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Josh Young: «massivo» svalutazione delle valute in arrivo dal rialzo del petrolio

Autore: Bitcoin Magazine·

Punti chiave

  • •Josh Young, fondatore e CEO di Bison Interests, sostiene in una nuova intervista a Bitcoin Magazine che le scorte globali di petrolio si stanno esaurindo più rapidamente di quanto la maggior parte delle persone realizzi.
  • •Young stima che meno del 10% delle scorte globali di petrolio potrebbe essere utilizzabile, mentre Saudi Aramco ha avvertito che la ricostruzione delle scorte potrebbe richiedere due anni.
  • •Young ritiene che il fair value del WTI si collochi vicino a 105 dollari al barile e sostiene che un accordo di pace con l'Iran potrebbe non offrire un sollievo duraturo ai prezzi.
  • •L'intervista copre il mercato dei prodotti raffinati, incluso uno scenario con il gasolio a 200 dollari al barile, i ruoli di Russia e Cina nella stretta sul gasolio e l'opinione di Young secondo cui un divieto statunitense sulle esportazioni di gasolio è molto improbabile.
  • •Young individua i produttori petroliferi small-cap come parte del mercato energetico profondamente sottovalutata e conclude con ossazioni sulla politica della Federal Reserve, su Kevin Warsh e sulle prospettive di svalutazione delle valute.
Josh Young: «massivo» svalutazione delle valute in arrivo dal rialzo del petrolio

Bitcoin Magazine ha pubblicato una nuova intervista con Josh Young, fondatore e CEO di Bison Interests, il quale sostiene che le scorte globali di petrolio si stanno esaurindo più rapidamente di quanto la maggior parte delle persone realizzi e che una «massiccia» ondata di svalutazione delle valute potrebbe seguire il rialzo del petrolio. La svalutazione delle valute — l'erosione del potere d'acquisto di una moneta — è una preoccupazione di lunga data negli ambienti Bitcoin, data l'offerta fissa dell'asset, limitata a 21 milioni di monete.

Secondo Young, meno del 10% delle scorte globali di petrolio potrebbe essere utilizzabile, lasciando al mercato quasi nessuno spazio per assorbire un altro shock dell'offerta. La conversazione si apre con l'avvertimento di Saudi Aramco secondo cui la ricostruzione delle scorte di petrolio potrebbe richiedere due anni. Le scorte fungono da cuscinetto tra le interruzioni dell'offerta e gli utenti finali, ed è per questo che livelli ridotti attirano molta attenzione da parte di analisti e responsabili politici; dataset pubblici come i rapporti settimanali sullo stato del petrolio della US Energy Information Administration offrono un modo per monitorare le tendenze delle scorte.

Young spiega perché ritiene che il fair value del WTI si collochi vicino a 105 dollari al barile e perché un accordo di pace con l'Iran potrebbe non portare un sollievo duraturo ai prezzi. Il WTI, o West Texas Intermediate, è il greggio di riferimento che ancoro i prezzi del petrolio negli Stati Uniti. Illustra inoltre quanto tempo occorre per ripristinare le infrastrutture energetiche danneggiate in Medio Oriente, ed esamina i flussi nello Stretto di Hormuz, quelli che lui definisce dati fuorvianti e la propaganda tempo di guerra. Il punto di strozzatura di Hormuz ha un peso sproporzionato perché circa un quinto del petrolio mondiale transita lungo la via d'acqua tra Iran e Oman.

Una parte sostanziale della discussione si concentra sui prodotti raffinati, tra cui un segmento sul gasolio a 200 dollari al barile e sul perché i prodotti raffinati contano di più, i ruoli di Russia e Cina nella stretta sul gasolio e il motivo per cui Young considera molto improbabile un divieto statunitense sulle esportazioni di gasolio. L'attenzione sul gasolio riflette la portata economica di questo combustibile — alimenta trasporto su gomma, ferrovia, agricoltura e edilizia — nonché la posizione degli Stati Uniti tra i maggiori esportatori mondiali di prodotti raffinati, motivo per cui la politica sulle esportazioni ha un peso globale.

Sul fronte azionario e delle politiche, Young individua la parte del mercato energetico che ritiene profondamente sottovalutata — i produttori petroliferi small-cap, le società più piccole di esplorazione e produzione che si collocano al di sotto delle major per dimensioni — e affronta la promessa di Trump sui prezzi in vista delle elezioni di metà mandato. L'intervista si chiude con la Federal Reserve, gli aumenti dei tassi, ciò che Young sostiene Milton Friedman avesse intuito correttamente, e Kevin Warsh, l'inerzia del governo e le prospettive di svalutazione delle valute. Friedman, l'economista premio Nobel autore della celebre affermazione secondo cui l'inflazione è «sempre e ovunque un fenomeno monetario», e Warsh, ex governatore della Federal Reserve, ancorano il finale della discussione sulla politica monetaria.

L'intervista completa è disponibile su Bitcoin Magazine. Il post è stato scritto da Patrick Green.

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