L'Iran respinge l'accusa missilistica degli Emirati Arabi Uniti e mette in guardia dalle affermazioni infondate
Punti chiave
- •Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha respinto come infondata l'accusa missilistica degli EAU, avvertendo che simili affermazioni rischiano di destabilizzare ulteriormente la regione.
- •Gli EAU hanno dichiarato di aver rilevato due missili balistici lanciati dal territorio iraniano e hanno annunciato la sospensione di tutte le transazioni commerciali e finanziarie con l'Iran.
- •Baghaei ha descritto l'accusa come parte di uno schema di presunte operazioni sotto falsa bandiera e ha attribuito a Stati Uniti e Israele la responsabilità di aver creato una complessa situazione regionale.
- •Nessuna delle due parti ha presentato prove verificate in modo indipendente, mentre lo Stretto di Hormuz resta in gran parte chiuso alla navigazione commerciale e gli sforzi diplomatici tra Stati Uniti e Iran sono in stallo.
- •I commenti di mercato hanno indicato che la smentita mantiene viva l'incertezza sui premi al rischio del Golfo, ma è improbabile che sposti i prezzi del petrolio al di là dell'esistente premio al rischio legato allo Stretto di Hormuz.

Il Ministero degli Esteri iraniano ha respinto categoricamente l'accusa degli Emirati Arabi Uniti secondo cui Teheran avrebbe lanciato missili contro il paese: il portavoce Esmaeil Baghaei ha definito le affermazioni infondate, avvertendo che rischiano di destabilizzare ulteriormente la regione.
Parlando mercoledì, Baghaei ha affermato che un'eventuale azione del genere contrasterebbe con il principio di buon vicinato e minerebbe gli sforzi in corso per costruire fiducia tra gli Stati della regione e prevenire un'ulteriore escalation dell'insicurezza. Ha esortato tutte le parti a astenersi dal formulare accuse infondate contro l'Iran.
Il portavoce ha inserito la propria smentita in una narrativa più ampia di instabilità regionale, richiamando quella che ha descritto come la complessa situazione regionale creata dalla condotta ostile e prolungata di Stati Uniti e Israele nei confronti della pace e della sicurezza regionali. Ha citato in modo specifico uno schema di presunte operazioni sotto falsa bandiera avvenute negli ultimi anni, suggerendo che Teheran considera l'accusa degli EAU parte di tale schema piuttosto che un episodio isolato.
Lo scambio di accuse segue l'annuncio reso all'inizio di questa settimana dagli EAU, secondo cui il paese ha sospeso tutte le transazioni commerciali e finanziarie con l'Iran — un passo comunicato da un funzionario del Ministero degli Esteri emiratino e collegato da Abu Dhabi alle escalation regionali che minacciano la pace e la sicurezza. Gli EAU hanno inoltre comunicato separatamente di aver rilevato due missili balistici lanciati dal territorio iraniano contro il paese, un'accusa che Teheran ha ora respinto in modo formale e deciso.
La controversia aggiunge un ulteriore elemento di complessità a un quadro già teso nel Golfo, dove lo Stretto di Hormuz resta in gran parte chiuso alla navigazione commerciale e gli sforzi diplomatici tra Iran e Stati Uniti sono in stallo. Con Abu Dhabi e Teheran ora impegnate in accuse dirette, il rischio di incomprensioni o di un'ulteriore escalation tra due importanti attori regionali è aumentato, pur non avendo nessuna delle due parti presentato prove verificate in modo indipendente su quanto accaduto. L'episodio è rilevante anche perché tocca allo stesso tempo due ambiti delicati: i legami commerciali e di trasporto marittimo del Golfo e i canali diplomatici regionali già logorati, sotto pressione per le più ampie tensioni tra Stati Uniti e Iran.
I commenti di mercato pubblicati insieme alla notizia hanno sostenuto che la smentita formale dell'Iran approfondisce il confronto con gli EAU anziché risolverlo, mantenendo un velo di incertezza sui premi al rischio del Golfo già elevati a causa della chiusura di Hormuz e delle più ampie tensioni tra Stati Uniti e Iran. Lo scambio di accuse è stato letto come un segnale che il confronto diretto tra l'Iran e un importante hub petrolifero e marittimo del Golfo rimane un rischio concreto anche senza una conferma indipendente di quanto accaduto, mentre il riferimento di Baghaei alle presunte attività sotto falsa bandiera indica che Teheran si aspetta ulteriori accuse e sta predisponendo in anticipo la propria risposta — una dinamica che potrebbe alimentare un flusso costante di rischio legato ai titoli di stampa nei giorni a venire. Secondo questa lettura, la sola smentita difficilmente sposterà il prezzo del petrolio al di là dell'esistente premio al rischio legato allo Stretto di Hormuz, ma mantiene il canale EAU-Iran saldamente nell'elenco dei punti caldi monitorati dagli operatori insieme alla principale pista Stati Uniti-Iran.
Tra gli sviluppi precedenti riportati dalla stessa testata figurano: i prezzi del petrolio al massimo di tre settimane mentre l'Iran dichiarava una posizione offensiva negando l'accusa missilistica degli EAU; un'indagine privata sulle scorte che ha mostrato un calo del greggio nel dato principale e un consistente calo del diesel; e l'annuncio degli EAU, riferito da un funzionario del Ministero degli Esteri, dell'interruzione di tutti i rapporti commerciali e finanziari con l'Iran.
Gli analisti e gli osservatori regionali seguiranno da vicino eventuali ulteriori dichiarazioni da parte di entrambi i governi, così come i segnali sull'eventualità che l'episodio rimanga confinato a uno scontro verbale o sfoci in ulteriori azioni, con il canale EAU-Iran ormai collocato accanto alla principale pista Stati Uniti-Iran tra i punti caldi monitorati.