Il dollaro USA è in prevalenza in calo mentre i mercati assimilano le decisioni di Fed e Bank of England; la stagione delle trimestrali registra solidi risultati superiori alle attese
Punti chiave
- •Il dollaro USA si è indebolito contro le principali valute dopo che il presidente della Fed, Warsh, ha segnalato che la banca centrale lascerà alle forze di mercato il compito di irrigidire le condizioni finanziarie invece di alzare i tassi in modo proattivo.
- •La Bank of England ha mantenuto i tassi invariati ma con un voto 6-3 più stretto del previsto, mentre i membri dissenzienti hanno sostenuto un rialzo preventivo per contenere possibili effetti inflazionistici di secondo impatto.
- •I rendimenti dei Treasury USA hanno proseguito il rialzo, con il rendimento del titolo a 30 anni oltre il 5%, riflettendo le persistenti preoccupazioni del mercato sul quadro fiscale e sul term premium.
- •Le trimestrali hanno mostrato ampia resilienza, con 18 società su 22 che hanno battuto le attese sia sugli utili sia sui ricavi nelle ultime sessioni di reporting.
- •Il forte beat sui ricavi di Microsoft ha evidenziato la solidità della spesa per cloud e IA enterprise, mentre il mancato raggiungimento dell’EPS di Meta ha messo in luce la pressione sulla redditività derivante da maggiori investimenti in conto capitale.

Il dollaro USA tratta in prevalenza al ribasso contro le principali valute all’avvio della sessione nordamericana del 30 luglio, con cali evidenti contro lo yen giapponese (USD/JPY -0.30%), il dollaro australiano (-0.35%) e il dollaro neozelandese (-0.76%). Il biglietto verde ha subito forti vendite dopo che ieri la Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati e il presidente Warsh è sembrato approvare la decisione del mercato di spingere i tassi più in alto tra una riunione di politica monetaria e l’altra, suggerendo che la Fed agirebbe da seguace durante quelli che ha definito "benign times"—ossia periodi non di crisi. Il calo del dollaro, insieme al rialzo dei rendimenti dei Treasury, riflette l’interpretazione dei mercati secondo cui la posizione di Warsh segnala che la Fed è a suo agio nel lasciare che siano le forze di mercato a irrigidire le condizioni finanziarie, invece di agire in modo proattivo con ulteriori rialzi dei tassi.
Nel frattempo, la sterlina britannica è poco variata (+0.07%) dopo che anche la Bank of England ha mantenuto i tassi invariati, sebbene la votazione sia risultata 6-3 in favore di un rialzo, rispetto al 7-2 atteso—un margine più stretto che indica una pressione interna maggiore per restringere la politica monetaria rispetto a quanto prezzato dai mercati.
La Bank of England mantiene i tassi citando l’incertezza su energia e Medio Oriente
La Bank of England ha riconosciuto che l’impatto economico del recente shock dei prezzi dell’energia resta incerto e ha sottolineato che la politica monetaria non può influenzare direttamente i prezzi dell’energia. I responsabili della politica hanno affermato che la risposta appropriata dipenderà da quanto grande e persistente si rivelerà lo shock.
I funzionari hanno avvertito che i rischi per l’inflazione sono orientati al rialzo, in particolare se i prezzi elevati dell’energia dovessero tradursi in pressioni più ampie su salari e prezzi. Tuttavia, hanno osservato che al momento ci sono poche evidenze di effetti inflazionistici di secondo impatto significativi. Alla luce dell’incertezza—soprattutto riguardo agli sviluppi in Medio Oriente—la Bank ha ritenuto appropriato lasciare invariati i tassi in questa riunione. La Bank ha ribadito che è pronta ad agire, se necessario, per garantire che l’inflazione torni in modo sostenibile al target del 2% nel medio termine.
Sul dissenso di Greene, Pill e Mann, il verbale ha osservato:
"These members were less reassured on the underlying disinflationary process, were concerned that second-round effects could be material, and thought it relevant that inflation had exceeded the 2% target for more than five years. For these members, uncertainty about how the conflict would evolve remained high, and so a risk management strategy was appropriate. They believed that a proactive increase in Bank Rate would reduce the probability of second-round effects setting in. Further, research found that setting policy as if there were stronger second-round effects and course correcting if needed, would prove to be less costly than vice versa."
I rendimenti dei Treasury USA continuano a salire
I rendimenti statunitensi stanno proseguendo il loro movimento al rialzo nella seduta odierna:
- 2 anni: 4.247%, in aumento di 1.0 punti base
- 5 anni: 4.385%, +3.3 punti base
- 10 anni: 4.667%, +4.5 punti base
- 30 anni: 5.196%, +5.5 punti base
Il persistente aumento dei rendimenti a lunga scadenza, con il 30 anni sopra il 5%, evidenzia le preoccupazioni del mercato sul quadro fiscale e sul term premium, nonostante la Fed segnali un orientamento paziente sui tassi di policy.
Rimbalzo dei future azionari dopo il selloff di ieri
I future sugli indici azionari USA sono in rialzo nel pre-market dopo il forte calo di ieri, mentre i mercati assimilavano le dichiarazioni del presidente della Fed Warsh:
- Dow: +156 punti
- S&P: +32 punti
- Nasdaq: +304 punti
Risultati trimestrali dopo la chiusura
- Lam Research (LRCX): BEAT — EPS rettificato $1.82 vs. $1.68 atteso; Ricavi $6.722B vs. $6.665B. Prezzo attuale +8.75%.
- Fortinet (FTNT): BEAT — EPS rettificato $0.90 vs. $0.75; Ricavi $2.05B vs. $1.89B. Prezzo attuale +10.87%.
- Carvana (CVNA): BEAT — EPS $0.42 vs. $0.38; Ricavi $7.38B vs. $6.89B. Prezzo attuale -9.98%.
- L3Harris Technologies (LHX): BEAT — EPS $3.13 vs. $2.80; Ricavi $5.88B vs. $5.81B. Prezzo attuale -4.21%.
- Robinhood Markets (HOOD): BEAT — EPS $0.62 vs. $0.43; Ricavi $1.31B vs. $1.28B. Prezzo attuale +0.86%.
- Starbucks (SBUX): BEAT — EPS rettificato $0.85 vs. $0.66; Ricavi $9.30B vs. $9.17B. Prezzo attuale +6.15%.
- Arm Holdings (ARM): BEAT — EPS rettificato $0.45 vs. $0.40; Ricavi $1.29B vs. $1.26B. Prezzo attuale +0.67%.
- Microsoft (MSFT): BEAT — EPS rettificato $4.74 vs. $4.24; Ricavi $90.0B vs. $87.62B. Prezzo attuale +9.96%.
- Meta Platforms (META): MIXED — EPS inferiore alle attese ($6.18 vs. $7.19); Ricavi superiori alle attese ($60.8B vs. $60.22B). Prezzo attuale -9.43%.
- Qualcomm (QCOM): MIXED — EPS rettificato inferiore alle attese ($2.21 vs. $2.23); Ricavi superiori alle attese ($9.95B vs. $9.68B). Anche la guidance per l’EPS rettificato del Q4 di $2.05–$2.25 è risultata inferiore al consenso di $2.36. Prezzo attuale -5.58%.
Riepilogo dopo la chiusura: Beat 8; Mixed 2 (Meta, Qualcomm); Missed (EPS & Revenue) 0. Il forte superamento delle attese di Microsoft sui ricavi spicca come indicatore della spesa in cloud e IA enterprise, mentre il mancato raggiungimento dell’EPS di Meta, nonostante il beat sui ricavi, riflette le pressioni di spesa in conto capitale sulla redditività.
Risultati trimestrali del mattino
- Yum! Brands (YUM): BEAT — EPS $1.62 vs. $1.58 atteso.
- Bristol Myers Squibb (BMY): BEAT — EPS $2.04 vs. $1.59; Ricavi $12.97B vs. $11.75B.
- Quanta Services (PWR): BEAT — EPS $4.24 vs. $3.31; Ricavi $9.6B vs. $8.61B.
- KKR: BEAT — EPS $1.63 vs. $1.43; Ricavi $5.73B vs. $5.09B.
- Hershey (HSY): BEAT — EPS $1.90 vs. $1.43; Ricavi $2.79B vs. $2.63B. Guidance sopra le attese.
- Valero Energy (VLO): BEAT — EPS $12.54 vs. $10.13; Ricavi $44.5B vs. $39.5B.
- Regeneron (REGN): BEAT — EPS $14.29 vs. $10.21; Ricavi $4.29B vs. $3.82B.
- Norwegian Cruise Line (NCLH): MIXED — EPS superiore alle attese ($0.48 vs. $0.39); Ricavi inferiori alle attese ($2.64B vs. $2.65B). Guidance annuale dell’EPS al di sotto delle attese.
- Trane Technologies (TT): BEAT — EPS $4.31 vs. $4.27; Ricavi $6.35B vs. $6.20B.
- Xcel Energy (XEL): MIXED — EPS superiore alle attese ($0.93 vs. $0.79); Ricavi inferiori alle attese ($3.12B vs. $3.54B).
- CRH: BEAT — EPS $2.21 vs. $1.99; Ricavi $10.8B vs. $10.7B. Guidance alzata.
- Cigna (CI): BEAT — EPS operativo $7.78 vs. $7.60; Ricavi $71.6B vs. $70.14B. Alzate le prospettive 2026.
Riepilogo del mattino: Beat 10; Mixed 2 (Norwegian Cruise Line, Xcel Energy); Missed (EPS & Revenue) 0. Considerando entrambe le sessioni, 18 delle 22 società che hanno riportato i conti hanno battuto nettamente le attese sia su utili sia su ricavi, un dato superiore ai normali schemi stagionali e indicativo della resilienza degli utili aziendali nonostante l’elevata incertezza macroeconomica.