Keel, ex Bitfarms, chiude le operazioni di mining di bitcoin negli Stati Uniti mentre i ricavi del secondo trimestre calano del 50,8%
Punti chiave
- •Keel Infrastructure, la società con sede a Toronto precedentemente nota come Bitfarms, ha completamente dismesso le proprie restanti operazioni di mining di bitcoin negli Stati Uniti per preparare i siti allo sviluppo di data center HPC.
- •I ricavi del secondo trimestre 2026 sono scesi del 50,8% su base annua a 30,4 milioni di dollari, e l'azienda ha riportato una perdita netta di 65 milioni di dollari e una perdita operativa di circa 141 milioni di dollari.
- •Tra il 1° aprile e il 7 agosto, Keel ha venduto 1.085 BTC per circa 75 milioni di dollari e ora detiene 1.861 BTC con una liquidità totale di circa 819 milioni di dollari tra contante e bitcoin non vincolato.
- •Tre progetti prioritari AI e HPC stanno attraversando l'iter autorizzativo e l'azienda è in trattativa con potenziali locatari per i propri siti statunitensi ricchi di energia.
- •La svolta riflette una trasformazione più ampia a livello di settore, con miner come Core Scientific, Hut 8, TeraWulf, Cipher Mining e IREN che negli ultimi anni hanno firmato contratti pluriennali di hosting AI o HPC.

Keel Infrastructure, l'azienda precedentemente nota come Bitfarms, ha chiuso tutte le proprie operazioni di mining di bitcoin negli Stati Uniti nell'ambito della riconversione della propria infrastruttura energetica verso l'intelligenza artificiale (AI) e il calcolo ad alte prestazioni (HPC). Bitfarms, miner con sede a Toronto quotato in Canada e negli Stati Uniti, ha iniziato a operare con il nome Keel nel 2025, in seguito al riorientamento della propria strategia verso AI e HPC. La svolta strategica ha pesato significativamente sui risultati del secondo trimestre 2026 dell'azienda.
Dismissione delle operazioni di mining completata
Keel ha dichiarato di aver completato la dismissione delle restanti operazioni di mining negli Stati Uniti al fine di preparare i siti per lo sviluppo di data center HPC. Storicamente, la presenza mineraria dell'azienda si estendeva su Canada, Stati Uniti, Paraguay e Argentina.
I ricavi del secondo trimestre calano del 50,8% su base annua
L'impatto finanziario della transizione è stato chiaramente visibile nel secondo trimestre. I ricavi di Keel sono scesi del 50,8% su base annua a 30,4 milioni di dollari, rispetto ai circa 61 milioni di dollari dello stesso periodo dell'anno precedente. Il calo riflette sia la progressiva riduzione dell'attività di mining sia il prezzo più debole del bitcoin.
L'azienda ha riportato una perdita netta di 65 milioni di dollari per il trimestre. La perdita operativa si è attestata intorno ai 141 milioni di dollari, un'inversione netta rispetto all'utile operativo di circa 11 milioni di dollari registrato nel periodo dell'anno precedente.
Le vendite di bitcoin rafforzano il bilancio
Durante la transizione, Keel ha inoltre venduto bitcoin per rafforzare il proprio bilancio. Tra il 1° aprile e il 7 agosto, l'azienda ha venduto 1.085 BTC per circa 75 milioni di dollari. A seguito di queste vendite, Keel detiene 1.861 BTC, con una liquidità totale di circa 819 milioni di dollari, cifra che include il denaro contante e il bitcoin non vincolato.
Tre progetti prioritari AI e HPC in fase di autorizzazione
Keel mira ora a convertire i propri siti statunitensi ricchi di energia in strutture AI e HPC. Secondo l'aggiornamento relativo al secondo trimestre, tre progetti prioritari stanno attualmente attraversando l'iter autorizzativo, mentre l'azienda è in trattativa con potenziali locatari. Questi siti risultano attraenti per gli sviluppatori di AI perché dispongono già di grandi allocazioni energetiche e di connessioni alla rete, divenute scarse a fronte della forte crescita della domanda di data center.
Una svolta più ampia a livello di settore
La mossa di Keel evidenzia una trasformazione più ampia tra i miner di bitcoin, che cercano sempre più di monetizzare l'energia elettrica e la capacità di data center, risorse scarse, servendo il mercato in rapida crescita delle infrastrutture per l'AI, invece di affidarsi esclusivamente al mining di criptovalute. Altri grandi miner, tra cui Core Scientific, Hut 8, TeraWulf, Cipher Mining e IREN, hanno annunciato negli ultimi anni contratti pluriennali di hosting AI o HPC, alcuni dei quali con importanti fornitori di servizi cloud e di calcolo per l'AI. L'attrattiva è duplice: i contratti di hosting a lungo termine offrono ricavi più stabili rispetto al mining, la cui redditività oscilla in base al prezzo del bitcoin e alla concorrenza di rete, mentre i siti già alimentati dei miner forniscono la capacità energetica che gli sviluppatori di AI spesso non riescono a ottenere rapidamente.
Per Keel, la strategia comporta un costo immediato evidente: i ricavi del mining sono diminuiti bruscamente, mentre l'attività subentrante di infrastrutture per l'AI non ha ancora generato ricavi significativi. La capacità dell'azienda di assicurarsi locatari e di convertire la propria capacità energetica in contratti AI a lungo termine sarà quindi centrale per determinare se la svolta potrà compensare il declino dell'attività mineraria storica.
Fonte: BitcoinKE