L'Iran lancia missili da quattro province in ritorsia al colpo sull'isola di Larak, aggravando il rischio nello Stretto di Hormuz
Punti chiave
- •L'Iran ha lanciato missili balistici e missili da crociera antinave da almeno quattro province, con i missili da crociera diretti verso lo Stretto di Hormuz.
- •Il fuoco di sbarramento sembra essere la ritorsione dell'IRGC a un attacco statunitense contro l'isola di Larak che ha distrutto due lanciarazzi in preparazione per sparare mine marine nello stretto, con vittime iraniane segnalate.
- •Lo Stretto di Hormuz fa transitare circa un quinto del petrolio e del GNL scambiati a livello globale, e i lanci riaccendono il rischio di mine e proiettili subito dopo che il Comando Centrale statunitense aveva dichiarato bonificate le principali rotte navali.
- •Si prevede che l'escalation rafforzi i prezzi del greggio Brent e WTI e aumenti i costi di trasporto e di assicurazione war-risk per le petroliere in transito nello stretto.
- •Lo scambio mette a rischio la diplomazia mediata dall'Oman, incluso un proposto corridoio di transito temporaneo, dopo sei mesi di conflitto.

L'Iran ha lanciato un'ondata di missili da almeno quattro province, compresi missili da crociera antinave diretti verso lo Stretto di Hormuz, in quella che sembra essere la ritorsione promessa dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) dopo un presunto attacco statunitense contro l'isola di Larak domenica.
Numerose segnalazioni descrivono lanci di missili balistici da Teheran e dalla provincia del Lorestan, ulteriori lanci da Karaj e Khorramabad, e altri colpi di missili balistici da Shiraz nella provincia di Fars, insieme a missili da crociera antinave lanciati dall'Iran meridionale verso lo stretto stesso. Il fatto che il fuoco si sia esteso a quattro province anziché provenire da un unico punto di lancio indica che Teheran sta deliberatamente allargando il fronte invece di rispondere in modo limitato all'attacco contro Larak — un pattern che i mercati probabilmente interpreteranno come un'escalation anziché come uno scambio di ritorsioni contenuto.
I lanci di missili da crociera antinave verso lo Stretto di Hormuz sono i più direttamente rilevanti per i mercati petroliferi, poiché prendono di mira la rotta navale stessa anziché un'installazione fissa. Lo stretto è uno dei più importanti punti di strozzatura energetici al mondo: vi transita circa un quinto del petrolio scambiato a livello globale e circa un quinto del gas naturale liquefatto, senza alternative terrestri praticabili su scala comparabile. I lanci riaccendono il rischio di mine e proiettili che il Comando Centrale statunitense aveva appena dichiarato eliminato.
Retroscena sull'attacco a Larak
Il fuoco di sbarramento segue un attacco statunitense che ha colpito due lanciarazzi IRGC-N sull'isola di Larak dopo che erano stati osservati mentre venivano preparati per sparare razzi dotati di mine marine nello Stretto di Hormuz, ha riferito un funzionario statunitense. L'IRGC ha confermato l'attacco a Larak e ha comunicato che combattenti e civili iraniani sono rimasti uccisi o feriti, senza fornire una cifra precisa, e ha pubblicamente promesso una risposta.
Quell'attacco ha segnato la prima azione statunitense nota all'interno dell'Iran dopo diverse settimane — una tregua coincisa con l'intensificarsi della diplomazia mediata dall'Oman per riaprire lo stretto al normale traffico navale. Il ruolo di mediatore dell'Oman è coerente con la sua posizione di lungo periodo come uno dei pochi Stati del Golfo a mantenere stretti legami sia con Teheran sia con Washington, il che ha reso Mascate un canale ricorrente nelle precedenti trattative per ostaggi e di de-escalation.
Minaccia alle rotte navali
La diffusione geografica dei lanci di lunedì, dalla regione della capitale fino alla costa meridionale dell'Iran, indica una risposta coordinata anziché un singolo attacco localizzato. La presenza di missili da crociera antinave diretti contro Hormuz minaccia direttamente la rotta navale che gli Stati Uniti avevano dichiarato da poco ripulita dalle mine marine. Il fuoco di sbarramento arriva subito dopo che il Comando Centrale statunitense aveva annunciato di aver bonificato dalle mine le principali rotte navali internazionali di Hormuz.
Il Comando Centrale statunitense aveva inoltre riferito di aver sovrinteso al passaggio sicuro di circa 1.500 navi commerciali da quando ha reintrodotto il proprio blocco, insieme a continui episodi di petroliere colpite da proiettili non identificati nello stretto.
Implicazioni per i mercati
Brent e WTI sono destinati a rafforzarsi sulla notizia, invertendo parte del recente ritiro legato ai colloqui mediati dall'Oman su un corridoio navale temporaneo. Anche i costi di trasporto e di assicurazione war-risk per le petroliere in transito a Hormuz dovrebbero salire — una variabile di costo significativa per gli armatori, dato che i premi war-risk nella regione sono storicamente schizzati durante le precedenti ondate di attacchi e sequestri di petroliere nel Golfo.
L'ampia diffusione geografica dei lanci, che in precedenti episodi di questo pattern hanno raggiunto il Bahrain e altri obiettivi del Golfo, accresce il rischio di una risposta regionale più ampia che potrebbe ulteriormente danneggiare le rotte navali e le infrastrutture energetiche oltre la stessa costa iraniana.
Diplomazia fragile sotto pressione
Lo scambio rischia di vanificare il fragile sforzo durato mesi per stabilizzare la navigazione attraverso Hormuz, proprio mentre Oman e Iran stavano prospettando un corridoio di transito temporaneo. Con sei mesi di conflitto alle spalle, entrambe le parti affrontano ora una nuova prova: capire se questo giro di attacchi e contrattacchi resterà confinato agli obiettivi militari o si estenderà alle rotte navali e alle infrastrutture da cui dipendono i mercati petroliferi globali. Da monitorare in seguito: l'eventuale risposta statunitense o della coalizione ai lanci, il destino del corridoio di transito proposto con la mediazione dell'Oman e se il traffico commerciale attraverso lo stretto verrà sospeso o dirottato nei giorni a venire.
Fonte: ForexLive / InvestingLive