La NCC chiede una regolamentazione delle telecomunicazioni basata su evidenze in tutta l’Africa
Punti chiave
- •Il Dr. Aminu Maida, vicepresidente esecutivo della NCC, ha esortato i regolatori africani delle telecomunicazioni a basare le decisioni su dati verificati e intelligence di mercato alla Conference of Plenipotentiaries dell’ATU ad Abuja.
- •La GSMA stima che il settore mobile contribuisca per circa l’8% al PIL dell’Africa subsahariana, evidenziando l’importanza economica di una regolamentazione efficace delle telecomunicazioni.
- •Tra il 60% e il 64% della popolazione africana resta offline o non utilizza attivamente internet mobile, soprattutto a causa dei costi dei dispositivi, delle barriere legate all’accessibilità economica dei servizi e delle lacune nell’alfabetizzazione digitale.
- •La Nigeria è stata tra i primi Paesi africani ad adottare il 5G, avendo messo all’asta lo spettro a 3,5 GHz nel dicembre 2021, seguita da lanci commerciali di MTN Nigeria e Airtel.
- •La NCC sostiene che i regolatori africani condividano informazioni ed esperienze per affrontare sfide comuni come sviluppo delle infrastrutture, cybersicurezza, servizi satellitari e tecnologie AI emergenti.

La Nigerian Communications Commission (NCC) ha invitato le autorità africane di regolamentazione delle telecomunicazioni a basare le proprie decisioni regolatorie su dati verificati ed evidenze, con l’obiettivo di affrontare le persistenti sfide del settore.
Intervenendo alla Heads of Regulators Roundtable durante la Conference of Plenipotentiaries (CPL-26) dell’African Telecommunications Union (ATU) ad Abuja, il Dr. Aminu Maida, vicepresidente esecutivo e CEO della NCC, ha sottolineato che la regolamentazione svolge un ruolo fondamentale nel promuovere la crescita economica. Ha evidenziato che una regolamentazione efficace deve essere guidata in modo indipendente e supportata da una solida intelligence di mercato.
La regolamentazione delle comunicazioni, ha osservato Maida, è diventata sempre più centrale per lo sviluppo economico, l’economia digitale e il progresso nazionale in tutto il continente africano. Secondo le stime della GSMA, il solo settore mobile contribuisce per circa l’8% al PIL dell’Africa subsahariana, mettendo in evidenza la rilevanza economica di una regolamentazione efficace. I 54 Paesi africani affrontano ostacoli comuni significativi, tra cui il divario digitale, lacune di copertura, bassa adozione degli smartphone, carenze nell’alfabetizzazione digitale e problematiche legate ai servizi satellitari. Pur dovendo affrontare problemi specifici dei singoli Paesi, Maida ha osservato che la maggior parte si confronta con sfide comuni.
Ha indicato lo sviluppo delle infrastrutture, la cybersicurezza, l’accessibilità economica, i servizi satellitari, la resilienza delle reti e la rapida diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale come questioni rilevanti per quasi tutte le nazioni africane.
Per affrontare queste sfide condivise, Maida ha esortato i regolatori a scambiarsi esperienze e insegnamenti che possano aiutare le istituzioni a gestire complesse questioni di politica pubblica e regolamentazione. Ha riconosciuto che un approccio deliberato alla condivisione delle conoscenze sarebbe vantaggioso per le autorità di regolamentazione in tutto il continente.
"Molto spesso, la sfida che un regolatore sta cercando di risolvere è già stata affrontata, in una forma o nell’altra, da un collega in un’altra parte del continente," ha detto.
Maida ha definito il tema della tavola rotonda — "Building Africa's Network Intelligence Ecosystem for Evidence-Based Regulation" — tempestivo e rilevante per il futuro della regolamentazione delle comunicazioni in Africa.
"Ci offre l’opportunità di considerare come un migliore uso di dati, evidenze e intelligence di mercato possa rafforzare le decisioni regolatorie, e come i regolatori africani possano imparare in modo più sistematico gli uni dagli altri," ha aggiunto.
Rimini Makama, Executive Commissioner for Stakeholder Management della NCC, che ha presieduto la tavola rotonda, ha sottolineato che sviluppi emergenti come l’AI, l’espansione della banda larga, i servizi satellite-to-phone, il cloud computing e le infrastrutture pubbliche digitali richiedono ai regolatori di andare oltre i metodi regolatori tradizionali.
La Heads of Regulators Roundtable rientra negli sforzi in corso dei regolatori africani delle comunicazioni per promuovere collaborazione e regolamentazione basata su evidenze nell’affrontare le questioni più pressanti del continente nell’ecosistema voce e internet.
L’appello della NCC arriva in un momento critico per l’industria africana delle telecomunicazioni. Nonostante il recente aumento dell’adozione dei telefoni cellulari, una quota significativa di africani non ha ancora accesso a un dispositivo, in particolare tra le popolazioni a basso reddito e le donne.
Secondo dati recenti dell’International Telecommunication Union (ITU) e della GSMA, tra il 60% e il 64% della popolazione africana resta offline o non utilizza attivamente internet mobile, in gran parte a causa dei costi dei dispositivi, delle barriere legate all’accessibilità economica dei servizi e delle lacune nell’alfabetizzazione digitale.
Invece di operare ciascuno in modo isolato, la NCC sostiene che i regolatori in tutta l’Africa condividano informazioni e analisi per consentire decisioni più informate. Ad esempio, se la Nigeria rileva che un determinato modello di licenza dello spettro accelera il lancio del 5G, Kenya, Ghana e Sud Africa potrebbero imparare da quell’esperienza invece di sperimentare in modo indipendente. La stessa Nigeria è stata tra i primi Paesi africani ad adottare il 5G, avendo messo all’asta lo spettro a 3,5 GHz nel dicembre 2021 e registrato successivi lanci commerciali da parte di operatori tra cui MTN Nigeria e Airtel.
I regolatori sono chiamati ad adattarsi alle innovazioni recenti anziché fare affidamento su regole obsolete, ha sottolineato Maida.