Chiusura della sessione europea: petrolio in rialzo e yen in forte apprezzamento con i mercati USA chiusi per il Labor Day
Punti chiave
- •Il greggio WTI è salito dello 0,9% a 92,30 dollari e il Brent ha guadagnato più dell'1% a 97,50 dollari, mentre gli attacchi tra USA e Iran vicino allo Stretto di Ormuz mantenevano un premio al rischio sui prezzi del petrolio.
- •Un impianto di Saudi Aramco è stato attaccato di nuovo, con l'entità dei danni ancora in fase di valutazione.
- •L'USD/JPY è sceso dell'1% a 154,65, rompendo sotto 155 per la prima volta da febbraio, anche se non è stato riportato alcun intervento giapponese.
- •La crescita del PIL dell'eurozona nel secondo trimestre è accelerata allo 0,6% e la fiducia degli investitori ha raggiunto un massimo di quattro anni, mentre la produzione industriale tedesca è crollata a luglio per la debolezza del comparto auto.
- •L'oro è scivolato dello 0,8% a 4.390 dollari nonostante i continui acquisti d'oro della banca centrale cinese ad agosto, poiché i forti dati sul lavoro USA hanno aumentato le probabilità di un rialzo dei tassi in vista dei dati CPI.

Titoli:
- Promemoria: i mercati USA sono chiusi per il Labor Day - cosa devono sapere i trader
- USD/JPY in forte discesa, scende sotto 155 per la prima volta da febbraio
- I prezzi del petrolio salgono mentre gli attacchi missilistici tra USA e Iran mantengono elevati i rischi su Ormuz
- Impianto di Saudi Aramco attaccato di nuovo; entità dei danni ancora in fase di valutazione
- L'oro cancella i guadagni legati a Waller mentre salgono le probabilità di rialzo dei tassi dopo un NFP caldo; tutti gli occhi sul CPI USA
- Continua la campagna di acquisti d'oro della Cina, con le riserve in aumento ancora ad agosto
- La produzione industriale tedesca crolla a luglio con il freno del comparto auto
- La fiducia degli investitori nell'eurozona balza al massimo di quattro anni
- Il PIL dell'eurozona nel secondo trimestre beneficia del commercio, con la crescita che accelera allo 0,6%
Mercati:
- Greggio WTI in aumento dello 0,9% a 92,30 dollari
- USD/JPY in calo dell'1% a 154,65, minimo da febbraio
- Oro in discesa dello 0,8% a 4.390 dollari
- Germania DAX -0,4%, Francia CAC 40 invariato
- Mercati USA chiusi in occasione del Labor Day
Nonostante il fine settimana prolungato negli Stati Uniti, la nuova settimana è iniziata con parecchio movimento sui mercati.
I prezzi del petrolio hanno continuato a salire gradualmente mentre le tensioni tra USA e Iran si intensificavano nel corso del fine settimana. Nuovi attacchi sono stati scambiati vicino allo Stretto di Ormuz, tenendo i mercati in allerta e spingendo il petrolio al rialzo. Lo stretto è uno dei punti di strozzatura petroliferi più importanti al mondo e qualsiasi interruzione in quella zona ha ripercussioni sulle spedizioni globali di greggio, motivo per cui gli attacchi ripetuti hanno mantenuto un premio al rischio persistente nei prezzi. Il greggio WTI è salito dello 0,9% a 92,30 dollari, mentre il Brent ha guadagnato più dell'1% a 97,50 dollari nella giornata. Il petrolio a 100 dollari sembra sempre più vicino che lontano. Sempre nella regione, un impianto di Saudi Aramco è stato attaccato di nuovo, con l'entità dei danni ancora in fase di valutazione.
Nel frattempo, lo yen giapponese ha incontrato una forte domanda con l'USD/JPY che è caduto bruscamente da circa 156,00 fino a un minimo di 154,05 durante la sessione. Il calo è stato rapido ed è stato esacerbato dalla rottura al ribasso della soglia dei 155,00, la prima mossa del genere da febbraio di quest'anno. Movimenti di questa entità nell'USD/JPY attirano spesso l'attenzione sul rischio di un intervento ufficiale, poiché le autorità giapponesi hanno più volte segnalato preoccupazione per un'eccessiva volatilità dello yen, anche se nessuna azione è stata riportata in questa sessione. La coppia è rimasta in calo dell'1% a 154,65, mentre i trader valutavano una chiusura giornaliera al di sotto di quel livello psicologico.
Negli altri mercati, le borse europee sono rimaste prudenti, con i prezzi del petrolio più alti e le aspettative sui tassi che frenano il sentiment. Il DAX è sceso dello 0,4% mentre il CAC 40 è rimasto invariato. Il quadro di fondo della regione è misto: la produzione industriale tedesca è crollata a luglio con il freno del comparto auto, ma la crescita del PIL dell'eurozona nel secondo trimestre è accelerata allo 0,6% grazie al contributo del commercio e la fiducia degli investitori è balzata al massimo di quattro anni. Gli investitori attendono inoltre la decisione di politica monetaria della BCE prevista più avanti questa settimana per ulteriori indizi sul percorso dei tassi.
Nel comparto delle materie prime, l'oro è scivolato a 4.390 dollari, in calo dello 0,8% nella giornata, con i metalli preziosi partiti lentamente in questa settimana. Il ribasso arriva mentre la banca centrale cinese prosegue la sua campagna di acquisti d'oro, con le riserve in aumento ancora ad agosto, e l'attenzione del mercato si sposta ora sui prossimi dati CPI statunitensi dopo che le cifre NFP al rialzo hanno aumentato le probabilità di un aumento dei tassi.
Con la festività del Labor Day negli Stati Uniti, oggi non ci sono state contrattazioni su azioni e obbligazioni americane, il che dovrebbe mantenere l'attività più tranquilla in vista della successiva sessione nordamericana.