La spesa delle famiglie giapponesi cala del 3,6% a luglio, il peggior risultato da gennaio 2024
Punti chiave
- •La spesa delle famiglie giapponesi è diminuita del 3,6% su base annua a luglio, il calo più ampio in oltre 18 mesi da gennaio 2024.
- •Il risultato è stato nettamente più debole della contrazione dell'1,6% attesa dai mercati e più marcato del ribasso rivisto del 3,3% di giugno.
- •I consumi fiacchi riflettono la pressione sui redditi reali esercitata dall'inflazione elevata su alimenti ed energia, dato che i consumi privati rappresentano più della metà del PIL giapponese.
- •Il prezzo di mercato di un aumento dei tassi della BoJ a settembre rimane quasi totalmente scontato a circa l'87%, trainato dall'inflazione crescente e dai rendimenti obbligazionari più che dai consumi.
- •Il PMI dei servizi giapponese ha recentemente raggiunto un massimo di cinque mesi tra un'inflazione in rafforzamento, a sostegno del caso per una politica della BoJ più restrittiva.

La spesa delle famiglie giapponesi è diminuita del 3,6% su base annua a luglio, secondo i dati pubblicati in Giappone, segnando il calo più marcato degli ultimi oltre 18 mesi, da gennaio 2024.
Il risultato è risultato significativamente più debole delle attese di mercato, che indicavano una contrazione di appena l'1,6%. Il dato di luglio rappresenta inoltre un peggioramento rispetto alla lettura rivista di giugno, pari a -3,3%.
La spesa delle famiglie è un indicatore molto osservato in Giappone perché i consumi privati rappresentano più della metà del prodotto interno lordo del paese, costituendo quindi una chiave misura della salute economica interna. La debolezza persistente di questo indicatore riflette la pressione continua sulle famiglie giapponesi esercitata dal costo della vita elevato, con l'inflazione su alimenti ed energia che continua a comprimere i redditi reali. La divergenza tra consumi fiacchi e indicatori di attività più solidi guidati dall'inflazione, come i servizi, evidenzia la natura disomogenea della ripresa economica giapponese mentre il paese emerge da decenni di bassa inflazione.
Le aspettative di aumento dei tassi della BoJ rimangono ampiamente invariate
Nonostante i dati deboli sui consumi, il prezzo di mercato di un aumento dei tassi della Banca del Giappone (BoJ) alla riunione di settembre rimane quasi totalmente scontato, a circa l'87%, secondo le misure basate sul mercato.
Le aspettative di aumento dei tatti sono guidate principalmente dall'inflazione in aumento e dai rendimenti obbligazionari in crescita, più che dalla forza dei consumi. La debolezza della spesa delle famiglie è un tema noto e ricorrente in Giappone e non costituisce un'informazione nuova per i mercati. Inoltre, non incide direttamente sulle argomentazioni legate all'inflazione e alla debolezza dello yen che sostengono il caso per una politica monetaria più restrittiva.
In altre parole, la BoJ stringerebbe la politica nonostante la spesa debole, non grazie a una spesa forte.
Lo yen è rimasto volatile nelle ultime sedute tra aspettative sui tassi in evoluzione su entrambe le sponde del Pacifico, con i falchi della BoJ e voci meno restrittive dalla Federal Reserve che hanno contribuito ai movimenti della valuta. Separatamente, il PMI dei servizi giapponese ha recentemente toccato un massimo di cinque mesi con il rafforzamento dell'inflazione, un elemento che ha sostenuto il caso per un aumento dei tassi della BoJ.
Per quanto riguarda il quadro della spesa, le prossime pubblicazioni mensili e le negoziazioni salariali primaverili del prossimo anno tra gestione e sindacati saranno gli indicatori chiave per capire se i consumi delle famiglie potranno ritrovare slancio.
Fonte: Investinglive