Intel (INTC) crolla del 28,6% su guidance del quarto trimestre molto al di sotto delle stime
Punti chiave
- •Il titolo Intel è sceso del 28,6% venerdì chiudendo a 65,76 dollari, la peggiore performance giornaliera dagli anni '70, su un volume di scambi di circa 450 milioni di azioni.
- •Il crollo è stato innescato da una guidance per il quarto trimestre risultata significativamente al di sotto delle previsioni degli analisti.
- •Il ribasso ha cancellato circa 12 miliardi di dollari dal valore della quota di circa il 10% del governo statunitense, costituitasi nell'agosto 2025 convertendo in azioni gli impegni di finanziamento del CHIPS Act.
- •L'amministratore delegato Lip-Bu Tan, subentrato a marzo 2025, guida un piano di rilancio incentrato sulla riduzione dei costi, su una struttura più snella e sul ripristino della leadership nella tecnologia di processo.
- •Intel affronta una pressione crescente da Nvidia e AMD nei chip per IA e data center e da TSMC nella produzione avanzata, e i prossimi risultati del quarto trimestre saranno confrontati con la guidance deludente.

Le azioni Intel sono crollate del 28,6% venerdì, chiudendo a 65,76 dollari, in quella che i dati di mercato classificano come la peggiore performance giornaliera del produttore di chip dagli anni '70. Nella sessione sono passati di mano circa 450 milioni di titoli, e il tracollo ha cancellato circa 12 miliardi di dollari dal valore della quota di circa il 10% detenuta dal governo degli Stati Uniti nella società.
La svendita è seguita alla guidance per il quarto trimestre di Intel,結果 risultata molto al di sotto delle stime degli analisti. La guidance — la previsione stessa di un'azienda sui ricavi e sui profitti attesi per il periodo successivo — è il parametro rispetto al quale analisti e investitori definiscono le loro aspettative su un titolo.
Intel, con sede a Santa Clara, in California, è una delle maggiori aziende di semiconduttori al mondo e la pioniera storica del microprocessore. Progetta e produce processori per personal computer e data center, e negli ultimi anni ha lavorato per ricostruire la propria competitività manifatturiera attraverso la attività di foundry, che produce chip per altre aziende, e la tecnologia di processo 18A, la punta di diamante di tale spinta produttiva.
La posizione azionaria del governo statunitense risale ad agosto 2025, quando l'amministrazione federale ha convertito gli impegni di finanziamento del CHIPS Act in una quota di circa il 10%, facendo di Washington uno dei maggiori azionisti di Intel. Il CHIPS Act è un programma federale volto a rafforzare la produzione nazionale di semiconduttori e le relative catene di fornitura. Tale partecipazione lega il valore dell'investimento del governo direttamente al prezzo delle azioni della società, ed è per questo che il ribasso di venerdì ha cancellato circa 12 miliardi di dollari dal valore della quota.
Lip-Bu Tan, diventato amministratore delegato di Intel a marzo 2025, ha guidato un piano di rilancio incentrato sui tagli dei costi, su una struttura organizzativa più snella e sul ripristino della leadership nella tecnologia di processo. Intel affronta una concorrenza crescente da parte di Nvidia e AMD nei chip per l'intelligenza artificiale e i data center, e di Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) nella produzione avanzata. Quando Intel pubblicherà i risultati del quarto trimestre, questi saranno confrontati con questa guidance, offrendo un punto di verifica a breve termine sui progressi del piano di rilancio.
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