La commissione finanze indiana propone un quadro provvisorio di vigilanza crypto guidato da una SRO
Punti chiave
- •La Commissione parlamentare per le finanze dell’India ha presentato il Report No. 36 il 23 luglio 2026, raccomandando un quadro transitorio guidato da una SRO per vigilare sui crypto asset fino all’adozione di una legislazione completa.
- •La SRO proposta opererebbe sotto la RBI o la SEBI e gestirebbe responsabilità tra cui protezione degli investitori, standard di governance, obblighi di informativa e segregazione dei fondi dei clienti.
- •L’India applica attualmente un’imposta del 30% sulle plusvalenze crypto e una TDS dell’1% su determinate transazioni, ma il settore non dispone ancora di un quadro statutario dedicato che disciplini come gli asset digitali siano emessi, scambiati o detenuti.
- •La commissione ha chiesto leggi sui titoli tecnologicamente neutrali e chiarimenti sul fatto che titoli tokenizzati e prodotti di investimento crypto rientrino nel proposto Securities Market Code.
- •Le stime indicano che il mercato crypto indiano comprende tra 39 milioni di investitori verificati tramite KYC, con circa $2.4 billion in asset, e fino a 119 milioni di proprietari di crypto a metà 2026.

La Commissione parlamentare permanente per le finanze dell’India ha proposto un quadro provvisorio guidato da un’Organizzazione di autoregolamentazione (SRO) per vigilare su criptovalute e asset digitali virtuali (VDA), mentre i responsabili politici continuano a esaminare come il settore debba essere regolamentato.
La proposta arriva poche settimane dopo che la Reserve Bank of India (RBI) ha ribadito le proprie preoccupazioni sulle criptovalute davanti alla stessa commissione parlamentare. Sebbene l’India tassi l’attività crypto e richieda il rispetto delle norme antiriciclaggio, il settore non dispone ancora di uno status statutario formale, lasciando gli investitori esposti a frodi e altri rischi. L’India ha segnalato interesse nello sviluppo di regole nazionali sulle crypto da quando ha ospitato il G20 nel 2023, quando ha sostenuto un approccio globale coordinato e appoggiato il documento di sintesi IMF–FSB che raccomandava una regolamentazione crypto completa invece di divieti assoluti.
La commissione parlamentare raccomanda una vigilanza crypto transitoria
Il 23 luglio 2026, la Commissione parlamentare per le finanze dell’India ha presentato il Report No. 36, raccomandando un quadro normativo transitorio per crypto asset e VDA. La commissione ha affermato che dovrebbe essere istituita una SRO riconosciuta per supervisionare il settore fino all’adozione di un quadro giuridico completo.
Secondo la proposta, la SRO opererebbe sotto la supervisione della RBI o della Securities and Exchange Board of India (SEBI). Le sue responsabilità includerebbero la sicurezza degli investitori, gli standard di governance, la trasparenza, gli obblighi di informativa, la conformità, la segregazione dei fondi dei clienti e i meccanismi di risoluzione dei reclami.
La raccomandazione mira a fornire una vigilanza provvisoria mentre il governo valuta una legislazione più ampia per gli asset digitali. Cerca inoltre di chiarire il trattamento di VDA, criptovalute, titoli tokenizzati e prodotti di investimento collegati alle crypto all’interno della struttura normativa indiana in evoluzione. L’approccio guidato da una SRO segnerebbe un cambiamento rispetto all’ambiguità regolamentare che persiste da quando la Corte Suprema indiana ha annullato, nel marzo 2020, una circolare della RBI che vietava alle banche di fornire servizi alle imprese crypto, lasciando di fatto il settore a operare senza un’autorità statutaria dedicata.
Il vuoto normativo lascia esposti gli investitori crypto
Le raccomandazioni della commissione seguono i rinnovati avvertimenti della RBI, che ha citato rischi derivanti dai crypto asset per la stabilità finanziaria, la sovranità monetaria, i controlli antiriciclaggio, la prevenzione del finanziamento del terrorismo e l’applicazione fiscale.
Attualmente l’India applica un’imposta del 30% sulle plusvalenze da criptovalute e una ritenuta alla fonte dell’1%, o TDS, su determinate transazioni. Le imprese crypto sono inoltre soggette a requisiti antiriciclaggio. Tuttavia, il settore non dispone ancora di un quadro statutario dedicato che disciplini come i crypto asset debbano essere emessi, scambiati, commercializzati o detenuti dagli investitori.
Nonostante questa incertezza, il mercato crypto indiano è cresciuto in modo significativo. Le stime citate dalla fonte vanno da circa 39 milioni di investitori verificati tramite KYC che detenevano circa ₹20,437 crore, pari a $2.4 billion, in asset a metà 2026, a oltre 119 milioni di proprietari di crypto.
Anche le recenti azioni di enforcement hanno evidenziato i rischi individuati dalla commissione. Nel luglio 2026, l’Enforcement Directorate ha indagato su una truffa crypto da ₹337 crore che coinvolgeva presunti “Key Opinion Leaders” accusati di aver fuorviato gli investitori tramite schemi di token scontati. Casi di questo tipo sostengono la richiesta della commissione di un quadro provvisorio guidato da una SRO, concepito per rafforzare la protezione degli investitori fino all’introduzione di una legislazione crypto completa.
La commissione chiede chiarezza su VDA, NFT, DeFi e titoli tokenizzati
Il panel ha inoltre raccomandato al governo di valutare se sia necessario un quadro statutario separato per criptovalute, token non fungibili (NFT) e token di finanza decentralizzata (DeFi).
Ha affermato che le future leggi sui titoli dovrebbero restare tecnologicamente neutrali, in modo che i titoli tokenizzati emessi o registrati su tecnologia a registro distribuito o reti blockchain rientrino nell’ambito regolamentare appropriato senza creare scappatoie.
La commissione ha inoltre sollecitato maggiore chiarezza nelle definizioni legali dei VDA. Ha anche chiesto chiarimenti sul fatto che i titoli tokenizzati emessi dagli exchange di criptovalute e i prodotti di investimento crypto siano coperti dal proposto Securities Market Code.
Nel breve termine, il Ministero delle Finanze, la RBI, la SEBI e la FIU IND dovrebbero esaminare le raccomandazioni della commissione e valutare un quadro guidato da una SRO tramite orientamenti regolamentari. Se adottata, la proposta potrebbe rafforzare la vigilanza crypto in India, migliorare la protezione degli investitori, sostenere la tokenizzazione e fornire una base per una legislazione più ampia sugli asset digitali nel 2026 e nel 2027. L’approccio dell’India viene osservato insieme a quadri comparabili, come il regolamento dell’UE Markets in Crypto-Assets, la cui attuazione graduale è iniziata nel 2024, mentre le giurisdizioni di tutto il mondo calibrano la vigilanza su una classe di asset in rapida espansione.