Wrap della sessione europea: mercati azionari prudenti mentre i rendimenti del Tesoro rimbalzano, il petrolio resta solido
Punti chiave
- •Il rendimento del Treasury a 10 anni è rimbalzato di 5 punti base al 5,%, dando sostegno al dollaro mentre il franco svizzero rimaneva in ritardo tra le principali valute.
- •Il greggio ha prolungato i guadagni, con il Brent che ha toccato brevemente i 115$, mentre il conflitto saudita-Houthi e le preoccupazioni per attacchi USA-Iran mantenevano elevate le preoccupazioni inflazionistiche.
- •I PMI preliminari di ottobre hanno dipinto un quadro eurozonale misto, con la manifattura tedesca che ha superato le attese a 54,2, la Francia tornata in contrazione e l'eurozona che ha deluso le stime, lasciando incerta la decisione della BCE sui tassi a dicembre.
- •Il PMI servizi preliminare di ottobre del Regno Unito ha superato le attese a 53,1, ma le vendite al dettaglio di settembre sono calate più del previsto, complicando le prospettive di aumento dei tassi della Bank of England.
- •L'oro si è ripreso a 4.029$ dopo essere sceso brevemente sotto i 4.000$ per la prima volta in tre mesi, ma resta in rotta per chiudere la settimana con una perdita superiore al 3%.

I mercati europei hanno vissuto una sessione molto più tranquilla, con gli investitori che hanno ripreso fiato dopo l'intensa ondata di risk-off del giorno precedente, anche se le azioni sono rimaste prudenti e i rendimenti del Treasury hanno rimbalzato.
Fotografia della sessione:
- Rendimenti del Treasury a 10 anni: +5 bps al 5,00%
- Petrolio greggio WTI: +1,6% a 101,07$
- Oro: +0,1% a 4.029$
- Azioni europee: in calo; futures S&P 500 -0,2%
- USD e CAD in testa, CHF in ritardo nella giornata
Il forte demanda di Treasury sembra attenuarsi per il momento, con il rendimento a 10 anni che è tornato alla soglia del 5,00%. Il decennale è un riferimento chiave per i costi di finanziamento dell'intera economia, dai mutui al debito societario, e le sue oscillazioni hanno un impatto ben oltre i mercati obbligazionari. Ciò ha dato qualche sollievo al dollaro, con EUR/USD che è tornato verso 1,1200 e USD/JPY che si è avvicinato alla quota 157,00 nella giornata. Tra le principali valute, dollaro e dollaro canadese hanno guidato, mentre il franco svizzero è rimasto indietro.
Il rimbalzo dei rendimenti è arrivato nonostante il petrolio abbia spinto ancora più in alto, sostenuto dal conflitto saudita-Houthi e dalle preoccupazioni per attacchi USA-Iran. Il Brent, il benchmark internazionale, ha toccato brevemente i 115$ nel corso della giornata, mentre il WTI, la controparte statunitense, era in rialzo di oltre l'1% a circa 111$ al momento della scrittura. I prezzi elevati dell'energia mantengono vive le preoccupazioni inflazionistiche, lasciando gli investitori in ansia su come questi continueranno a riflettersi sui costi di finanziamento e sulle prospettive delle principali banche centrali.
In Europa, una serie di dati PMI ha dipinto un quadro più misto. I PMI preliminari sono letture provvisorie elaborate dalle prime risposte ai sond, con valori oltre la soglia dei 50 a indicare espansione e quelli al di sotto a segnalare contrazione — una linea di demarcazione che ha caratterizzato i dati della giornata. Il PMI manifatturiero preliminare di ottobre della Germania ha superato le attese a 54,2 contro i 53,5 previsti, ma il PMI di ottobre della Francia è precipitato nuovamente in contrazione, con l'incertezza politica che pesa sulla domanda. Il PMI di ottobre dell'intera eurozona ha anch'esso deluso le stime con la crescita in rallentamento, mantenendo vivo il dilemma della Banca Centrale Europea sui tassi. Sebbene le letture potrebbero non cambiare i termini della decisione della BCE della prossima settimana, dicembre resta per ora una moneta in aria, con le pressioni sui prezzi che si mantengono elevate in vista dell'ultimo trimestre dell'anno. Le letture finali di ottobre, tipicamente pubblicate all'inizio del prossimo mese, mostreranno se i segnali preliminari si confermeranno.
Nel Regno Unito, il PMI servizi preliminare di ottobre ha superato le attese a 53,1 contro 51,8, restando sopra la soglia di espansione dei 50, anche se le vendite al dettaglio di settembre sono calate più del previsto, complicando le prospettive di aumento dei tassi della Bank of England.
Le azioni regionali restano frenate dalle preoccupazioni fiscali della Francia, che assumono un peso aggiuntivo considerando lo status del paese come seconda economia dell'eurozona, con l'umore generale sul rischio ancora piuttosto cupo mentre il ribasso della seduta precedente continua a farsi sentire. I futures statunitensi riflettono lo stesso quadro, con i futures S&P 500 in calo dello 0,2% e i futures Nasdaq in calo dello 0,1%.
L'oro, coinvolto nel più ampio processo di liquidazione dei mercati nonostante i rendimenti reali in calo, è rimbalzato leggermente dopo essere sceso brevemente sotto i 4.000$ per la prima volta in tre mesi nella giornata. I rendimenti reali — i rendimenti nominali del Treasury rettificati per l'inflazione — sono tradizionalmente osservati come misura del costo opportunità di detenere oro, che non paga interessi, rendendo la discesa del metallo in questo contesto particolarmente rilevante. Il metallo prezioso è comunque in rotta per chiudere la settimana con una perdita superiore al 3%, nonostante i rendimenti del Treasury siano calati nel corso della settimana.
Titoli della sessione:
- La frenata dei rendimenti del Treasury potrebbe nascondere una storia più cupa sul boom dell'IA
- Il greggio prolunga i guadagni con il conflitto saudita-Houthi e le preoccupazioni per attacchi USA-Iran a sostenere il mercato
- L'oro resta coinvolto nella liquidazione dei mercati nonostante i rendimenti reali in calo a sostegno dei prezzi
- Il PMI di ottobre della Francia precipita nuovamente in contrazione con l'incertezza politica che pesa sulla domanda
- PMI manifatturiero preliminare di ottobre della Germania a 54,2 contro 53,5 previsto
- Il PMI di ottobre dell'eurozona delude le stime con la crescita in rallentamento, mantenendo vivo il dilemma sui tassi della BCE
- PMI servizi preliminare di ottobre del Regno Unito a 53,1 contro 51,8 previsto
- Le vendite al dettaglio del Regno Unito calano più del previsto a settembre, complicando le prospettive di aumento dei tassi della BOE
Fonte: investingLive