Il titolo Oracle (ORCL) è sceso del 36%, ma Wall Street prevede comunque un raddoppio
Punti chiave
- •Il titolo Oracle è quotato a 145,75 dollari, circa il 57% sotto il proprio massimo di 52 settimane e ben al di sotto del livello di un anno fa.
- •I ricavi fiscali 2026 sono aumentati del 17%, con i ricavi cloud in crescita del 39% che sono diventati la principale fonte di vendite di Oracle.
- •Il debito totale di Oracle ha raggiunto 129,5 miliardi di dollari al 31 maggio, mentre le spese in conto capitale dell'ultimo anno hanno totalizzato 55,7 miliardi.
- •Gli impegni per data center fuori bilancio dell'azienda ammontano a circa 260 miliardi di dollari, e il backlog è cresciuto a 638 miliardi.
- •Jefferies ha ridotto il prezzo obiettivo da 320 a 290 dollari mantenendo una valutazione positiva in vista del report di Oracle del 10 settembre.

Il titolo Oracle (ORCL) è quotato a 145,75 dollari, in calo del 25% dall'inizio dell'anno e del 36% negli ultimi 12 mesi. Il titolo si trova a circa il 57% sotto il proprio massimo di 52 settimane di 345,72 dollari.
Il ribasso è arrivato nonostante i ricavi di Oracle siano cresciuti del 17% nel fiscal 2026. Il segmento cloud ha guidato la performance con una crescita del 39%, superando il software come principale fonte di ricavi dell'azienda. Questo spostamento riflette un più ampio riassestamento del settore, con le aziende che spostano i carichi di lavoro verso i fornitori di infrastrutture cloud e la domanda di addestramento AI che indirizza la spesa verso data center su larga scala — un mercato in cui Oracle compete con rivali più grandi come Amazon, Microsoft e Google.
Debito e impegni di spesa pesano sugli investitori
Gli investitori sono stati destabilizzati dal carico di debito e dagli impegni di spesa di Oracle. Il debito totale ha raggiunto 129,5 miliardi di dollari al 31 maggio, in aumento rispetto ai 92,6 miliardi di un anno prima. Le spese in conto capitale dell'ultimo anno hanno toccato i 55,7 miliardi di dollari mentre l'azienda costruisce le proprie infrastrutture AI. La forte spesa rispecchia una corsa a livello di settore tra i fornitori di infrastrutture cloud e AI per espandere la capacità dei data center destinati ai carichi di lavoro AI.
Oracle porta inoltre in bilancio circa 260 miliardi di dollari di impegni per data center fuori bilancio, circa tre volte i capitale investito previsto per l'intero fiscal 2027.
Il backlog dell'azienda è cresciuto rapidamente. Da settembre dell'anno scorso è salito da 455 miliardi a 638 miliardi di dollari. Oracle ha aggiunto 183 miliardi di dollari di backlog di ordini dal 9 settembre dell'anno scorso, rispetto ai 138 miliardi di quella stessa data. Il backlog — ricavi contrattuali non ancora contabilizzati — è un indicatore comunemente osservato dei futuri ricavi cloud, ma si converte in vendite riconosciute solo man mano che i servizi vengono erogati nel corso di contratti pluriennali.
Gran parte dell'ottimismo iniziale derivava da un accordo pluriennale da 300 miliardi di dollari con OpenAI annunciato l'anno scorso. Tuttavia, la fiducia degli investitori in quell'accordo è diminuita man mano che crescevano i dubbi sulla capacità di OpenAI di far fronte ai propri obblighi finanziari.
Jefferies vede un rapporto rischio/rendimento favorevole
Gli analisti di Jefferies, guidati da Brent Thill, hanno ridotto il prezzo obiettivo da 320 a 290 dollari mantenendo tuttavia un orientamento rialzista. Secondo loro la maggior parte delle cattive notizie è già scontata nel prezzo, definendo il titolo "vicino al picco del sentiment negativo".
A 145,75 dollari, Jefferies prevede comunque che il titolo possa quasi raddoppiare per raggiungere il proprio obiettivo. Gli analisti hanno descritto Oracle come "eccessivamente battuta", con un profilo rischio/rendimento favorevole.
La crescita dei ricavi trimestrali è accelerata dal 12% al 21% durante l'anno fiscale conclusosi a maggio 2026. Il patrimonio netto è più che raddoppiato, da meno di 21 miliardi di dollari un anno fa a 43,1 miliardi.
Il rapporto P/E di Oracle si attesta a 25, leggermente sotto la media di 30 dello S&P 500, lasciando spazio a una ri-valutazione del titolo se la fiducia degli investitori dovesse tornare.
I titoli software battuti tornano sotto i riflettori
Oracle non è l'unica sotto pressione, ma potrebbe essere particolarmente posizionata per un rimbalzo. Salesforce (CRM) ha guadagnato oltre il 20% dopo i risultati, ed Elastic (ESTC) e Okta (OKTA) hanno visto movimenti simili. Snowflake è balzata del 24% in pre-apertura giovedì dopo i risultati del secondo trimestre fiscale.
Il pattern dei titoli software battuti che schizzano dopo gli earnings sta attirando l'attenzione su Oracle in vista del report del 10 settembre.
Jefferies segnala comunque rischi in corso: la spesa in conto capitale è ancora in crescita mentre il flusso di cassa libero rimane negativo, e i rating di credito sono sotto pressione. Per Oracle, la questione centrale per gli investitori è se il backlog contrattuale si converta in ricavi e flussi di cassa abbastanza rapidamente da servire il debito assunto per costruirlo.
Oracle pubblica i risultati il 10 settembre.