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Il petrolio scende di oltre 2 dollari mentre i trader ignorano le nuove sanzioni USA contro l'Iran

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • Il greggio Brent è sceso di circa il 2,3% a circa 92 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate è diminuito fino a vicino a 85 dollari.
  • Il ribasso è arrivato nonostante l'ampliamento da parte di Washington delle sanzioni secondarie contro enti e paesi che conducono affari con l'Iran.
  • Gli analisti hanno affermato che l'annuncio era ampiamente atteso, quindi i trader hanno sfruttato il rialzo per realizzare profitti.
  • L'attenzione del mercato è concentrata sulla possibilità che l'applicazione delle sanzioni riduca concretamente i flussi di petrolio iraniano verso la Cina.
  • Morgan Stanley ha innalzato la propria previsione sul Brent per il quarto trimestre a circa 100 dollari al barile, mentre il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz è rimasto limitato.
Il petrolio scende di oltre 2 dollari mentre i trader ignorano le nuove sanzioni USA contro l'Iran

Il greggio ha registrato un netto ribasso nonostante l'escalation della pressione statunitense sull'Iran, a sottolineare quanto del recente premio al rischio fosse già stato scontato dai prezzi dopo due settimane consecutive di guadagni superiori al 5%. I trader hanno considerato l'annuncio delle sanzioni di Scott Bessent ampiamente preannunciato, con pochi dettagli nuovi a giustificare il mantenimento delle recenti posizioni lunghe. Il mercato è ora concentrato sulla possibilità che la minaccia di sanzioni secondarie da parte di Washington riduca in modo tangibile i flussi verso i restanti acquirenti dell'Iran, in primo luogo la Cina, che secondo gli analisti rappresenta il fattore chiave di oscillazione dei prezzi. Ciò mantiene l'attenzione sull'applicazione effettiva più che sui soli annunci, perché l'effetto concreto delle sanzioni spesso dipende da quanto ampiamente vengano estese ai network del trasporto marittimo, della finanza e del commercio. La previsione più rialzista di Morgan Stanley sul Brent per il quarto trimestre suggerisce che il mercato attribuisce ancora un rischio rialzista significativo anche dopo la flessione di lunedì, lasciando spazio a un nuovo rafforzamento qualora l'applicazione delle sanzioni si inasprisca o il transito attraverso lo Stretto di Hormuz diventi più limitato.

Il petrolio è sceso su presa di profitto anche mentre Washington ampliava la propria campagna di sanzioni contro l'Iran, con i trader poco convinti che le ultime misure possano cambiare molto sul piano concreto.

Secondo Reuters, il Brent ha chiuso in ribasso di circa 2 dollari, pari a circa il 2,3%, a circa 92 dollari, mentre il greggio americano West Texas Intermediate ha perso un ammontare simile, scendendo vicino a 85 dollari. Entrambi i benchmark la settimana scorsa avevano registrato il secondo rialzo settimanale consecutivo, con aumenti superiori al 5% ciascuno.

Il ribasso è arrivato nonostante un'ulteriore escalation della pressione statunitense su Teheran. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha sfruttato una conferenza stampa per annunciare un'estensione delle sanzioni secondarie che Washington può imporre a enti e paesi che mantengono rapporti commerciali con l'Iran, avvertendo che il paese si trovava davanti a una scelta tra la normalità o l'isolamento totale. La mossa ha seguito il precedente avvio dell'"Operation Economic Outcast", nell'ambito della quale il Tesoro ha sanzionato quasi 60 enti, persone e navi legati all'Iran, distribuiti tra le reti nucleari, missilistiche, informatiche e petrolifere, segnalando inoltre cinque settori per possibili ulteriori sanzioni secondarie e intimando ai paesi che assistono l'Iran di cessare entro una finestra di tempo limitata.

Gli analisti hanno affermato che l'ultimo annuncio offriva ben poco che i mercati non avessero già scontato nei prezzi. Uno strategista ha dichiarato che nelle parole di Bessent c'era poco di nuovo rispetto a quanto già segnalato, aggiungendo che la forte corsa del mercato nella settimana precedente aveva preparato il terreno per la presa di profitto. Altri hanno sostenuto che la vera prova sarà quanto aggressivamente Washington applicherà le sanzioni secondarie ai restanti partner commerciali dell'Iran, in particolare la Cina, poiché qualsiasi cosa diversa da una riduzione consistente degli acquisti cinesi probabilmente limiterebbe l'impatto sulle entrate petrolifere iraniane.

L'Iran ha condannato l'iniziativa sanzionatoria, con il presidente Masoud Pezeshkian che ha chiesto una soluzione diplomatica. Il capo di stato maggiore dell'esercito del Pakistan ha tenuto colloqui di mediazione a Teheran prima dell'annuncio.

Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz è rimasto limitato, con meno di 20 navi per il trasporto di materie prime che lo hanno attraversato durante il fine settimana. TotalEnergies ha dichiarato di continuare a movimentare greggio in modo redditizio attraverso lo stretto nonostante i costi più elevati, agevolata dai forti sconti concessi dai produttori. La SOMO irachena e QatarEnergy hanno entrambe offerto greggio per il caricamento all'interno dello stretto.

In prospettiva, Morgan Stanley ha innalzato la propria previsione sul Brent fino a un picco di circa 100 dollari al barile nel quarto trimestre, mentre l'AIE ha dichiarato di non stare attualmente discutendo un ulteriore rilascio dalle riserve strategiche. Con il ministro degli Esteri dell'Oman atteso a Teheran per discutere della sicurezza dello Stretto di Hormuz e con notizie secondo cui Trump avrebbe coinvolto il Pakistan per rilanciare i colloqui tra USA e Iran, il mercato resta concentrato su quale sarà la prossima mossa: la diplomazia o un'ulteriore escalation.