Nagel della BCE invita a non pre-impegnarsi sulle mosse sui tassi prima della riunione di settembre
Punti chiave
- •Joachim Nagel ha affermato che la BCE non dovrebbe pre-impegnarsi su alcuna azione di politica monetaria prima della riunione di settembre.
- •La BCE ha mantenuto invariato il tasso sui depositi al 2.25%, una decisione ampiamente prevista dai mercati.
- •Nagel ha detto che la BCE è in una posizione favorevole per monitorare gli sviluppi dei prezzi dell’energia dopo il rialzo dei tassi di giugno.
- •Christine Lagarde ha affermato che i dati recenti mostrano un certo miglioramento dell’attività economica e che le decisioni di politica monetaria dovrebbero essere guidate dai dati in arrivo.
- •Le tensioni in Medio Oriente e i prezzi elevati dell’energia dovrebbero complicare le prospettive della BCE e riaccendere le preoccupazioni sui rischi di stagflazione.

Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, ha dichiarato che la BCE non dovrebbe pre-impegnarsi su alcuna mossa di politica monetaria prima della prossima riunione di settembre, invitando invece a un’attenta analisi dei dati in arrivo nel frattempo.
Nagel ha sottolineato che la BCE è in una buona posizione per rispondere all’impennata dei prezzi dell’energia, osservando che il rialzo dei tassi di giugno ha già posto la banca centrale in una posizione favorevole da cui può monitorare da vicino gli ulteriori sviluppi. Il riferimento ai costi dell’energia evidenzia come gli shock legati alle materie prime restino un canale fondamentale attraverso il quale gli eventi geopolitici esterni si trasmettono alla dinamica dell’inflazione dell’area euro, uno schema che ha caratterizzato la politica della BCE durante il ciclo di inasprimento successivo al 2022.
Tuttavia, ha riconosciuto che la BCE affronta ancora un’incertezza intensa. Ha indicato il Medio Oriente, dove la situazione resta estremamente fragile, come una fonte di rischio persistente.
"We are still facing intense uncertainty," ha detto Nagel, ribadendo che la BCE dovrebbe analizzare il grande volume di dati in arrivo da qui alla riunione di settembre invece di impegnarsi su un percorso d’azione prestabilito. Questa finestra di dati include le rilevazioni dell’inflazione dell’area euro, gli indicatori salariali e le letture flash degli indici PMI, che definiranno le aspettative sul fatto che la prossima mossa della BCE sia un altro taglio o una pausa.
Le osservazioni di Nagel sono in linea con la comunicazione ufficiale della BCE successiva alla sua ultima decisione di politica monetaria. La banca centrale ha mantenuto invariato il tasso sui depositi al 2.25%, come ampiamente previsto dai mercati.
La presidente della BCE Christine Lagarde ha osservato che i dati recenti indicano un certo miglioramento dell’attività economica. Lagarde ha ribadito che, in assenza di un impatto visibile degli effetti di secondo impatto, la BCE non dovrebbe agire con troppa fretta. Secondo le sue parole, "the burden of proof is on data" per indicare ai decisori se e quando dovrebbero reagire.
Sebbene alcuni membri della banca centrale abbiano, secondo quanto riferito, sollevato interrogativi su un possibile rialzo dei tassi durante l’ultima riunione, la decisione è stata alla fine unanime. I commenti di Nagel rafforzano ulteriormente l’impressione che il Consiglio direttivo sia allineato in vista della pausa estiva, anche se l’unanimità nasconde un dibattito interno ancora in corso tra chi dà priorità ai rischi per la crescita e chi si concentra sulle persistenti pressioni inflazionistiche.
Ciononostante, la minaccia di tensioni continue in Medio Oriente dovrebbe complicare le prospettive della BCE. È probabile che i rischi di stagflazione tornino a emergere come una preoccupazione centrale quando i responsabili della politica monetaria si riuniranno nuovamente dopo l’estate, in particolare se i prezzi dell’energia resteranno elevati mentre lo slancio della crescita nell’area euro rimarrà debole.