NotizieMacroAssimilazione dei redditi degli immigrati, 1981–2021: un nuovo working paper del NBER ricostruisce quattro decadi di convergenza salariale

Assimilazione dei redditi degli immigrati, 1981–2021: un nuovo working paper del NBER ricostruisce quattro decadi di convergenza salariale

Autore: Marginal Revolution·

Punti chiave

  • Lo studio è il primo a tracciare l'assimilazione dei redditi degli immigrati in un periodo di 41 anni, analizzando separatamente gli immigrati permanenti e coloro che alla fine lasciano gli Stati Uniti.
  • Circa un quinto a un terzo degli immigrati parte dagli Stati Uniti entro dieci anni dall'arrivo, constituendo un gruppo consistente che gli autori definiscono migranti di ritorno.
  • Gli immigrati permanenti arrivati a partire dalla metà degli anni Novanta raggiungono la convergenza o quasi convergenza dei redditi con i lavoratori nativi entro dieci anni, a differenza delle coorti precedenti che non hanno raggiunto la parità.
  • I migranti di ritorno percepiscono salari iniziali simili a quelli degli immigrati permanenti, ma registrano una crescita dei redditi nettamente più lenta nel tempo.
  • Gli studi precedenti basati su sezioni trasversali possono aver sovrastimato o sottostimato l'assimilazione dei redditi degli immigrati perché non potevano tenere conto dei cambiamenti compositivi in chi rimane nel Paese.
Assimilazione dei redditi degli immigrati, 1981–2021: un nuovo working paper del NBER ricostruisce quattro decadi di convergenza salariale

Un nuovo working paper del NBER di Randall Akee, Jimmy Chin e Daniel L. Crown esamina le tendenze nell'assimilazione dei redditi dei lavoratori immigrati negli Stati Uniti dal 1981 al 2021, attingendo a dati amministrativi longitudinali che tracciano i redditi individuali a partire dal primo anno di residenza di ciascun immigrato. Lo studio contribuisce a un dibattito di lungo corso nell'economia del lavoro sulla rapidità con cui gli immigrati colmano il divario salariale rispetto ai lavoratori nati nel Paese — una questione con implicazioni dirette per la valutazione dei rendimenti fiscali ed economici della politica immigratoria statunitense.

Il dataset consente ai ricercatori di distinguere tra gli immigrati che rimangono negli Stati Uniti in modo permanente e quelli che alla fine partono — un gruppo che definiscono migranti di ritorno. Questa distinzione è stata difficile da cogliere negli studi precedenti basati su dati survey trasversali ripetuti, i quali non possono seguire gli stessi individui nel tempo e rischiano di fondere le esperienze di chi resta con quelle di chi se ne va. Il paper rappresenta il primo sforzo di esaminare le tendenze di assimilazione dei redditi in un periodo di 41 anni, stimando l'assimilazione separatamente per questi due gruppi.
Diversi risultati chiave emergono per gli immigrati arrivati tra il 1981 e il 2010:

La migrazione di ritorno è consistente. Circa un quinto a un terzo degli immigrati lascia gli Stati Uniti entro 10 anni dall'arrivo.

I migranti di ritorno partono da salari simili ma crescono più lentamente. Pur avendo redditi iniziali comparabili a quelli dei migranti permanenti, i migranti di ritorno registrano tassi di crescita dei redditi più lenti nel tempo.

Le coorti recenti convergono più velocemente. Per le coorti arrivate a partire dalla metà degli anni Novanta, gli immigrati permanenti vedono i propri redditi convergere — o avvicinarsi alla convergenza — con quelli dei lavoratori nati nel Paese entro 10 anni. Le coorti precedenti hanno registrato una crescita significativa dei redditi ma generalmente non hanno raggiunto la parità con la popolazione nativa.

Gli autori discutono inoltre come due fattori — la qualità del mercato del lavoro delle coorti di immigrati in entrata (misurata dai redditi relativi all'arrivo) e la migrazione di ritorno selettiva — giochino un ruolo importante nel determinare se i dati trasversali ripetuti sovrastimino o sottostimino l'assimilazione dei redditi. Questa intuizione metodologica è rilevante perché gran parte della letteratura precedente sull'assimilazione degli immigrati si è basata proprio su tali confronti trasversali, il che significa che le stime precedenti sulla velocità di recupero economico degli immigrati potrebbero essere state influenzate da cambiamenti compositivi in chi rimane nel Paese.

Il paper è disponibile tramite il National Bureau of Economic Research. Profili degli autori: Randall Akee, Jimmy Chin e Daniel L. Crown.

Il blog Marginal Revolution, che ha segnalato il paper, ha osservato che, mentre la distinzione comune tra immigrati altamente qualificati e poco qualificati, o immigrati "desiderabili" rispetto a "indesiderabili", rimane un elemento fisso del dibattito politico, l'esperienza dell'attuale amministrazione dimostra la difficoltà di limitare selettivamente i flussi migratori. Il post ha sostenuto che, pur rimanendo inconcepibile una politica di frontiere aperte, una politica immigratoria ampiamente liberale serve l'interesse nazionale.