NotizieMacroLa Spagna conferma un'inflazione più elevata a luglio, con acceleratezione sia dei prezzi al consumo generali che di quelli core

La Spagna conferma un'inflazione più elevata a luglio, con acceleratezione sia dei prezzi al consumo generali che di quelli core

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • Il CPI definitivo di luglio della Spagna è stato confermato al 3,6% su base annua, superando sia la stima preliminare del 3,5% sia la rilevazione di giugno del 3,2%.
  • L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP), che funge da misura di riferimento per la BCE, è stato confermato al 3,9% su base annua, in aumento rispetto al 3,6% di giugno.
  • L'inflazione core ha accelerato al 3,0% a luglio, significativamente più alta rispetto al 2,3% registrato nello stesso mese dell'anno precedente, indicando persistenti pressioni sui prezzi sottostanti.
  • I maggiori costi dei carburanti sono stati il principale motore dell'inflazione generale, con la categoria dei trasporti che ha contribuito per 0,365 punti percentuali alla lettura complessiva del CPI.
  • Spagna e Germania continuano a registrare un'inflazione sopra l'obiettivo mentre Francia e Italia mostrano segnali di raffreddamento, indicando pressioni sui prezzi disomogenee nell'eurozona che complicano le decisioni di politica monetaria della BCE.
La Spagna conferma un'inflazione più elevata a luglio, con acceleratezione sia dei prezzi al consumo generali che di quelli core

L'Istituto Nazionale di Statistica spagnolo (INE) ha confermato che l'inflazione ha accelerato a luglio, con sia la misura generale che quella core in rialzo. I dati assumono un rilievo particolare data la posizione della Spagna come quarta economia dell'eurozona, il che significa che le sue dinamiche di prezzo si riflettono direttamente sull'aggregato HICP che guida le decisioni di politica monetaria della BCE.

I dati definitivi di luglio hanno mostrato un CPI a +3,6% su base annua, leggermente al di sopra della stima preliminare di +3,5% e un aumento significativo rispetto al 3,2% registrato a giugno. L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP), utilizzato per il confronto tra gli Stati membri dell'UE e misura di riferimento per la politica della Banca Centrale Europea (BCE), è stato confermato a +3,9% su base annua, in aumento rispetto alla lettura preliminare di +3,8% e al di sopra del dato di giugno del 3,6%.

L'aumento dell'inflazione generale è stato ampiamente attribuito a un rinnovato incremento dei prezzi dei carburanti. La categoria dei trasporti è salita del 2,3% su base annua a luglio, con l'INE che ha segnalato che l'aumento era guidato principalmente dai maggiori costi dei carburanti. Il gruppo dei trasporti ha contribuito per 0,365 punti percentuali alla lettura complessiva del CPI.

L'inflazione core, che esclude gli elementi volatili come energia e alimentari, è stata confermata in accelerazione al 3,0% a luglio, in salita rispetto al 2,9% di giugno. Questo valore rimane significativamente al di sopra della lettura core del 2,3% registrata a luglio dell'anno precedente, indicando che le pressioni sui prezzi sottostanti rimangono elevate. Per la BCE, che ha avviato l'attuale ciclo di riduzione dei tassi con un taglio di un quarto di punto a giugno, la persistenza dell'inflazione core negli Stati membri è una variabile critica per determinare le tempistiche e il ritmo di eventuali ulteriori allentamenti.

La BCE ha un obiettivo di inflazione al 2% nel medio termine. La persistenza di un'inflazione sopra l'obiettivo in Spagna, unita a dinamiche simili in Germania, suggerisce che le pressioni sui prezzi nell'eurozona rimangano disomogenee. Mentre Francia e Italia hanno mostrato alcuni segnali di raffreddamento dell'inflazione, Germania e Spagna non hanno ancora visto l'inflazione tornare ai livelli desiderati dalla BCE.

Il contesto geopolitico più ampio, incluso il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran e il suo impatto sullo Stretto di Hormuz, rimane un fattore che potrebbe influenzare i prezzi dell'energia e, di conseguenza, le traiettorie inflazionistiche. La chiusura di facto dello Stretto di Hormuz continua a rappresentare un rischio al rialzo per i costi dei carburanti, con possibili ricadute sui prezzi al consumo nei prossimi mesi.

Fonte: ForexLive / InvestingLive