OPay, supportata da SoftBank, prezza l'IPO USA a 19 dollari per azione, valutando la fintech circa 4 miliardi di dollari
Punti chiave
- •OPay ha prezzato la sua IPO statunitense a 19 dollari per American Depositary Share, il limite inferiore dell'intervallo proposto di 19-21 dollari, implicando una valutazione di circa 4 miliardi di dollari.
- •L'offerta di 16 milioni di ADS dovrebbe raccogliere circa 304 milioni di dollari prima delle commissioni, con proventi lordi potenzialmente intorno a 350 milioni di dollari se gli underwriter esercitano integralmente l'opzione per 2,4 milioni di azioni aggiuntive.
- •La società inizierà a quotarsi alla New York Stock Exchange con il ticker OPAY, con la chiusura dell'offerta prevista per il 2 novembre a condizioni consuete, e ogni ADS rappresenta 10 azioni ordinarie.
- •Al 31 luglio 2026, OPay ha dichiarato una base di utenti superiore a 50 milioni, con circa 50 milioni di utenti attivi mensili, operando in Nigeria, Egitto, Pakistan e Indonesia, con la Nigeria come mercato principale.
- •Le entità SoftBank detenevano una partecipazione del 6,6% prima dell'IPO e all'inizio di ottobre OPay ha annunciato piani per una quotazione secondaria sulla Nigerian Exchange, dopo che il round di finanziamento del 2021 l'aveva valutata circa 2 miliardi di dollari.

OPay, la società fintech sostenuta da SoftBank, ha prezzato la sua offerta pubblica iniziale (IPO) statunitense a 19 dollari per American Depositary Share, valutando la società circa 4 miliardi di dollari.
L'offerta consiste in 16 milioni di American Depositary Shares (ADS) prezzati a 19 dollari ciascuno, il limite inferiore dell'intervallo proposto di 19-21 dollari. Secondo un rapporto di Bloomberg pubblicato il 30 ottobre, l'operazione dovrebbe raccogliere circa 304 milioni di dollari prima di commissioni e spese. Gli underwriter detengono inoltre un'opzione di 30 giorni per acquistare fino a 2,4 milioni di ADS aggiuntivi a copertura di eventuali over-allotment, un'opzione che, se esercitata integralmente, porterebbe l'offerta totale a circa 18,4 milioni di ADS e roughly a circa 350 milioni di dollari di proventi lordi prima delle commissioni.
La società prevede di iniziare le negoziazioni alla New York Stock Exchange (NYSE) con il simbolo ticker OPAY, con la chiusura dell'offerta attesa per il 2 novembre, previste le consuete condizioni di chiusura. Ogni ADS rappresenta 10 azioni ordinarie di OPay, una struttura che consente alle società estere di quotalarsi sulle borse statunitensi e offre agli investitori americani un accesso denominato in dollari alle azioni.
Fondata nel 2018, OPay si è affermata come un attore chiave nel settore finanziario digitale, offrendo un'ampia gamma di servizi tra cui pagamenti, trasferimenti di denaro, risparmio, credito e servizi per i commercianti. La società opera in diversi Paesi, tra cui Nigeria, Egitto, Pakistan e Indonesia, con la Nigeria che rappresenta il suo mercato più significativo.
Al 31 luglio 2026, la fintech ha dichiarato una base di utenti di oltre 50 milioni, con circa 50 milioni di utenti attivi mensili. Questa crescita si fonda sul round di finanziamento da 400 milioni di dollari del 2021, che aveva portato la valutazione a circa 2 miliardi di dollari, circa la metà del livello implicato dal prezzo dell'IPO. Prima dell'IPO, le entità SoftBank detenevano una partecipazione del 6,6% in OPay.
La quotazione sottolinea la strategia della società di attrarre capitale da investitori pubblici e di espandere ulteriormente i propri servizi finanziari nei mercati emergenti. All'inizio di ottobre, OPay ha inoltre annunciato piani per una quotazione secondaria sulla Nigerian Exchange, che darebbe agli investitori nigeriani l'opportunità di investire nella società.
Con una valutazione che raggiunge i 4 miliardi di dollari, OPay è considerata una delle fintech più preziose focalizzate sull'Africa mentre si appresta a entrare nel mercato pubblico statunitense. I prossimi passaggi da monitorare includono la prima seduta di OPay alla NYSE con il ticker OPAY, la chiusura attesa dell'offerta il 2 novembre ed eventuali esercizi dell'opzione di over-allotment degli underwriter. Resta inoltre da osservare come si evolverà, parallelamente all'offerta statunitense, la prevista quotazione secondaria sulla Nigerian Exchange, annunciata all'inizio di ottobre.