Rs 1 crore, 5–7 anni: come gli NRI dovrebbero allocare tra azioni indiane, obbligazioni, oro e alternative, afferma Rohit Sarin
Punti chiave
- •Sarin ha affermato che il problema principale per gli investitori NRI non è l'accesso agli asset indiani, ma la creazione di un sistema efficiente per investire, monitorare e rimpatriare il denaro.
- •Ha consigliato un'allocazione indicativa di Rs 1 crore con il 55–65% in azioni, il 15–20% in reddito fisso, il 5–10% in oro e il 5–10% in alternative.
- •L'intervista è stata pubblicata il 22 agosto 2026 sullo sfondo di una rupia scambiata a Rs 96 per dollaro statunitense.
- •L'India è rimasta il principale destinatario mondiale di rimesse, con afflussi annuali stimati dalla Banca Mondiale a più di 120 miliardi di dollari negli ultimi anni.
- •I conti NRE sono liberamente rimpatriabili, mentre le rimesse dai conti NRO sono limitate a 1 milione di USD per anno finanziario secondo le norme della RBI.

Gli indiani non residenti (NRI) che intendono investire in India dovrebbero prima valutare il proprio portafoglio globale, l'esposizione esistente all'India, le esigenze di liquidità, la propensione al rischio, la posizione fiscale e i requisiti di rimpatrio prima di impegnare capitale, afferma Rohit Sarin.
Per un portafoglio di Rs 1 crore, un'allocazione indicativa prevede il 55–65% in azioni, il 15–20% in reddito fisso, il 5–10% in oro e il 5–10% in alternative, completata da asset reali e diversificazione.
Secondo Sarin, la vera prova per un investitore NRI serio non riguarda tanto la possibilità di acquistare un'azione indiana o un fondo comune, quanto la creazione di un quadro fluido per investire, monitorare e infine rimpatriare il patrimonio.
Le dichiarazioni compaiono nell'ultima edizione della serie di interviste ETMarkets NRI Talk, pubblicata il 22 agosto 2026, che esamina come gli indiani all'estero possano strutturare le proprie allocazioni in India in un momento in cui la rupia ha raggiunto Rs 96 per dollaro statunitense. Il contesto conferisce alla discussione una dimensione rilevante: l'India è da anni il principale destinatario mondiale di rimesse, con afflussi che la Banca Mondiale ha stimato a più di 120 miliardi di dollari all'anno negli ultimi anni.
L'intervista affronta le seguenti questioni:
- L'India continua ad attirare un interesse significativo da parte degli NRI. Quali sono i maggiori ostacoli che gli NRI devono ancora affrontare quando cercano di investire in azioni indiane e fondi comuni, nonostante il processo diventi sempre più digitale?
- Con la rupia arrivata a Rs 96 per USD, ciò ha inciso sugli investimenti degli NRI in India? Qual è l'umore generale?
- Per un NRI che desidera investire in azioni indiane, come si dovrebbe scegliere tra un conto NRE e un conto NRO? Quali sono le principali differenze dal punto di vista degli investimenti e del rimpatrio?
- Gli NRI sono sottoesposti alle azioni indiane rispetto alla loro esposizione complessiva all'India? Quali classi di attività dovrebbero considerare oltre alle azioni dirette e ai fondi comuni?
- La fiscalità è spesso una delle principali preoccupazioni per gli NRI. Come dovrebbero valutare il trattamento fiscale di azioni, fondi comuni, obbligazioni, depositi fissi (FD) e investimenti alternativi in India?
- Si sta riscontrando un maggiore interesse degli NRI per i prodotti più recenti come AIF, PMS, credito privato, REIT e InvIT? Quali potrebbero registrare la maggiore crescita nei portafogli degli NRI?
- Se un NRI avesse Rs 1 crore di capitale in eccedenza da investire in India con un orizzonte di 5–7 anni, come li ripartirebbe tra azioni, reddito fisso, oro, immobili e alternative?
- Potremmo vedere più fondi globali focalizzati sull'India o prodotti domiciliati in India a GIFT City progettati specificamente per gli indiani all'estero?
- Quale nuovo prodotto finanziario manca attualmente sul mercato indiano e potrebbe migliorare significativamente l'esperienza di investimento degli NRI?
Gli attriti esplorati dall'intervista sono ben documentati. Diverse società indiane di gestione del patrimonio limitano o rifiutano gli investimenti da parte di residenti negli Stati Uniti e in Canada, citando obblighi di conformità ai sensi del Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA) statunitense, mentre i redditi percepiti dagli NRI sugli investimenti in India sono soggetti alla ritenuta alla fonte secondo le norme indiane. L'India inoltre mantiene accordi di evitamento della doppia imposizione con più di 80 paesi, il che influisce su come lo stesso reddito viene tassato nelle diverse giurisdizioni.
Diversi dei prodotti citati sono componenti consolidati del panorama degli investimenti indiani. Gli AIF (Alternative Investment Funds) e i PMS (Portfolio Management Services) servono investitori con importi più elevati — le norme della SEBI prescrivono un impegno minimo di Rs 1 crore per gli AIF e un investimento minimo di Rs 50 lakh per i servizi di gestione di portafoglio — mentre i REIT (Real Estate Investment Trusts) e gli InvIT (Infrastructure Investment Trusts) offrono un'esposizione quotata agli asset immobiliari e infrastrutturali. GIFT City, situata nel Gujarat, ospita il Centro internazionale per i servizi finanziari dell'India, orientato agli investitori offshore e operativo sotto la supervisione dell'International Financial Services Centres Authority. NRE (Non-Resident External) e NRO (Non-Resident Ordinary) sono le due principali categorie di conti in rupie disponibili per gli NRI: i saldi dei conti NRE sono liberamente rimpatriabili, mentre le rimesse dai conti NRO sono limitate a 1 milione di USD per anno finanziario secondo le norme della RBI, e le due tipologie si differenziano per il trattamento ai fini degli investimenti e del rimpatrio.