NotizieMacroI fornitori del governo kenyota ora necessitano di fatture eTIMS per essere pagati, mentre la politica di disattivazione della KRA è contestata in tribunale

I fornitori del governo kenyota ora necessitano di fatture eTIMS per essere pagati, mentre la politica di disattivazione della KRA è contestata in tribunale

Autore: TechNext24·

Punti chiave

  • I fornitori di enti governativi devono generare fatture eTIMS valide con dettagli esattamente corrispondenti prima di presentare richieste di pagamento tramite IFMIS.
  • L'integrazione consente la validazione automatica delle fatture fiscali ed è definita dalla KRA una tappa fondamentale nell'Agenda di Trasformazione Digitale del governo.
  • La COFEK ha presentato il 27 agosto una petizione costituzionale contro la disattivazione dell'accesso a eTIMS da parte della KRA per penali non pagate, anche quando non sono dovute imposte principali.
  • I fornitori il cui accesso a eTIMS è disattivato nell'ambito della pratica contestata rischiano di non poter richiedere pagamenti governativi e di subire disagi anche nel commercio privato.
  • La COFEK chiede all'Alta Corte di dichiarare illegale la pratica di disattivazione, di annullare le decisioni adottate e di ripristinare l'accesso ai contribuenti colpiti senza cancellare le penali legittimamente dovute.
I fornitori del governo kenyota ora necessitano di fatture eTIMS per essere pagati, mentre la politica di disattivazione della KRA è contestata in tribunale

La Kenya Revenue Authority (KRA) ha completato l'integrazione del proprio Electronic Tax Invoice Management System (eTIMS) con l'Integrated Financial Management Information System (IFMIS) del governo, rendendo le fatture eTIMS valide un prerequisito per i fornitori che intendono ottenere il pagamento da enti governativi.

In un avviso pubblico emanato lunedì in collaborazione con il Tesoro nazionale, la KRA ha dichiarato che i fornitori dovranno generare fatture eTIMS valide per tutte le forniture prima di presentare richieste di pagamento tramite IFMIS, con i dettagli delle fatture obbligati a corrispondere esattamente nei due sistemi. L'autorità ha affermato che l'integrazione supporterà la validazione automatica delle fatture fiscali e consentirà processi finanziari più fluidi nelle istituzioni governative, definendola una tappa fondamentale nell'Agenda di Trasformazione Digitale del governo.

La mossa collega due dei sistemi operativi centrali del governo in un modo che incide direttamente sul flusso di cassa di chiunque venda allo Stato: un fornitore le cui fatture non possano essere validate in eTIMS, di fatto, non potrà completare una richiesta di pagamento tramite IFMIS. Inoltre estende la portata di eTIMS, introdotto dal Kenya nell'ambito del proprio quadro di fatturazione elettronica delle imposte che richiede alle imprese registrate ai fini IVA di emettere fatture tramite il sistema, ai flussi di approvvigionamento piuttosto che alla sola dichiarazione fiscale.

Ai fornitori è inoltre stato indicato di verificare regolarmente il proprio stato di conformità fiscale e di mantenere aggiornati i propri registri. La KRA ha dichiarato che continuerà a offrire programmi di sensibilizzazione e supporto tecnico durante la transizione, con quesiti da indirizzare al proprio centro di contatto.

La nuova regola eTIMS accresce il peso della contestazione giudiziaria in corso

L'integrazione arriva mentre la pratica della KRA di disattivare l'accesso a eTIMS delle imprese per penali non pagate è oggetto di una contestazione giudiziaria. La Consumers Federation of Kenya (COFEK) ha presentato il 27 agosto una petizione costituzionale, indicando come convenute la KRA e il suo Commissioner-General, sostenendo che le disattivazioni possono escludere le imprese anche nei casi in cui tutte le imposte principali siano state pagate o non siano dovute.

La COFEK sostiene che eTIMS è obbligatorio per generare fatture fiscali conformi, creando una contraddizione quando l'accesso viene revocato come misura di esecuzione. L'organizzazione ha citato il caso di un contribuente senza imposte principali insolute, con sole penali non pagate, che è stato escluso dal sistema e indirizzato a consultare il proprio ufficio fiscale. Afferma che le imprese colpite sono costrette a sospendere l'attività o a operare senza fatture conformi, esponendole a nuove penali per la stessa inosservanza che la disattivazione dovrebbe contrastare.

La petizione solleva inoltre preoccupazioni per i clienti delle imprese colpite, che potrebbero non riuscire a ottenere fatture conformi per i propri registri fiscali pur non avendo alcuna responsabilità per le penali di un fornitore. La COFEK chiede all'Alta Corte di dichiarare la pratica di disattivazione illegale e incostituzionale, di annullare le decisioni adottate in base a essa e di ordinare alla KRA di ripristinare l'accesso ai contribuenti colpiti, pur precisando che il ripristino non cancellerebbe eventuali penali legittimamente dovute.

Con eTIMS ora anche porta di accesso al pagamento governativo grazie alla nuova integrazione con IFMIS, i fornitori disattivati nell'ambito della pratica contestata rischiano di perdere l'accesso agli appalti del settore pubblico oltre che agli scambi privati, in attesa dell'esito della causa. La decisione dell'Alta Corte sulla petizione della COFEK, e il modo in cui la KRA risponderà nel frattempo alle nuove regole di validazione IFMIS, determineranno se il sistema funzionerà esclusivamente come strumento di fatturazione o anche come leva nell'esecuzione fiscale.