L'attività economica dell'area euro resta stabile ad agosto, confermando il percorso di politica monetaria della BCE
Punti chiave
- •Il PMI composito finale dell'eurozona ad agosto si è attestato a 52,0, invariato rispetto a luglio, mantenendo il ritmo di crescita del settore privato più rapido in otto mesi.
- •Spagna e Italia hanno registrato un'espansione nettamente sopra 50, con il PMI servizi italiano salito a 55,2 da 52,5, mentre la Francia è rimasta in contrazione e il PMI servizi tedesco è sceso a 49,7.
- •L'occupazione nell'area euro è aumentata per la prima volta nell'anno in corso, sostenuta da una crescita diffusa delle vendite e dal miglioramento della domanda più forte, a pari merito, da novembre.
- •Le pressioni sui costi input si sono attenuate leggermente e l'inflazione dei prezzi a valore della produzione ha mantenuto il ritmo di luglio, ma l'inflazione è rimasta storicamente elevata e sopra i livelli precedenti al conflitto tra USA e Iran.
- •Si prevede che la BCE aumenti di nuovo i tassi di interesse questo mese, con i mercati concentrati sulla prossima riunione di politica monetaria e sulle relative proiezioni del personale.

Le pubblicazioni odierne dei PMI dell'area euro hanno fornito un quadro ampio delle condizioni economiche della regione ad agosto:
- PMI servizi Spagna agosto: 57,8 (precedente 58,3)
- PMI composito Spagna agosto: 55,8 (precedente 56,5)
- PMI servizi Italia agosto: 55,2 (precedente 52,5)
- PMI composito Italia agosto: 53,6 (precedente 52,5)
- PMI finale servizi Francia agosto: 48,0 (precedente 49,6)
- PMI finale composito Francia agosto: 48,5 (precedente 49,4)
- PMI finale servizi Germania agosto: 49,7 (precedente 49,8)
- PMI finale composito Germania agosto: 51,8 (precedente 51,3)
- PMI finale servizi eurozona agosto: 51,6 (precedente 51,7)
- PMI finale composito eurozona agosto: 52,0 (precedente 52,0)
La scomposizione per paese evidenzia la natura a due velocità della ripresa dell'area euro: Spagna e Italia hanno continuato a registrare valori nettamente sopra la soglia di 50 che separa l'espansione dalla contrazione, con il settore servizi italiano in notevole accelerazione rispetto a luglio. La Francia, al contrario, è rimasta in contrazione su entrambe le misure, mentre l'attività dei servizi tedesca è scesa marginalmente sotto 50, pur con la produzione composita rimasta in territorio di crescita. Le letture a livello di area euro, che aggregano i quadri nazionali, si collocano poco sopra la soglia di 50.
A livello di area euro, i dati principali indicano che la crescita dell'attività del settore privato ha mantenuto il ritmo registrato a luglio, a sua volta il più rapido in otto mesi.
Al di sotto dei numeri principali, sia la produzione sia i flussi di nuovi ordini sono aumentati al medesimo solido ritmo di luglio, e il miglioramento della domanda ad agosto è stato il più forte, a pari merito, da novembre dell'anno scorso. Anche l'occupazione è aumentata per la prima volta nell'anno in corso, sostenuta da un altro mese di crescita solida e diffusa delle vendite.
Sul fronte dei prezzi, le pressioni sono state nuovamente più stabili. Le pressioni sui costi input si sono attenuate leggermente, mentre i prezzi a valore della produzione sono aumentati allo stesso ritmo di luglio. Ciò nonostante, i tassi di inflazione sono rimasti elevati secondo gli standard storici e superiori ai livelli osservati immediatamente prima del conflitto tra USA e Iran.
Ciò continua a segnalare che i rischi inflazionistici sono ancora presenti, sebbene per ora non stiano sfuggendo al controllo. Tuttavia, con il protrarsi del conflitto tra USA e Iran, il rischio che pressioni sui prezzi più elevate si radichino maggiormente nelle aspettative di inflazione è un elemento che la BCE dovrà monitorare attentamente.
Le indagini PMI sono seguite con attenzione dai policy maker e dagli analisti come indicatori anticipati e prospettici dello slancio economico, poiché vengono pubblicate prima della maggior parte dei dati ufficiali "hard", come il PIL o le statistiche della produzione industriale, e riguardano lo stesso mese che misurano.
In questo contesto, si prevede che la banca centrale aumenti di nuovo i tassi di interesse questo mese per posizionarsi al meglio nella battaglia contro l'inflazione che l'attende, e i dati di oggi non dovrebbero distogliere da questo percorso. I prossimi punti focali per i mercati saranno la prossima riunione di politica monetaria della BCE e le relative proiezioni del personale, che mostreranno come gli esponenti dell'istituto valutino la combinazione di crescita stabile e inflazione ancora elevata rispetto al restrittivo già attuato.