Mercati Asia-Pacifico in tono misto: tensioni con l'Iran, attriti commerciali tra USA e Canada e timori per la crescita della Cina pesano sul sentiment
Punti chiave
- •Il Segretario al Tesoro Scott Bessent deve presentare nuove sanzioni contro l'Iran mentre Teheran avverte che la collaborazione con tali misure potrebbe essere considerata un atto di guerra.
- •I funzionari iraniani hanno detto che il paese potrebbe interrompere tutte le esportazioni di petrolio attraverso il Golfo Persico se la campagna di pressione dovesse continuare, e i dati del fine settimana hanno mostrato meno di 20 navi in transito nello Stretto di Hormuz.
- •I colloqui commerciali tra USA e Canada restano in stallo, senza trattative in programma e con Ottawa che prepara aiuti alle imprese interne, mentre USD/CAD ha aperto in rialzo nelle contrattazioni asiatiche.
- •Goldman Sachs ha affermato che la crescita della Cina è scesa ulteriormente sotto l'obiettivo annuale, aumentando le aspettative di ulteriori misure di politica economica.
- •Le azioni Asia-Pacifico hanno aperto in ribasso e l'oro è salito a un massimo di oltre tre mesi mentre gli investitori cercavano rifugio nell'incertezza.

I mercati hanno affrontato con cautela la nuova settimana mentre gli investitori valutavano un braccio di ferro in escalation con l'Iran, un'impasse commerciale sempre più profonda tra Stati Uniti e Canada e nuove preoccupazioni sul ritmo della crescita economica cinese. La combinazione di venti contrari geopolitici e macroeconomici ha lasciato un sentiment misto sui mercati Asia-Pacifico lunedì, con i primi movimenti a mostrare quanto da vicino gli attivi regionali seguano sviluppi che vanno ben oltre la regione.
L'Iran è rimasto il tema dominante. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent deve presentare quelle che ha definito le sanzioni più dure della storia contro Teheran, parte della più ampia campagna di pressione economica che l'amministrazione Trump ha descritto come un "D-Day economico". Il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, ha avvertito che qualsiasi paese che collabori con le sanzioni sarebbe trattato come complice di un atto di guerra e ha affermato che Teheran potrebbe interrompere tutte le esportazioni di petrolio attraverso il Golfo Persico se la campagna di pressione dovesse continuare. Separatamente, Rezaei ha suggerito che l'Iran potrebbe riconsiderare la propria posizione non nucleare, accusando Washington di aver accresciuto l'interesse mondiale per le armi nucleari.
I dati sulla navigazione del fine settimana hanno mostrato meno di 20 navi per il trasporto di materie prime in transito nello Stretto di Hormuz, anche se le cifre restano soggette a revisione poiché il tracciamento dei transponder era incompleto. In questo contesto, i prezzi del petrolio sono scesi leggermente, a sottolineare come gli sviluppi nel Golfo continuino a influenzare i mercati energetici e l'appetito per il rischio all'inizio della settimana.
Il rapporto commerciale tra Stati Uniti e Canada ha mostrato ulteriori segni di un congelamento prolungato. Il team negoziale di Ottawa vede scarse prospettive di una ripresa dei colloqui prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e sta preparando un pacchetto di aiuti interni concepito per sostenere le imprese canadesi per tutto il tempo necessario, potenzialmente oltre l'intero mandato di Trump. Il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer ha dichiarato che è difficile dire quando i colloqui potrebbero riprendere e ha confermato che al momento non ne sono programmati, una posizione che rispecchia le aspettative ridimensionate della stessa Ottawa. USD/CAD ha aperto con un rialzo a gap nella prima fase delle contrattazioni asiatiche, a riflettere il peggioramento delle prospettive di una risoluzione nel breve termine.
Altrove, Goldman Sachs ha segnalato un rinnovato rischio di stimoli in Cina dopo che la crescita è scesa ulteriormente al di sotto dell'obiettivo annuale di Pechino, facendo riaffiorare le aspettative di un allentamento monetario anche se finora i funzionari hanno indicato solo misure di supporto incrementali. Ciò tiene la Cina al centro dell'attenzione dei mercati regionali, perché letture di crescita più deboli possono alimentare aspettative di supporto di politica economica, domanda commerciale e un più ampio sentiment Asia-Pacifico.
Negli Stati Uniti, il presidente della Fed di Minneapolis Neel Kashkari ha utilizzato le dichiarazioni del fine settimana per ridimensionare le preoccupazioni sull'aumento dei rendimenti dei Treasury, affermando che il mercato obbligazionario continua a funzionare bene nonostante la recente salita dei costi di finanziamento.
In Nuova Zelanda, le vendite al dettaglio sono calate dello 0,5% nel secondo trimestre, il primo ribasso trimestrale dal terzo trimestre del 2024, in vista della riunione del 2 settembre della banca centrale, in cui è atteso un rialzo dei tassi.
Le azioni Asia-Pacifico hanno aperto generalmente in ribasso sotto il peso combinato di questi sviluppi. Il KOSPI della Corea del Sud ha aperto in calo dello 0,7% ed è sceso fino al 3% nel corso della seduta, mentre il Nikkei 225 del Giappone ha aperto in ribasso dello 0,2%.
L'oro ha oscillato durante la seduta ma alla fine è salito fino a un massimo di oltre tre mesi, mentre gli investitori cercavano sicurezza nell'accumularsi dell'incertezza geopolitica e macroeconomica.
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