NotizieMacroEx ingegnere OpenAI trattenuto in custodia: i pubblici ministeri citano i legami sauditi

Ex ingegnere OpenAI trattenuto in custodia: i pubblici ministeri citano i legami sauditi

Autore: Cryptopolitan·

Punti chiave

  • •Il magistrato statunitense Alex Tse ha messo in dubbio una cauzione garantita dal consolato saudita, descrivendola come simile a un assegno in bianco, mentre i pubblici ministeri hanno citato scambi WhatsApp tra Alfozan e un membro della famiglia reale saudita.
  • •Alfozan è accusato solo di interceptazione illecita di comunicazioni orali, reato punito con fino a cinque anni di prigione, e non risponde di spionaggio né di furto di segreti commerciali.
  • •OpenAI ha segnalato nessuna indicazione di accesso improprio ai pesi dei modelli, al codice sorgente o ai dati dei clienti, e ha detto che il suo modello di AI ha contribuito a identificare sia il dispositivo nascosto sia il sospetto.
  • •Prima di entrare in OpenAI, Alfozan è diventato venture partner di RAED Ventures nel 2025, dove era partner anche il principe Khalid bin Bader Al Saud, e OpenAI non ha confermato se abbia approvato il ruolo esterno.
  • •La prossima udienza di Alfozan è fissata per il 6 novembre 2026, e attendere in custodia.
Ex ingegnere OpenAI trattenuto in custodia: i pubblici ministeri citano i legami sauditi

Un giudice federale ha stabilito il 19 ottobre 2026 che Abdulrahman Alfozan, ex ingegnere di OpenAI, rimarrà in custodia fino al processo. I pubblici ministeri sostengono che i suoi collegamenti con membri della famiglia reale saudita abbiano agevolato viaggi internazionali per la sua famiglia, rafforzando le loro tesi sul rischio di fuga. Ai sensi della legge federale statunitense, i giudici possono trattenere un imputato prima del processo quando ritengono che nessuna combinazione di condizioni di rilascio possa garantire ragionevolmente la sua comparizione in tribunale, che è ciò che le accuse di rischio di fuga mirano a sostenere.

Il caso ha sollevato una domanda urgente per le aziende americane nel campo dell'AI: con quanta attenzione le imprese dovrebbero verificare i legami esteri dei talenti che assumono e degli investitori che corteggiano?

Un messaggio di reclutamento e un "assegno in bianco"

Il magistrato statunitense Alex Tse ha messo in dubbio una cauzione garantita dal consolato saudita, ha riferito WIRED. "Sembra un assegno in bianco", ha detto il giudice.

I pubblici ministeri hanno inoltre documentato scambi su WhatsApp tra Alfozan e un membro non identificato della famiglia reale saudita. Un messaggio recitava: "Saudi needs you more then [sic] the US!". Alfozan ha risposto con "100", secondo l'atto processuale. I pubblici ministeri hanno riferito a Reuters che un ufficiale militare saudita ha anche prenotato un biglietto di sola andata per la moglie e il figlio di Alfozan. Sua moglie non è stata incriminata.

William Pernik, avvocato di Alfozan, ha respinto le argomentazioni sul rischio di fuga e ha negato che il suo cliente abbia partecipato a spionaggio diretto dall'Arabia Saudita.

Accusa di intercettazione, non di spionaggio

Alfozan risponde di un solo capo di interceptazione illecita di comunicazioni orali, un reato punito con fino a cinque anni di prigione. Non è accusato di spionaggio né di furto di segreti commerciali. OpenAI ha dichiarato di non aver trovato "indicazioni" di accessi impropri ai pesi dei modelli, al codice sorgente o ai dati dei clienti, ha riferito Fortune.

Il dispositivo registrazione è stato scoperto nascosto dietro una televisione in una sala riunioni di OpenAI. Il suo contenuto è criptato, il che rende impossibile verificare se l'audio registrato fosse accurato. OpenAI ha dichiarato che il suo modello di AI ha avuto un ruolo chiave nell'identificare sia il dispositivo sia il sospetto, come riportato da Cryptopolitan.

Il prossimo udienza di Alfozan è fissata per il 6 novembre 2026.

Un ruolo di investimento esterno al centro del caso

Prima di entrare in OpenAI, Alfozan è diventato venture partner di RAED Ventures nel febbraio 2025. Anche il principe Khalid bin Bader Al Saud, anch'egli della famiglia reale saudita, era partner della società, anche se l'atto non lo identifica come corrispondente di Alfozan.

OpenAI non ha confermato se abbia approvato la posizione esterna di Alfozan, una lacuna che approfondisce le domande sui potenziali conflitti di interesse sollevati dal caso.

Perché gli interessi vanno oltre una sala riunioni

La Banca Mondiale classifica l'Arabia Saudita tra i primi 10 paesi per investimenti privati in AI, e il regno sta espandendo attivamente la sua infrastruttura di AI. Nell'agosto 2026, AMD e Cisco hanno annunciato che HUMAIN, società posseduta dal Public Investment Fund saudita, il fondo sovrano del regno, aveva iniziato a erogare servizi di calcolo AI basati sulla loro tecnologia. Le tre aziende mirano a schierare fino a un gigawatt di infrastruttura AI entro il 2030.

L'espansione saudita si inserisce in una più ampia ondata di spesa globale. La Banca Mondiale stima che le principali aziende americane di AI spenderanno oltre 750 miliardi di dollari in infrastrutture solo nel 2026, evidenziando la scala degli investimenti che stanno plasmando il futuro del settore.

Quanto potrebbe costare un controllo più stretto

Nessuna prova collega Alfozan a quegli investimenti, né stabilisce una direzione del governo saudita. Non esiste nemmeno una reazione documentata del mercato. Tuttavia, controlli più rigorosi sui dipendenti, obblighi di divulgazione degli investimenti esterni e maggiore sicurezza nelle sale riunioni potrebbero rallentare gli accordi e aumentare i costi di conformità in tutto il settore.

L'FMI ha già avvertito di esposizioni concentrate all'AI e rischi informatici. La sfida è proteggere la ricerca sensibile senza rendere impraticabile la collaborazione internazionale. Per ora, i prossimi passi del caso sono procedurali: Alfozan attendere la udienza del 6 novembre in custodia, e OpenAI deve ancora dire se ha approvato il suo ruolo esterno nel venture capital.