I prezzi del petrolio salgono di circa il 2% dopo gli attacchi USA all'Iran e la rappresaglia iraniana
Punti chiave
- •I futures sul petrolio USA sono saliti di circa il 2% alla riapertura di Globex dopo che gli USA hanno colpito due lanciatori iraniani vicino allo Stretto di Hormuz e l'Iran ha risposto con missili lanciati da quattro province.
- •Lo Stretto di Hormuz è una rotta di transito chiave attraverso cui transita tipicamente circa un quinto del consumo mondiale di petrolio, il che rende l'attività militare nelle vicinanze una fonte di timori per l'interruzione delle spedizioni.
- •Gli attacchi vicino all'isola di Larak, prossima allo Stretto, hanno più volte alimentato timori di possibili interruzioni dei flussi mondiali di petrolio e GNL dipendenti dalla stessa rotta.
- •I futures sugli indici azionari USA hanno aperto poco mossi, a indicare che i mercati energetici scontano il rischio geopolitico mediorientale in modo più diretto rispetto ai benchmark azionari.
- •I trader osservano ulteriori scontri attorno allo Stretto di Hormuz, il traffico di petroliere attraverso il passaggio e le dichiarazioni di entrambe le parti in cerca di segnali di escalation o cautela.

I prezzi del petrolio sono scattati al rialzo dopo che gli Stati Uniti hanno attaccato l'Iran e l'Iran ha risposto con una rappresaglia, determinando un deciso movimento sui mercati energetici all'inizio della nuova settimana di contrattazioni.
I futures sul petrolio USA sono balzati alle stelle alla riapertura di Globex, con il greggio in aumento di circa il 2%. L'escalation del conflitto in Medio Oriente ha riportato l'attenzione sulla regione, che ospita rotte marittime energetiche cruciali. Al contrario, i futures sugli indici azionari USA hanno aperto poco mossi, una divergenza che riflette come i mercati energetici tendano a scontare il rischio geopolitico in Medio Oriente in modo più diretto rispetto ai principali benchmark azionari.
L'ultimo ciclo di escalation segue sviluppi precedenti nel conflitto. Le forze americane hanno colpito due lanciatori iraniani vicino allo Stretto di Hormuz, uno stretto passaggio tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman attraverso cui transita una quota significativa del petrolio trasportato via mare a livello mondiale. In risposta, l'Iran ha lanciato missili da quattro province dopo l'attacco all'isola di Larak, a segnare un'intensificazione delle ostilità tra i due paesi.
L'isola di Larak si trova vicino allo Stretto di Hormuz, e gli attacchi nelle vicinanze di questa via d'acqua hanno più volte sollevato timori di possibili interruzioni delle spedizioni mondiali di petrolio. I mercati hanno storicamente reagito con sensibilità all'attività militare attorno allo Stretto, dato il suo ruolo di una delle rotte di transito più importanti per il greggio e il gas naturale liquefatto, con circa un quinto del consumo mondiale di petrolio che tipicamente attraversa questo passaggio. Qualsiasi minaccia prolungata a tale flusso inciderebbe non solo sui prezzi del greggio, ma anche sui mercati del GNL che dipendono dalla stessa rotta.
La combinazione degli attacchi USA ai lanciatori iraniani e della rappresaglia missilistica dell'Iran ha innescato il balzo dei prezzi del petrolio all'apertura della nuova settimana, mentre i mercati azionari hanno mostrato una reazione iniziale più contenuta. I trader continueranno probabilmente a monitorare ulteriori scambi di colpi attorno allo Stretto di Hormuz, il traffico di petroliere attraverso questo punto di strozzatura e le eventuali dichiarazioni dell'una o dell'altra parte che segnalino un'ulteriore escalation o una maggiore cautela.
Fonte: investingLive