NotizieMacroL’oro cambia poco mentre i mercati attendono i dati sull’inflazione USA per indicazioni sulla traiettoria dei tassi della Fed

L’oro cambia poco mentre i mercati attendono i dati sull’inflazione USA per indicazioni sulla traiettoria dei tassi della Fed

Autore: Economic Times Markets·

Punti chiave

  • L’oro è rimasto stabile in attesa dei prossimi dati sull’inflazione USA, che dovrebbero fornire indicazioni sulle decisioni sui tassi della Federal Reserve, con i mercati che prezzano una possibile pausa nei rialzi il mese prossimo.
  • La Federal Reserve definisce il proprio tasso di riferimento tramite il FOMC, che si riunisce otto volte l’anno, e considera l’indice PCE del Dipartimento del Commercio la propria misura preferita dell’inflazione.
  • Argento, platino e palladio hanno registrato lievi rialzi, riflettendo persistenti preoccupazioni economiche globali e tensioni commerciali.
  • Poiché l’oro non paga interessi ed è abitualmente quotato in dollari USA, variazioni delle attese sui tassi statunitensi e un dollaro più forte aumentano in genere il costo e il costo opportunità di detenere il metallo.
  • Secondo i dati del World Gold Council, negli ultimi anni le banche centrali sono state acquirenti importanti di oro, aggiungendo domanda a quella di investitori e gioielleria.
L’oro cambia poco mentre i mercati attendono i dati sull’inflazione USA per indicazioni sulla traiettoria dei tassi della Fed

L’oro cambia poco mentre i mercati attendono i dati sull’inflazione USA per indicazioni sulla traiettoria dei tassi della Fed

I prezzi dell’oro sono rimasti stabili mentre gli investitori seguivano con attenzione i prossimi dati sull’inflazione negli Stati Uniti, una pubblicazione che dovrebbe fornire nuove indicazioni sulle decisioni sui tassi di interesse della Federal Reserve. Gli operatori di mercato guardano a una possibile pausa nei rialzi dei tassi il mese prossimo.

La lettura ha un’importanza particolare per i trader dei lingotti perché l’oro non paga interessi; ciò significa che i cambiamenti nelle prospettive sui tassi USA alterano il costo opportunità di detenere il metallo. La Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, definisce il proprio tasso di riferimento tramite il Federal Open Market Committee (FOMC), che si riunisce otto volte l’anno secondo un calendario regolare, e considera l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), elaborato dal Dipartimento del Commercio, la propria misura preferita dell’inflazione.

Mentre l’oro è rimasto vicino alla parità, il resto del comparto dei metalli preziosi ha mostrato un lieve rialzo. Argento, platino e palladio hanno registrato ciascuno piccoli guadagni, un andamento che riflette le persistenti preoccupazioni economiche globali e le tensioni commerciali che continuano a influenzare la dinamica più ampia del mercato.

L’oro viene negoziato 24 ore su 24 nei principali centri finanziari globali, tra cui Londra, New York e Shanghai, ed è abitualmente quotato in dollari USA, legando quindi il suo andamento alle aspettative sulla politica monetaria statunitense. Poiché il metallo è prezzato in dollari, un rafforzamento della valuta statunitense rende in genere i lingotti più costosi per gli acquirenti che utilizzano altre valute, uno dei motivi per cui oro e dollaro si sono spesso mossi in direzione opposta.

Da tempo il metallo è considerato una tradizionale riserva di valore, un ruolo che sostiene la sua presenza sui mercati globali nei periodi di incertezza economica. Secondo i dati del World Gold Council, negli ultimi anni anche le banche centrali sono state acquirenti significativi di oro, aggiungendo una fonte di domanda a quelle degli investitori e dei consumi di gioielleria.

Una volta pubblicati i dati sull’inflazione, l’attenzione dovrebbe spostarsi sulla prossima riunione di politica monetaria della Fed e sulle dichiarazioni pubbliche dei responsabili politici per ulteriori indicazioni sulla traiettoria dei tassi.

Fonte: Economic Times Markets