La Banca Centrale dell'Etiopia Chiarisce che il Divieto sugli Asset Virtuali si Estende oltre le Criptovalute
Punti chiave
- •L'avviso del NBE del 23 luglio 2026 chiarisce che il divieto etiope sugli asset virtuali si applica a qualsiasi rappresentazione di valore scambiabile digitalmente, non solo alle criptovalute.
- •Le attività specificamente vietate includono lo scambio di asset virtuali con valuta fiat o altri asset virtuali, il loro trasferimento, la fornitura di servizi di custodia e l'offerta di servizi finanziari correlati.
- •L'avviso non crea nuove normative ma riafferma le restrizioni legali esistenti, ampliandone l'interpretazione per concentrarsi sulla funzione dell'asset piuttosto che sulla sua denominazione.
- •Il NBE ha avvertito che i partecipanti a transazioni con asset virtuali potrebbero affrontare conseguenze legali nonché rischi di frodi, truffe, attacchi informatici e perdite finanziarie.
- •Il chiarimento coincide con una crescente pressione normativa regionale che ha già portato diverse piattaforme peer-to-peer a sospendere le transazioni in Birr etiope.

Il National Bank of Ethiopia (NBE) ha pubblicato un avviso pubblico in cui chiarisce che il divieto sugli asset virtuali si estende ben oltre le criptovalute, avvertendo che un'ampia gamma di attività legate agli asset virtuali rimane illegale se non espressamente autorizzata nell'ambito del quadro normativo vigente del Paese.
Nell'avviso, datato 23 luglio 2026, la banca centrale ha dichiarato che il divieto copre l'uso, l'acquisto, la vendita, lo scambio, il trasferimento, il trading, il regolamento e l'intermediazione di transazioni che coinvolgono asset virtuali. Il NBE ha sottolineato che la restrizione si applica non solo alle criptovalute, ma a qualsiasi rappresentazione digitale di valore che possa essere scambiata, trasferita, negoziata elettronicamente o utilizzata per pagamenti, investimenti o finalità simili.
Questa formulazione ampia è significativa per gli utenti e i fornitori di servizi perché pone l'attenzione sulla funzione dell'asset e sulle attività correlate, piuttosto che sul fatto che un prodotto sia comunemente descritto come criptovaluta. Secondo il chiarimento del NBE, le attività che coinvolgono altri depositi di valore trasferibili elettronicamente potrebbero rientrare nel divieto se non espressamente autorizzate.
Secondo il NBE, le attività specificamente vietate includono:
- Lo scambio di asset virtuali con valute fiat o altri asset virtuali
- Il trasferimento di asset virtuali
- La fornitura di servizi di custodia o amministrativi per tali asset
- L'offerta di servizi finanziari legati all'emissione o alla vendita di asset virtuali
La banca centrale ha invitato i cittadini a astenersi dal partecipare a transazioni con asset virtuali, avvertendo che i soggetti coinvolti potrebbero affrontare conseguenze legali nonché rischi associati a frodi, truffe, attacchi informatici, guasti operativi, manipolazione del mercato e perdite finanziarie sostanziali.
L'avviso non introduce nuove normative o misure di applicazione. Riafferma invece le restrizioni legali esistenti dell'Etiopia in materia di asset virtuali, chiarendo che il divieto non deve essere interpretato come applicabile esclusivamente alle criptovalute.
Il NBE ha costantemente mantenuto una posizione cauta verso le criptovalute e altri asset digitali, sostenendo che le transazioni con tali strumenti ricadono al di fuori del sistema finanziario autorizzato dell'Etiopia se non esplicitamente approvate dalla banca centrale. L'ultimo avviso rafforza questa posizione in un momento in cui i regolatori di diversi mercati prestano maggiore attenzione ai sistemi di pagamento, al trading peer-to-peer e ai servizi che collegano gli asset digitali con le valute locali.
Il chiarimento arriva in un contesto di più ampia pressione normativa a livello regionale, con più piattaforme P2P che sospendono le transazioni in Birr etiope a seguito di precedenti azioni normative.