Le borse europee chiudono per lo più in ribasso mentre i rendimenti salgono
Punti chiave
- •Il CAC 40 francese e l’Ibex spagnolo hanno registrato i maggiori ribassi tra i principali indici azionari europei, mentre il FTSE MIB italiano ha chiuso pressoché piatto.
- •I rendimenti dei titoli di Stato governativi a 10 anni sono saliti in Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia, con l’Italia a segnare l’aumento più forte.
- •Il dollaro statunitense si è indebolito rispetto alla maggior parte delle principali valute, mentre lo yen giapponese è stata l’unica grande valuta in calo contro il dollaro.
- •Le azioni Usa sono state contrastate, con Dow, S&P 500 e Russell 2000 in ribasso e Nasdaq Composite e Nasdaq 100 in lieve rialzo.
- •Il CPI canadese di luglio è salito del 3.0% su base annua, l’Empire Manufacturing Index è balzato a 20.6 e l’NAHB Housing Market Index è migliorato a 35.

Le azioni europee hanno chiuso per lo più in ribasso mentre i trader di Londra e del resto della regione si avviavano verso la chiusura, con il CAC 40 francese e l’Ibex spagnolo a guidare i ribassi. Il FTSE MIB italiano è rimasto sostanzialmente invariato.
La chiusura ha mostrato:
- German DAX: -0.27% a 26,369.65
- France CAC 40: -0.66% a 8,579.61
- UK FTSE 100: -0.28% a 10,720.31
- Spain’s Ibex: -0.73% a 20,010.30
- Italy’s FTSE MIB: +0.01% a 53,586.98
Nei mercati obbligazionari europei, i rendimenti benchmark dei titoli di Stato a 10 anni sono saliti in generale, un movimento che può pesare sulle azioni perché i costi di finanziamento e i tassi di sconto incidono direttamente sulle valutazioni. L’Italia ha registrato l’aumento più ampio tra i principali mercati, con il rendimento del decennale in rialzo di 3.3 punti base.
- Germany: 3.222%, +1.0 bp
- France: 4.067%, +1.5 bps
- UK: 5.064%, +1.8 bps
- Spain: 3.666%, +0.8 bp
- Italy: 4.028%, +3.3 bps
Nel mercato valutario, il dollaro statunitense è stato per lo più in calo rispetto alle principali valute. Il dollaro australiano, il franco svizzero e il dollaro neozelandese sono stati tra i migliori, anche se ciascuno resta ben al di sotto dei massimi della seduta. Lo yen giapponese è stata l’unica grande valuta in calo rispetto al dollaro, con una flessione dello 0.06% nella giornata.
Le principali variazioni valutarie hanno incluso:
- EURUSD: +0.10% a 1.1581
- USDJPY: +0.06% a 159.39
- GBPUSD: +0.15% a 1.3550
- USDCHF: -0.36% a 0.8102
- USDCAD: -0.02% a 1.3871
- AUDUSD: +0.37% a 0.7107
- NZDUSD: +0.25% a 0.5904
Con la chiusura della seduta europea, le azioni statunitensi sono risultate contrastate. Dow, S&P 500 e Russell 2000 erano in ribasso, mentre gli indici Nasdaq mantenevano guadagni modesti. I titoli tecnologici hanno offerto un certo sostegno, ma non abbastanza da spingere in modo uniforme al rialzo l’intero mercato. Il Russell 2000 è stato il più debole tra i principali indici Usa, mentre il Nasdaq 100 è stato il più forte.
I movimenti degli indici Usa hanno incluso:
- Dow: -204 punti, o -0.38%, a 53,523
- S&P 500: -11 punti, o -0.14%, a 7,774.90
- Nasdaq Composite: +44 punti, o +0.16%, a 26,772
- Nasdaq 100: +1.05 punti, o +0.35%, a 30,152
- Russell 2000: -10.36 punti, o -0.34%, a 3,058.03
Sul fronte macro, i dati sull’inflazione canadese di luglio sono risultati leggermente più alti delle attese. L’indice CPI complessivo è salito del 3.0% su base annua, contro il 2.9% atteso, in aumento rispetto al 2.8% di giugno, mentre i prezzi sono saliti dello 0.5% su base mensile. Anche le misure sottostanti preferite dalla Bank of Canada si sono rafforzate, con il core CPI al 2.3% su base annua, il mediano al 2.0%, il trim all’1.9% e il common al 2.7%.
Gran parte della pressione è arrivata da energia e trasporti, guidata da un aumento del 25.7% su base annua dei prezzi della benzina. Anche i viaggi organizzati e le tariffe aeree sono saliti nettamente, in parte riflettendo costi del carburante più elevati e la domanda legata alla World Cup. Escludendo la benzina, tuttavia, l’inflazione è rimasta molto più contenuta, con cali di affitti, costi di alloggio e prezzi dei veicoli a compensare parte della pressione. Nel complesso, il rapporto è risultato un po’ più caldo del previsto, ma fortemente influenzato da pressioni legate all’energia, lasciando per ora la Bank of Canada in territorio neutrale, pur aumentando le aspettative di mercato per un possibile rialzo dei tassi più avanti quest’anno.
L’Empire Manufacturing Index è salito a 20.6 ad agosto, ben oltre la stima di 11.0 e in rialzo rispetto a 15.6 di luglio, segnando la crescita più forte nella manifattura di New York da oltre quattro anni. I nuovi ordini sono rimasti solidi e l’occupazione ha continuato ad espandersi, mentre le prospettive a sei mesi sono migliorate. Tuttavia, l’aumento dei prezzi pagati, l’accumulo di ordini inevasi, tempi di consegna più lunghi e una disponibilità di offerta in peggioramento indicano pressioni crescenti sui costi e sulla catena di approvvigionamento, nonostante il dato principale positivo.
L’NAHB Housing Market Index è salito a 35 ad agosto, sopra la stima di 33 e rispetto a 34 di luglio, segnalando un modesto miglioramento del sentiment dei costruttori di case. Le vendite correnti di case unifamiliari sono migliorate a 39, mentre le aspettative di vendita per i prossimi sei mesi sono rimaste a 43 e il traffico dei potenziali acquirenti è rimasto debole a 23. Nonostante il miglioramento, il sentiment resta profondamente depresso, con mutui elevati e rendimenti dei Treasury a lungo termine in aumento che continuano a pesare in modo significativo sulla domanda abitativa e sull’accessibilità.