NotizieMacroIl comandante dei Basij iraniani rivendica il controllo dello Stretto di Hormuz tra le tensioni con gli Stati Uniti

Il comandante dei Basij iraniani rivendica il controllo dello Stretto di Hormuz tra le tensioni con gli Stati Uniti

Autore: CryptoBriefing·

Punti chiave

  • Hossein Taeb, a capo dell'organizzazione Basij dell'Iran sotto le IRGC, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo e la gestione iraniana, rafforzando le rivendicazioni territoriali di lunga data di Teheran sulla via d'acqua.
  • Lo Stretto di Hormuz è uno snodo strategicamente vitale attraverso cui passa all'incirca un quinto del consumo globale di petrolio, collegando i principali produttori del Golfo ai mercati internazionali.
  • I mercati previsionali hanno risposto all'annuncio riducendo la probabilità percepita di un accordo tra Stati Uniti e Iran entro il 15 agosto al 3,9%, riflettendo prospettive indebolite per un'imminente svolta diplomatica.
  • La Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti mantiene una presenza continua nella regione per salvaguardare la libertà di navigazione attraverso lo stretto e le acque circostanti.
  • Precedenti episodi di crescente tensione vicino allo stretto hanno portato ad aumenti dei premi assicurativi marittimi e dei costi di spedizione, con ripercussioni sulle catene di approvvigionamento energetico globale.
Il comandante dei Basij iraniani rivendica il controllo dello Stretto di Hormuz tra le tensioni con gli Stati Uniti

Hossein Taeb, a capo dell'organizzazione paramilitare Basij dell'Iran, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo e la gestione iraniana, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semiufficiale iraniana Fars News Agency. I Basij operano sotto la più ampia struttura di comando del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran (IRGC), che gli Stati Uniti hanno designato come organizzazione terroristica straniera.

Lo Stretto di Hormuz è uno degli snodi marittimi strategicamente più importanti al mondo, attraverso cui passa all'incirca un quinto del consumo globale di petrolio. La via d'acqua collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e al Mare Arabico, rendendola un'arteria vitale per le spedizioni energetiche dai principali produttori, tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Iraq e Qatar. Nel punto di massima strettezza, lo stretto è largo circa 21 miglia nautiche, con corsie di navigazione in entrambe le direzioni separate da una zona mediana.

L'affermazione di Taeb rafforza la posizione di lunga data dell'Iran secondo cui esercita l'autorità sul passaggio delle navi attraverso lo stretto. L'Iran ha periodicamente avanzato rivendicazioni simili di sovranità o controllo sulla via d'acqua, in modo particolare durante i periodi di accresciuta pressione delle sanzioni e durante la guerra Iran-Iraq negli anni '80, quando una serie di attacchi al commercio marittimo divenne nota come la "Guerra delle petroliere". Ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), gli stretti utilizzati per la navigazione internazionale sono soggetti a un regime di passaggio in transito, sebbene l'Iran non abbia formalmente accettato tutte le disposizioni della convenzione.

La dichiarazione arriva sullo sfondo di una crescente frizione geopolitica tra Teheran e Washington, con lo stretto che funge da punto di attrito ricorrente nella più ampia relazione tra Stati Uniti e Iran. La Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti, con sede in Bahrein, ha mantenuto una presenza navale continua nella regione allo scopo di garantire la libertà di navigazione attraverso lo stretto e le acque adiacenti.

La dichiarazione di un alto funzionario iraniano potrebbe complicare le negoiazioni in corso tra l'Iran e gli Stati Uniti riguardo allo status dello stretto e alla ripresa del normale traffico marittimo.

I mercati previsionali hanno risposto allo sviluppo con un cambiamento notevole. La probabilità percepita di un accordo tra Stati Uniti e Iran entro il 15 agosto è scesa al 3,9% sul lato YES, riflettendo aspettative ridotte per un'imminente svolta diplomatica. Una data di risoluzione secondaria del mercato fissata al 31 agosto fornisce una finestra più ampia in cui un accordo potrebbe teoricamente essere raggiunto.

I partecipanti al mercato e gli analisti osservano attentamente i segnali diplomatici da parte degli attori chiave, tra cui lo U.S. Central Command e le autorità marittime iraniane. Eventuali dichiarazioni congiunte, azioni escalationi o cambiamenti nella postura navale dentro e intorno allo stretto potrebbero influenzare significativamente le aspettative per un potenziale accordo e la traiettoria della stabilità regionale. Precedenti episodi di tensione elevata vicino allo stretto hanno provocato aumenti nei premi assicurativi marittimi e nei costi di spedizione, con ripercussioni sulle catene di approvvigionamento energetico dipendenti dalle esportazioni del Golfo.