NotizieMacroLa BCE segnala un futuro dibattito sull’aumento dei requisiti di riserva bancaria per ridurre le perdite delle banche centrali

La BCE segnala un futuro dibattito sull’aumento dei requisiti di riserva bancaria per ridurre le perdite delle banche centrali

Autore: Economic Times Markets·

Punti chiave

  • L’attuale coefficiente di riserva minima della BCE è pari all’1% e l’Eurosistema paga circa €50 miliardi l’anno di interessi su oltre €2 trilioni di liquidità in eccesso detenuta dalle banche commerciali.
  • L’aumento dei requisiti minimi di riserva potrebbe far risparmiare all’istituzione quasi €4 miliardi l’anno, spostando una quota maggiore dei saldi bancari verso riserve che generano una remunerazione minima o nulla.
  • Banche centrali nazionali tra cui la Bundesbank e De Nederlandsche Bank hanno segnalato perdite multimiliardarie, poiché il costo della remunerazione delle riserve è aumentato nettamente mentre i proventi dei precedenti programmi di acquisto di attività non hanno tenuto il passo.
  • Il tasso sui depositi presso la banca centrale è stato aumentato da -0,5% a metà 2022 fino a un picco del 4% entro settembre 2023 durante il ciclo di inasprimento più aggressivo del blocco, prima che la BCE iniziasse a tagliare i tassi a giugno 2024.
  • Una decisione sull’eventuale avanzamento delle modifiche al quadro dei requisiti di riserva è attesa entro la fine dell’anno, nell’ambito di una più ampia revisione del quadro operativo dell’Eurosistema.
La BCE segnala un futuro dibattito sull’aumento dei requisiti di riserva bancaria per ridurre le perdite delle banche centrali

La BCE segnala un futuro dibattito sull’aumento dei requisiti di riserva bancaria per ridurre le perdite delle banche centrali

La Banca centrale europea (BCE) ha indicato che potrebbe aprire in futuro un dibattito sull’aumento dei requisiti minimi di riserva per le banche commerciali, una misura pensata per ridurre i pagamenti di interessi che l’Eurosistema versa agli istituti di credito e contribuire ad affrontare le crescenti perdite delle banche centrali nazionali nell’area valutaria.

Secondo l’attuale quadro dell’Eurosistema, le banche commerciali dell’area euro sono tenute a detenere presso le rispettive banche centrali nazionali una percentuale di determinate passività, come i depositi della clientela, sotto forma di riserve. Il coefficiente di riserva minima è attualmente pari all’1%. Le riserve detenute oltre la soglia minima sono considerate liquidità in eccesso e la BCE remunera tali saldi al tasso sui depositi presso la banca centrale, aumentato da -0,5% a metà 2022 fino a un picco del 4% entro settembre 2023 nell’ambito del ciclo di inasprimento più aggressivo nella storia del blocco. Sebbene la BCE abbia iniziato a tagliare i tassi a giugno 2024, il costo della remunerazione delle riserve resta drasticamente più elevato rispetto alla prolungata fase di tassi negativi che ha preceduto la stretta.

Secondo il rapporto, si stima che l’Eurosistema versi quasi €50 miliardi l’anno di interessi su oltre €2 trilioni di liquidità in eccesso attualmente detenuta dalle banche. L’aumento del coefficiente di riserva minima sposterebbe una quota maggiore di tali saldi verso riserve che generano una remunerazione minima o nulla, consentendo potenzialmente all’istituzione di risparmiare quasi €4 miliardi l’anno.

La proposta mira anche a un problema più ampio: le perdite finanziarie persistenti di diverse banche centrali nazionali all’interno dell’Eurosistema. Banche centrali nazionali tra cui la Bundesbank e De Nederlandsche Bank hanno segnalato perdite multimiliardarie, poiché il costo della remunerazione delle riserve bancarie è aumentato nettamente, mentre i proventi dei precedenti programmi di acquisto di attività e dei portafogli obbligazionari non hanno tenuto il passo. Sebbene le banche centrali possano operare con patrimonio netto negativo senza affrontare un’insolvenza in senso convenzionale, data la loro capacità di creare moneta, perdite prolungate possono eliminare o ridurre le distribuzioni annuali degli utili ai governi nazionali e potrebbero richiedere accantonamenti contabili a fronte degli utili futuri, irrigidendo i vincoli fiscali per Stati membri che già devono gestire livelli di debito elevati.

La discussione si inserisce inoltre in una più ampia revisione dell’Eurosistema del proprio quadro operativo, che disciplina il modo in cui la liquidità viene fornita alle banche e come vengono orientati i tassi di interesse a breve termine. Le decisioni in quest’area hanno implicazioni dirette per la redditività bancaria, le condizioni di credito e la trasmissione della politica monetaria nelle economie del blocco.

Secondo il rapporto, una decisione sull’eventuale avanzamento delle modifiche al quadro dei requisiti di riserva è attesa entro la fine dell’anno.

Fonte: Economic Times Markets