Il ritorno degli FPI in India potrebbe essere tattico, non ancora strutturale: Venugopal Manghat, HSBC MF
Punti chiave
- •Venugopal Manghat, CIO di HSBC Mutual Fund, ritiene che il ritorno degli investitori stranieri sulle azioni indiane possa essere una mossa tattica anziché una riallocazione strutturale confermata verso l'India.
- •Egli individua nel miglioramento degli utili, nella stabilità della domanda interna e nella crescita del manifatturiero i fattori chiave di supporto per le azioni indiane, sottolineando l'importanza della disciplina sulle valutazioni.
- •Flussi FPI in entrata sostenuti dipenderanno dalla concreta realizzazione degli utili, dalla stabilità della rupia, dalla liquidità globale e dalle valutazioni dell'India rispetto agli altri mercati emergenti all'interno delle allocazioni tra Paesi.
- •Gli indicatori pratici da monitorare nei prossimi trimestri includono la realizzazione trimestrale degli utili, la traiettoria della rupia e le condizioni di liquidità globale, che i fondi interpretano insieme alla politica monetaria statunitense.
- •L'intervista affronta inoltre le sorprese sugli utili del Q1 FY27, il rapporto rischio-rendimento tra large, mid e small cap, banche e NBFC, i temi capex-difesa-manifatturiero-infrastrutture e l'impatto dell'AI sulle società IT indiane.

Gli investitori stranieri stanno tornando con cautela sulle azioni indiane, ma una riallocazione duratura degli investimenti di portafoglio esteri (FPI) verso l'India deve ancora essere confermata, secondo Venugopal Manghat, chief investment officer di HSBC Mutual Fund.
Gli FPI — fondi esteri registrati presso i regolatori indiani per investire in titoli quotati — rappresentano da tempo tra i principali partecipanti non domestici nel mercato azionario indiano, e le loro cifre mensili di acquisto e vendita, pubblicate da depositari come NSDL, sono ampiamente seguite come barometro della domanda estera sul mercato. È proprio questo a rendere significativa la distinzione tra tattico e strutturale per i lettori che seguono la direzione del mercato indiano.
Manghat indica il miglioramento degli utili, la stabilità della domanda interna e la crescita del manifatturiero come fattori chiave di supporto, sottolineando al contempo l'importanza della disciplina sulle valutazioni. Secondo la sua valutazione, flussi esteri in entrata sostenuti dipenderanno dalla concreta realizzazione degli utili, dalla stabilità della rupia, dalla liquidità globale e dalle valutazioni dell'India rispetto agli altri mercati emergenti. Poiché la maggior parte dei mandati sui mercati emergenti alloca risorse su un paniere di Paesi, le valutazioni e le prospettive valutarie dell'India vengono tipicamente confrontate con i mercati concorrenti all'interno di tali allocazioni.
Gli investitori dovranno vedere una crescita degli utili più robusta e una rupia ragionevolmente stabile prima di considerare la ripresa dei flussi esteri in entrata come un cambiamento strutturale anziché tattico, osserva l'articolo. Questi criteri — la realizzazione trimestrale degli utili, la traiettoria della rupia e le condizioni di liquidità globale, che i fondi interpretano insieme alla politica monetaria statunitense — rappresentano gli indicatori pratici da monitorare nei prossimi trimestri.
Il pezzo è strutturato come un'intervista e articola la discussione attorno alle seguenti domande (i riferimenti al Q1 FY27 indicano il trimestre di giugno secondo il calendario fiscale indiano da aprile a marzo). Gli argomenti spaziano dai servizi finanziari alle tecnologie dell'informazione — tra i pesi settoriali più rilevanti negli indici di riferimento indiani — fino ai temi della spesa in conto capitale, della difesa, del manifatturiero e delle infrastrutture che hanno dominato il commento sul mercato interno:
- Le azioni indiane vengono sempre più descritte come un mercato guidato dagli utili anziché dalla liquidità. L'attuale traiettoria degli utili è abbastanza solida da sostenere le valutazioni prevalenti?
- I risultati del Q1 FY27 hanno prodotto diverse sorprese positive, ma gli analisti restano cauti nell'aumentare le stime per l'intero anno. Stiamo assistendo a una vera ripresa degli utili o semplicemente a un trimestre favorevole?
- Come si valuta l'equazione rischio-rendimento tra large, mid e small cap? Il divario di valutazione giustifica uno spostamento decisivo del portafoglio verso le large cap, oppure gli utili delle mid e small cap possono recuperare terreno?
- Gli investitori stranieri hanno iniziato a tornare dopo una fase prolungata di vendite. Si tratta dell'inizio di una riallocazione duratura verso l'India o di un trade tattico guidato dalla liquidità globale e dai movimenti valutari?
- Come si configurano le prospettive di banche e NBFC tra una domanda di credito in miglioramento e la pressione sui margini? In quale punto del ciclo degli utili del settore finanziario ci troviamo?
- Il mercato resta entusiasta dei temi della spesa in conto capitale, della difesa, del manifatturiero e delle infrastrutture. Quali indicatori suggerirebbero che queste opportunità strutturali siano diventate affollate o sopravvalutate?
- In che modo l'intelligenza artificiale (AI) sta cambiando la tesi di investimento per le società IT indiane? Rappresenta un rischio a breve termine per i ricavi tradizionali o un potenziale motore del prossimo ciclo di crescita del settore?
Fonte: Economic Times Markets