET statunitensi di lunedì 24 agosto, secondo un’anteprima della Commonwealth Bank of Australia (CBA). I verbali dovrebbero mostrare quanto la RBA sia stata vicina a un rialzo in agosto e come il board stia valutando uno scenario in cui i rischi inflazionistici al rialzo restano concreti. Poiché il board si riunisce solo circa ogni sei settimane, i verbali — che registrano le opzioni considerate e gli argomenti emersi durante la riunione — rappresentano la più completa ricostruzione programmata del suo ragionamento fino alla prossima decisione.
La decisione di agosto: una seconda pausa consecutiva
Nella riunione di agosto, il board ha lasciato invariato il cash rate al 4,35%. La decisione è stata unanime e ha segnato la seconda pausa consecutiva dopo tre rialzi dei tassi all’inizio dell’anno.
L’anteprima della CBA osserva che il board ha giudicato la politica monetaria in qualche modo restrittiva e l’economia in rallentamento in linea con le attese. Allo stesso tempo, il board ha reso più incisive le indicazioni prospettiche, affermando che rialzerà ancora i tassi se i rischi inflazionistici al rialzo dovessero concretizzarsi. Le implicazioni di questo orientamento sono concrete per le famiglie: una larga quota dei mutui australiani ha tassi variabili, quindi le variazioni del cash rate si trasmettono alle rate molto più rapidamente rispetto ai mercati dominati da mutui a tasso fisso, come quello statunitense.
Nella conferenza stampa successiva alla riunione, la governatrice Michele Bullock ha affermato che un ulteriore aumento rimaneva "quite possible". Ha inoltre confermato che nella riunione sono state discusse sia un rialzo sia una pausa, un cambiamento rispetto alla riunione precedente, quando sul tavolo c’era solo una pausa.
La CBA ritiene che i verbali possano offrire maggiori dettagli su quel dibattito interno tra rialzo e pausa e su come il board stia valutando le prospettive data la sua chiara inclinazione al tightening.
Hauser: l’inflazione resta troppo alta
Questa inclinazione è stata rafforzata dopo la riunione dal vice governatore Andrew Hauser, che è entrato nella RBA dalla Bank of England all’inizio del 2024. Parlando la scorsa settimana, Hauser ha detto che l’inflazione resta troppo alta e che la politica monetaria deve continuare a ridurre la domanda nell’economia per riportarla verso l’obiettivo. Ha avvertito che i tassi dovranno salire di nuovo se l’inflazione non scenderà, definendo l’andamento attuale un rallentamento e non una recessione — la RBA non prevede una recessione, solo un rallentamento — e segnalando i rischi inflazionistici al rialzo come una preoccupazione reale e persistente, secondo quanto riportato da investingLive.
Le sue osservazioni hanno ribadito un messaggio ripetuto per tutto l’anno: i precedenti rialzi della RBA riflettevano il giudizio che la domanda avesse superato la capacità di offerta dell’economia più di quanto inizialmente previsto, e che intervenire per tempo limiti il costo finale in termini di disoccupazione. In sostanza, Hauser ha già detto ai mercati di non escludere il prossimo rialzo.
Un contesto interno ed esterno complicato
Il contesto domestico resta complicato. L’inflazione headline viaggia intorno al 3,8%, sopra il target del 2-3%, mentre le misure di trimmed mean — l’indicatore preferito dalla RBA per l’inflazione di fondo, che elimina i maggiori movimenti di prezzo in entrambe le direzioni — si stanno dimostrando rigide anziché scendere in modo netto. Il Fair Work Commission ha assegnato un aumento salariale del 4,75% superiore alle attese, deciso dal tribunale nazionale australiano per le relazioni sul lavoro nella sua revisione annuale dei salari e destinato a entrare nel terzo trimestre; ciò dovrebbe spingere di nuovo al rialzo la crescita salariale dopo una fase di moderazione.
Bullock ha inoltre osservato separatamente che l’attuale pricing di mercato per tagli dei tassi nel breve termine è più avanzato rispetto al pensiero del board. Considerato questo divario, i verbali offrono alla RBA l’occasione di respingere ulteriormente tali aspettative senza dover muovere i tassi.
A complicare le pressioni della domanda interna si aggiunge un rischio inflazionistico esterno legato agli elevati prezzi del petrolio connessi al conflitto in Iran e alle interruzioni nello Stretto di Hormuz, il collo di bottiglia attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Sia Hauser sia Bullock hanno citato questo canale come un fattore che complica il compito del board, e rappresenta un distinto rischio inflazionistico al rialzo che il board sta monitorando insieme alla domanda interna.
Dove si concentrerà l’attenzione dei mercati
Secondo il report, AUD/USD e i bond australiani sensibili ai tassi probabilmente reagiranno di più a qualsiasi indicazione nei verbali su quanto il board sia stato vicino a un rialzo in agosto, dato che Bullock ha già confermato che entrambe le opzioni erano state effettivamente discusse.
Le dichiarazioni di Hauser della scorsa settimana, che hanno segnalato esplicitamente i rischi inflazionistici al rialzo e avvertito che ulteriori rialzi restano possibili, hanno già preparato il mercato a una lettura aggressiva. Come sottolinea il report, ciò attribuisce ai verbali un rischio asimmetrico: un tono davvero hawkish confermerebbe posizionamenti già costruiti, mentre qualsiasi elemento percepito come dovish potrebbe innescare una più netta riduzione delle posizioni long su AUD — le posizioni che puntano su un dollaro australiano più forte.
Secondo l’analisi del report, qualsiasi riferimento esplicito nei verbali al canale dei prezzi del petrolio rafforzerebbe la tesi di un bias restrittivo ancora attivo, piuttosto che di una vera pausa.
I verbali di martedì dovrebbero offrire il quadro più chiaro finora su come queste pressioni concorrenti — inflazione domestica rigida, aumento dei salari premiati e costi energetici spinti dall’esterno — stiano modellando la prossima mossa del board, mentre il prossimo ciclo di dati trimestrali CPI servirà a verificare se i rischi al rialzo che il board continua a citare si stanno materializzando.
Fonte: Investinglive