Il PIL preliminare italiano del secondo trimestre cresce dello 0,2% su base trimestrale, superando le attese
Punti chiave
- •Il PIL italiano è cresciuto dello 0,2% su base trimestrale nel secondo trimestre del 2026, superando le attese di mercato di un aumento dello 0,1%.
- •La crescita del PIL su base annua è accelerata all'1,0%, superando la previsione di consenso dello 0,7% e segnando un miglioramento rispetto al dato precedente dello 0,8%.
- •Il settore dei servizi ha guidato la crescita trimestrale, mentre agricoltura, silvicoltura, pesca e industria hanno registrato declini.
- •La domanda interna ha contribuito positivamente alla crescita del PIL, compensando un contributo negativo delle esportazioni nette.
- •La crescita italiana più forte del previsto è significativa per la stabilità fiscale, data la sua posizione come terza economia dell'eurozona con il secondo rapporto debito/PIL pubblico più elevato dell'area.

L'economia italiana si è espansa a un ritmo superiore alle attese nel secondo trimestre del 2026, secondo i dati preliminari pubblicati dall'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) il 30 luglio 2026.
Il prodotto interno lordo (PIL) è cresciuto dello 0,2% su base trimestrale, rispetto alle attese di mercato di +0,1%. La rilevazione del trimestre precedente è stata rivista o riportata a +0,3%.
Su base annua, il PIL è cresciuto dell'1,0%, superando la previsione di consenso di +0,7%. Ciò rappresenta un'accelerazione rispetto al dato annuale precedente di +0,8%.
L'Istat ha riportato che la variazione trimestrale del PIL è stata guidata da un aumento del valore aggiunto nel settore dei servizi, parzialmente compensato da contrazioni in agricoltura, silvicoltura e pesca, nonché nell'industria. La divergenza settoriale riflette un trend più ampio in diverse economie dell'eurozona, dove l'attività dei servizi ha mostrato una maggiore resilienza rispetto al settore manifatturiero negli ultimi trimestri.
Dal lato della domanda, la crescita del PIL nel secondo trimestre ha riflesso un contributo negativo delle esportazioni nette, controbilanciato da un contributo positivo della componente interna, che include le variazioni delle scorte.
L'Italia è la terza economia dell'eurozona e presenta il secondo rapporto debito/PIL pubblico più elevato dell'area dopo la Grecia, rendendo la crescita sostenuta particolarmente significativa per la stabilità fiscale e i calcoli di sostenibilità del debito. I dati sul PIL sono pubblicati dall'Istat, l'agenzia statistica ufficiale del Paese, che fornisce stime preliminari che possono essere riviste man mano che diventano disponibili dati più completi.
I dati sono rilevanti per l'euro (EUR), poiché una crescita più forte del previsto in un'economia importante dell'eurozona può influenzare le aspettative relative alle decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE). L'Istat pubblica in genere una ripartizione settoriale e di spesa più dettagliata nella sua seconda pubblicazione del PIL, che i mercati e i responsabili politici monitoreranno per confermare il modello di crescita guidato dai servizi e il freno proveniente dal commercio estero.