L’UE prende di mira le piattaforme crypto offshore nel 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia
Punti chiave
- •L’UE ha designato 14 piattaforme di servizi crypto registrate in diverse giurisdizioni non appartenenti all’UE per presunti collegamenti a circuiti di pagamento usati per eludere le sanzioni.
- •Il nuovo quadro consente all’UE di limitare le transazioni con fornitori crypto offshore ritenuti responsabili di aiutare la Russia a evitare restrizioni finanziarie.
- •I congelamenti degli asset si applicano ora a 94 banche e grandi organizzazioni finanziarie, mentre i divieti di transazione sono stati estesi ad altri 33 istituti di credito russi.
- •L’UE ha aggiunto 41 navi della flotta ombra al suo elenco di sanzioni, portando il numero totale di imbarcazioni sanzionate a 673.
- •Le misure relative alla difesa includono 56 nuove persone e società inserite nell’elenco e controlli più rigorosi sulle esportazioni per 51 entità legate a beni a duplice uso e tecnologie avanzate.

L’Unione Europea ha approvato un nuovo pacchetto di sanzioni che prende di mira piattaforme di criptovalute offshore, banche e reti di pagamento collegate alla presunta attività di elusione delle sanzioni da parte della Russia, ampliando al contempo le restrizioni sui ricavi petroliferi, sulle navi della flotta ombra, sulle raffinerie, sulle istituzioni finanziarie e sulle catene di approvvigionamento militari.
Le misure, adottate il 23 luglio 2026, costituiscono il 21° pacchetto di sanzioni dell’UE contro la Russia e rappresentano la più ampia estensione delle sanzioni del blocco in quattro anni. Secondo l’annuncio ufficiale del Consiglio europeo, il pacchetto aggiunge 218 persone ed entità all’elenco delle sanzioni e introduce restrizioni finanziarie più ampie volte a interrompere l’accesso della Russia ai canali di pagamento internazionali e alle reti di approvvigionamento critiche:
L’applicazione delle norme sulle criptovalute è un elemento centrale delle ultime misure. Le autorità europee hanno designato 14 piattaforme di servizi crypto registrate in Georgia, Panama, Emirati Arabi Uniti, Isole Marshall, Kirghizistan e Bielorussia dopo averle collegate a circuiti di pagamento presumibilmente utilizzati per aggirare le sanzioni esistenti. L’attenzione sui fornitori al di fuori dell’Unione Europea riflette una sfida più ampia per il regime sanzionatorio: i servizi legati agli asset digitali possono essere utilizzati oltre confine anche quando le società che li gestiscono sono registrate in giurisdizioni al di fuori del perimetro regolamentare diretto del blocco.
Il quadro aggiornato conferisce inoltre all’Unione Europea l’autorità di limitare le transazioni con piattaforme crypto che operano al di fuori del blocco. Le autorità possono applicare tali misure quando stabiliscono che un fornitore sta aiutando la Russia a evitare restrizioni finanziarie. Di conseguenza, alle società con sede nell’Unione Europea sarebbe vietato trasferire fondi a tali piattaforme o fornire loro servizi finanziari.
I funzionari hanno inoltre ampliato le misure relative alla rete di pagamento transfrontaliera A7. Il pacchetto introduce quattro nuove designazioni collegate alla rete, inclusi collegamenti che si estendono ai mercati africani. Queste misure si aggiungono alle precedenti sanzioni legate alle criptovalute, anziché sostituirle, creando un ulteriore livello di obblighi di conformità per le imprese dell’UE che interagiscono con fornitori di pagamento, banche o piattaforme di asset digitali collegate a reti designate.
Si ampliano le misure finanziarie ed energetiche
Le istituzioni finanziarie sono soggette a restrizioni più ampie nell’ambito dell’ultimo pacchetto. I congelamenti degli asset si applicano ora a 94 banche e grandi organizzazioni finanziarie, mentre i divieti di transazione sono stati estesi ad altri 33 istituti di credito russi.
Le autorità hanno inoltre sanzionato una banca in Kirghizistan per il suo collegamento al sistema russo di messaggistica finanziaria SPFS. Altre tre banche non russe sono state aggiunte all’elenco delle sanzioni mentre Bruxelles ha rafforzato la supervisione delle attività finanziarie transfrontaliere.
Le restrizioni energetiche rappresentano un’altra parte significativa del pacchetto. I funzionari europei hanno sospeso gli adeguamenti automatici al tetto del prezzo del petrolio russo fino al 15 luglio 2027. I funzionari hanno affermato che la pausa è finalizzata a ridurre le perturbazioni di mercato legate alle tensioni intorno allo Stretto di Hormuz.
L’Unione Europea ha anche ampliato le misure contro la flotta ombra russa. Le autorità hanno aggiunto altre 41 navi all’elenco delle sanzioni, portando il numero totale di imbarcazioni sanzionate a 673. Il pacchetto prende di mira anche otto società, una persona e un’agenzia di equipaggiamento collegate a tali operazioni marittime.
Le sanzioni ora riguardano anche tre raffinerie di petrolio russe e una grande raffineria in Bielorussia. Una raffineria a Kulevi, in Georgia, sarà soggetta a restrizioni sulle transazioni dopo un periodo di transizione di sei mesi. Le autorità europee hanno inoltre imposto misure contro cinque commercianti di petrolio accusati di facilitare le esportazioni russe di prodotti petroliferi.
Le catene di approvvigionamento militari affrontano ulteriori controlli sulle esportazioni
Anche le misure relative alla difesa sono state ampliate nell’ambito del nuovo pacchetto di sanzioni. Le autorità hanno aggiunto all’elenco 56 persone e società, incluse 37 direttamente collegate alla produzione di droni a lungo raggio.
Altre 51 entità sono ora soggette a controlli più rigorosi sulle esportazioni riguardanti beni a duplice uso e tecnologie avanzate. I prodotti soggetti a restrizioni includono apparecchiature per droni, sistemi di guerra elettronica, strumenti per la produzione di semiconduttori, metalli industriali e leghe specializzate.
Diverse società inserite nell’elenco operano in Cina, India, Kazakhstan, Kirghizistan, Türkiye ed Emirati Arabi Uniti. I funzionari europei hanno affermato che tali imprese hanno sostenuto canali di approvvigionamento destinati all’industria della difesa russa.
Ulteriori sanzioni prendono di mira combattenti russi, figure della propaganda e imprese collegate a oro, diamanti, attività minerarie e metallurgia. Le restrizioni sui visti entreranno in vigore quando il Consiglio europeo stabilirà una data di attuazione. Gli atti giuridici a sostegno del pacchetto di sanzioni sono già stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’UE.
L’ultimo pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea amplia le restrizioni nei settori delle criptovalute, della finanza, dell’energia, dei trasporti marittimi e della difesa. Estendendo l’applicazione delle misure oltre i confini del blocco, Bruxelles punta a limitare i canali finanziari alternativi e ad aumentare la pressione sulle reti che sostengono l’economia e le operazioni militari della Russia.