NotizieMacroLe azioni europee chiudono miste, ma DAX e Ibex toccano massimi storici

Le azioni europee chiudono miste, ma DAX e Ibex toccano massimi storici

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • Il DAX tedesco è salito dello 0.26% a 26,391.43 e l’Ibex spagnolo ha guadagnato lo 0.20% a 20,213.61, chiudendo entrambi su massimi storici.
  • I rendimenti dei titoli di Stato europei a 10 anni sono scesi in tutti i principali mercati, con i rendimenti britannici in calo di 3.5 punti base al 4.965%.
  • Il petrolio WTI è avanzato dello 0.96% a $83.10 al barile nonostante i segnali ottimistici su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, con l’incertezza sullo Stretto di Hormuz ancora presente.
  • Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti sono scese dell’1.7% su base mensile a un ritmo annualizzato di 4.06 milioni a luglio, segnando un secondo calo mensile consecutivo in presenza di tassi ipotecari elevati.
  • I mercati prezzano una probabilità di circa 50-50 di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre dopo un rapporto occupazionale statunitense più debole, con il CPI di domani visto come un dato chiave.
Le azioni europee chiudono miste, ma DAX e Ibex toccano massimi storici

Le azioni europee hanno chiuso in ordine sparso mentre i trader a Londra e nel resto della regione si avvicinavano alla chiusura, ma il DAX tedesco e l’Ibex spagnolo hanno terminato entrambi su nuovi massimi storici. Il DAX è salito dello 0.26%, mentre l’Ibex ha guadagnato lo 0.20%, prolungando la recente serie di sedute da record nei mercati europei. Gli ultimi rialzi arrivano mentre i titoli azionari continuano a beneficiare di solidi utili societari e dell’ottimismo legato alle negoziazioni tra Stati Uniti e Iran, con il ciclo di allentamento della Banca centrale europea che sostiene anche il sentiment riducendo i costi di finanziamento per le società dell’area euro.

I livelli di chiusura sono stati:

  • DAX tedesco: +0.26% a 26,391.43 — chiusura record
  • CAC 40 francese: -0.13% a 8,714.95
  • FTSE 100 britannico: -0.17% a 10,844.20
  • Ibex spagnolo: +0.20% a 20,213.61 — chiusura record
  • FTSE MIB italiano: +0.08% a 53,706.20

I movimenti relativamente contenuti riflettono la persistente attenzione degli investitori sugli sviluppi in Medio Oriente. Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha dichiarato oggi che Stati Uniti e Iran sono vicini a "some sort of an arrangement", aggiungendo che i segnali recenti indicano un avvicinamento verso un accordo di pace. Anche il Qatar ha affermato che i negoziati sullo Stretto di Hormuz hanno raggiunto una fase avanzata. Lo stretto è un collo di bottiglia strategico attraverso il quale transita ogni giorno circa un quinto del consumo mondiale di petrolio, rendendo qualsiasi interruzione una leva diretta sui prezzi dell’energia e sulle aspettative di inflazione. Tuttavia, le interruzioni nelle spedizioni e i disaccordi sui termini di un eventuale accordo continuano a mantenere elevata l’incertezza.

Nel mercato del debito europeo, i rendimenti benchmark a 10 anni sono scesi in tutta la linea:

  • Germania: 3.158%, -2.6 punti base
  • Francia: 3.977%, -1.1 punti base
  • Regno Unito: 4.965%, -3.5 punti base
  • Spagna: 3.599%, -2.7 punti base
  • Italia: 3.952%, -2.7 punti base

I titoli statunitensi trattano in modo misto

Con la chiusura della sessione europea, anche i principali indici azionari statunitensi trattano in modo misto. Il Russell 2000 sta sovraperformando, mentre il Nasdaq è il più debole tra i principali benchmark.

  • Dow Industrial Average: -30.02 punti o -0.06% a 53,951.38
  • S&P 500: -6.58 punti o -0.08% a 7,746.54
  • NASDAQ Composite: -87.89 punti o -0.33% a 26,517.46
  • Russell 2000: +13.29 punti o +0.44% a 3,030.69

Nel mercato obbligazionario statunitense, i rendimenti sono più bassi lungo tutta la curva e vicini ai minimi di seduta. All’inizio della sessione USA i rendimenti erano più alti. Dopo il più debole rapporto sul lavoro negli Stati Uniti, il mercato sconta ormai una probabilità vicina al 50-50 di un rialzo a settembre. I dati CPI statunitensi saranno diffusi domani e rappresenteranno un elemento chiave per capire come cambierà questo orientamento, almeno nel breve termine:

  • 2 anni: 4.226%, -1.3 punti base
  • 5 anni: 4.391%, -1.4 punti base
  • 10 anni: 4.686%, -1.2 punti base
  • 30 anni: 5.235%, -0.8 punti base

Il petrolio resta in rialzo

Il greggio continua a trattare in rialzo nonostante i commenti più ottimistici su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran. L’incertezza sullo Stretto di Hormuz resta un fattore chiave, rendendo il petrolio particolarmente sensibile ai titoli di agenzia. Con circa 20 million barrels per day che transitano attraverso il passaggio, anche scenari di interruzione temporanea hanno implicazioni rilevanti per noli, premi assicurativi e costi finali dei carburanti in Europa e Asia.

  • Petrolio WTI: $83.10, +$0.81 o +0.96%. Il massimo ha toccato $84.61. Il minimo è stato $81.27.
  • Oro: $4,379.30, -$11.35 o -0.26%
  • Argento: $64.846, -$0.835 o -1.27%
  • Bitcoin: $63,567, -$559 o -0.88%

Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti calano leggermente

Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti sono risultate leggermente बेहतर del previsto a luglio, ma il mercato immobiliare nel suo complesso resta debole poiché i tassi ipotecari elevati continuano a pesare sull’accessibilità e sul turnover.

  • Vendite di case esistenti: 4.06 milioni annualizzati contro 4.05 milioni attesi
  • Precedente: rivisto al rialzo a 4.13 milioni da 4.09 milioni
  • Variazione mensile: -1.7%, dopo un calo rivisto del -1.4% a giugno
  • Prezzo mediano delle case: $434,100
  • Prezzi: +2.0% su base annua
  • Inventario: 4.6 mesi di offerta, invariato rispetto a giugno

Le vendite di luglio hanno sostanzialmente rispettato le attese, ma sono diminuite per il secondo mese consecutivo dopo l’attività più robusta osservata in primavera. I tassi ipotecari elevati restano il principale freno, limitando l’accessibilità e mantenendo molti proprietari riluttanti a cambiare casa. L’inventario è migliorato rispetto alle condizioni più ristrette degli ultimi anni, ma con 4.6 mesi di offerta resta sotto i livelli normalmente associati a un mercato pienamente equilibrato. Nel frattempo, i prezzi continuano a salire, anche se l’aumento annuo relativamente contenuto del 2.0% suggerisce che l’accessibilità stia migliorando gradualmente se aggiustata per crescita dei redditi e inflazione.

Nel complesso, il tono è relativamente cauto mentre i trader europei escono dal mercato. Le azioni europee hanno chiuso in modo misto, i rendimenti obbligazionari sono scesi su entrambe le sponde dell’Atlantico e i titoli azionari statunitensi faticano a trovare una direzione. Nel frattempo, il petrolio resta l’asset da monitorare mentre i trader reagiscono a ogni nuovo titolo sulle negoziazioni tra Stati Uniti e Iran e alla possibile riapertura dello Stretto di Hormuz.